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Ditelo Voi Perché gli avvocati portano la toga?

Ditelo Voi Pubblicato il 29 gennaio 2018

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> Ditelo Voi Pubblicato il 29 gennaio 2018

La toga risale all’epoca romana ed è simbolo di una professione di grande prestigio.

Una lunga veste nera ammanta avvocati, giudici e pubblici ministeri quando viene celebrata l’udienza in aula: si tratta della toga, abito forense per eccellenza. Perché gli avvocati portano la toga? Per prestigio? Per intimorire i clienti? Per vanteria? Scopriamolo insieme.

Qual è la storia della toga?

La toga che oggi portano gli avvocati ha un’origine molto remota: essa era una veste degli antichi romani, costituita da un drappo che si indossava sopra la tunica e che avvolgeva la persona passando sotto l’ascella destra in modo da lasciare libero il braccio, annodandosi infine sopra la spalla sinistra.

Indubbiamente la toga era una veste nobile, tipica dei patrizi. Essa divenne in Roma il simbolo delle cariche pubbliche, del potere civile, dell’attività politica.

A Roma erano conosciuti diversi tipi di toghe: quella color porpora  era considerata l’indumento nazionale romano ed era diversificata per colore e per tipo di orlatura a seconda delle cariche e delle circostanze; la più importante era senza dubbio quella che ammantava l’imperatore stesso.

Durante il medioevo la toga, pur cambiando fattezze, si affermò come veste tipica dei magistrati e per quanti rivestissero un ruolo di primo piano all’interno della società, come i medici.

Oggi la toga continua a contraddistinguere magistrati e avvocati impegnati nelle vicende processuali, ma anche gli accademici e i docenti universitari durante le cerimonie formali.

Com’è fatta la toga?

Non tutti sanno che la forma e le dimensioni della toga sono stabilite addirittura dalla legge [1]! Per i procuratori, la toga dovrebbe essere «chiusa ed abbottonata in avanti con colletto largo cinque centimetri e orlato da una leggera filettatura in velluto e cordoni e fiocchi di seta nera; cravatta di battista bianca con merlettino e tocco in seta senza alcun distintivo».

Per gli avvocati, invece, la toga dovrebbe essere «aperta, con larga mostratura in seta, colletto largo venti centimetri ed orlato da fascia di velluto dell’altezza di tre centimetri, maniche orlate da fascia di velluto dell’altezza di dieci centimetri, cordoni e fiocchi di argento misto a seta nera, o d’oro misto a seta nera (nelle proporzioni di due terzi e un terzo) […] cravatta di battista, bianca con merlettino, e tocco in seta fregiato da una fascia di velluto».

I colori della cordoniera si diversificano a seconda se l’avvocato sia o meno abilitato a patrocinare presso le magistrature superiori (Corte di Cassazione e Consiglio di Stato): nel primo caso, i cordoni saranno d’oro misto a seta nera; nel secondo, di argento misto a seta nera.

La legge, inoltre, fa obbligo agli avvocati e ai procuratori di indossare la toga nelle udienze dei tribunali e delle corti e persino dinanzi ai consigli dell’ordine e al consiglio superiore forense. In caso di violazione dell’obbligo è possibile che venga comminata una sanzione disciplinare.

Questo obbligo, però, è rimasto sulla carta, nel senso che gli avvocati sono soliti indossare la toga solamente nelle udienze penali (nemmeno tutte) e quando patrocinano in Cassazione o al Consiglio di Stato.

Perché gli avvocati indossano la toga?

Gli avvocati indossano la toga quale simbolo di una professione che, seppur libera e svolta in regime di concorrenza, si differenzia dalle altre per la nobiltà della sua missione e per la sua indispensabilità. L’avvocato, infatti, garantisce un diritto che la Costituzione definisce inviolabile, cioè quello alla difesa. Possiamo quindi dire che, in un certo senso, la professione di avvocato trova la sua legittimazione e la sua prima disciplina direttamente nella Costituzione, sebbene affondi le radici negli albori della civiltà.

L’avvocato che indossa la toga porta avanti una tradizione millenaria e carica lo stesso professionista dell’onere di contribuire a che venga fatta giustizia. La toga è il simbolo esteriore dell’altissima funzione sociale, intellettuale e morale che l’avvocato è chiamato a svolgere; è la veste che caratterizza il ruolo essenziale della difesa nel processo; è il punto di riferimento del cittadino che vede violati i propri diritti.

note

[1] Art. 104, r.d. n. 6/1927 del 06.01.1927.

Autore immagine: Pixabay.com


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1 Commento

  1. Si tratta di aspetti esteriori che avevano un qual senso nell’antichità. Soprattutto perchè identificavano una specifica casta. Oggi ritengo siano ridicoli, come le toghe rosse degli magistrati di cassazione e come la camera dei Lord in GB che vestono ancora oggi quel buffo parrucchino.

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