Diritto e Fisco | Editoriale

Assicurazione: come fare ricorso all’Ivass

2 marzo 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 2 marzo 2018



Sei stato danneggiato da una compagnia assicurativa, ma non puoi sostenere le spese legali per fare causa. Sai che puoi fare ricorso all’Istituto di vigilanza?

Ti sei affidato a un agente assicurativo che, prima ti ha convinto a stipulare una polizza vita con una compagnia, dopo qualche anno ti ha invece avvisato che ha deciso di assumere mandato con un’altra compagnia. Ti ha quindi proposto di chiudere la vecchia polizza e aprirla con questa nuova Assicurazione con cui lui collabora. Convenientissima e con ancor più coperture. E si sarebbe occupato lui di tutte le trafile burocratiche. Hai accettato, tanto lui è di famiglia, ti fidi. Peccato che si dimentica di formalizzare la risoluzione del contratto della vecchia polizza. Così ti sei ritrovato inconsapevolmente a pagare sia le rate della vecchia polizza sia quelle della nuova. Lo hai scoperto casualmente, controllando l’estratto conto. Ecco un tipico caso di errore (o incompetenza) e di danno che potresti ricevere da una compagnia di assicurazioni. E come questo, tanti altri errori o comportamenti scorretti potrebbero arrecarti danno. Cosa fai a questo punto? Quali carte puoi giocarti per tutelare la tua posizione? C’è solo la strada della causa civile o ce ne sono altre? Un’altra via c’è: potresti gettare chi ti ha causato il danno in pasto all’Istituto di vigilanza sulle assicurazioni, che farà i suoi controlli e, se lo riterrà, potrà punire i responsabili dell’errore. Vediamo in dettaglio questa alternativa ossia come fare ricorso all’Ivass contro l’assicurazione.

Problema con la compagnia assicurativa: che fare?

Nel caso descritto sopra nessuno vuole prendersi le proprie responsabilità. L’agente assicurativo di cui ti fidavi tanto fa orecchie da mercante, e anzi, in modo molto arrogante ti invita a rivolgerti ad un avvocato se hai dei problemi. La vecchia assicurazione ti risponde picche, sostenendo che lei da quella persona non ha mai ricevuto la disdetta del contratto. Ti dice solo che ha revocato a quell’agente il mandato, nulla di più. E tu l’hai presa in saccoccia, perché per diversi mesi ti sei visto prelevare soldi per ben due polizze. Che puoi fare? Ci sono due strade possibili:

  • Puoi scegliere subito le vie legali, quindi rivolgerti al Giudice di pace o al Tribunale
  • Puoi decidere di sottoporre la compagnia assicurativa o l’agente assicurativo che ti hanno procurato il danno al giudizio dell’Istituto di vigilanza sulle assicurazioni (Ivass)

Nel primo caso (la causa civile ordinaria) devi fare pace con l’idea che ti costerà, in termini di soldi e di tempo. Nel secondo caso invece, la segnalazione è del tutto gratuita. Non ci sarà alcun costo per te. Se quindi in questo momento non puoi permetterti di sostenere le spese legali per un processo, potrai comunque tentare la strada gratuita del ricorso all’Ivass. Vediamo in dettaglio come farlo.

Cos’è l’Ivass?

Le compagnie assicurative, per nostra fortuna, hanno un organo con il compito di vigilare sulla loro corretta attività. Si chiama Ivass e, se lo vogliamo dire per intero, si chiama Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni. Sapete chi lo presiede? Niente po’ po’ di meno che il direttore generale della Banca d’Italia (oggi Salvatore Rossi). Tra i principali compiti dell’Ivass ci sono:

  • Il controllo sulla gestione delle compagnie di assicurazione
  • Il controllo sull’effettiva osservanza delle leggi e regolamenti da parte di assicurazioni e intermediari
  • Rilevazione dei dati di mercato per stabilire le tariffe sui servizi
  • Tutela dei consumatori, gestendo i reclami degli utenti bidonati (o potenzialmente tali) dalle compagnie assicuratrici

Proprio in virtù di questo suo ruolo, tu puoi bussare alla porta dell’Ivass nel caso descritto sopra, ma anche in tutti gli altri casi in cui ritieni che una compagnia assicurativa o un agente assicurativo abbiano leso un tuo diritto di consumatore.

Quando posso fare reclamo all’Ivass?

Per suonare al citofono dell’Ivass devi appunto aver avuto dei problemi con la tua compagnia assicurativa, con l’agente assicurativo o col subagente: problemi sui premi, sulla stipula, sulla risoluzione dei contratti, sul mancato indennizzo, problemi con l’attestato di rischio, problemi con i risarcimenti danni, ritardi nei pagamenti, ecc.

Il dito sul citofono va messo però solo dopo aver richiesto tutte le dovute spiegazioni alla compagnia assicuratrice accusata di averti causato il problema. Quindi la tua.

Solo quando nessuno ti risponde entro 45 giorni oppure la risposta che ti viene fornita non ti piace allora hai il via libera per scrivere all’Ivass e chiedere che venga istituita una procedura di controllo e sanzionatoria contro i colpevoli.

Chi può fare reclamo all’Ivass?

I reclami all’Ivass possono essere presentati da chiunque si ritenga vittima di un danno ad opera di una compagnia o intermediario assicurativo. In particolare possono fare ricorso all’Ivass:

  • La persona che ha stipulato (e quindi firmato) il contratto
  • Il beneficiario della polizza assicurativa
  • La persona assicurata
  • La persona danneggiata
  • Le assicurazioni che rappresentano gli interessi dei consumatori

Assicurazione: Come fare ricorso all’Ivass?

Eccoci arrivati alla domanda principale. Dopo aver visto chi può agire per veder tutelati i propri diritti nel caso di un danno recato da un’assicurazione, vediamo come fare ricorso all’Ivass.

  • La prima cosa da fare è inviare un reclamo scritto all’Ufficio reclami della compagnia o dell’agente assicurativo che ti hanno leso nei tuoi diritti. Fallo con una raccomandata con ricevuta di ritorno in cui inserisci i tuoi dati, il numero della polizza incriminata, l’oggetto del problema e il tuo reclamo
  • Attendi 45 giorni. Se entro questo termine la compagnia non ti ha risposto oppure dà una risposta che non ti soddisfa, allora puoi scrivere facendo ricorso all’Ivass. Ecco come:
  • Puoi inviare il reclamo tramite la casella di posta Pec (posta certificata) all’indirizzo tutela.consumatori@pec.ivass.it. In questa email ufficiale dovrai allegare il reclamo scritto ed eventuali allegati (stando attento a non superare i 5 mb di pesantezza file)
  • Puoi anche inviare il reclamo via fax al numero 06 42 133 206
  • Infine puoi inviare il reclamo con la classica raccomandata via posta ordinaria, all’indirizzo IVASS – Servizio tutela del consumatore, via del Quirinale 21 – 00187 Roma

Cosa deve contenere il reclamo all’Ivass?

Nella tua lettera di rircorso all’Ivass – sia che la invii via fax, via Pec o via posta – devi obbligatoriamente inserire questi dati:

  • I tuoi dati anagrafici (nome, cognome, indirizzo postale, pec, recapito telefonico)
  • Se ti servi di un avvocato o un’associazione consumatori devi inserire anche i loro dati
  • Il nome dell’Assicurazione o dell’agente assicurativo di cui ti stai lamentando per l’operato
  • Una motivazione della lamentela, chiara e sintetica
  • Una copia del reclamo che hai trasmesso prima alla tua compagnia assicurativa

Reclamo all’Ivass: cosa rischia la compagnia assicurativa?

Il regolamento dell’Ivass e il codice delle assicurazioni [2] sono chiari sui doveri delle compagnie assicuratrici e degli intermediari [1]. Devono rispettare precisi obblighi di serietà, trasparenza, competenza, comunicazioni ai clienti, obblighi sui conflitti di interesse. Qualora l’Ivass ritenga, sulla base del tuo ricorso, che la compagnia o l’agente abbia violato i suo obblighi e quindi leso te come consumatore, può decidere di sanzionare i responsabili, che agendo in quel modo, hanno leso anche la credibilità e la reputazione di tutto il settore assicurativo. Nello specifico la compagnia rischia:

  • Sanzioni pecuniarie: quindi multe salate
  • Sanzioni disciplinari: la sospensione o la vera e propria radiazione dall’albo degli intermediari

Ovviamente prima di punire, l’Ivass avvierà un iter di accertamento di eventuali comportamenti scorretti o irregolarità. Esaminerà quindi il tuo reclamo, ne trasmetterà copia alla compagnia assicuratrice interessata, chiedendole chiarimenti.

Entro 90 giorni, dal momento in cui riceve tutte le informazioni necessarie, l’Ivass comunicherà alle parti l’esito del suo controllo e le sue conclusioni.

Se non rileva violazioni chiude lì la cosa. Se invece ritiene che effettivamente la compagnia assicurativa abbia commesso violazioni  partono le sanzioni (le pubblicherà anche sul suo bollettino e sul sito web). E tu avrai avuto la tua parte di rivincita.

note

[1] Regolamento n. 5 del 16 ottobre 2006

[2] D. lgs n. 209 del 7 settembre 2005

Fonte Ivass

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1 Commento

  1. Ho tamponato un auto senza sottoscrivere nessuna CID, successivamente ricevo dalla mia assicurazione una comunicazione con la quale mi informano della esistenza del CID, a questo punto invio in data 08/04/18 alla assicurazione del tamponato una PEC con la richiesta di accesso agli atti ed un successivo sollecito in data 19/04/18.
    Mi arriva un CID con una firma che io non riconosco, invio in data 07/06/18 una PEC a questa ultima assicurazione con il disconoscimento della firma, ma in data 12/06/18 ricevo l’invito da parte della mia assicurazione a pagare la franchigia richiesta nel mio contratto, poiché la assicurazione del tamponato le aveva addebitato l’importo del forfait.
    In data 28/06/18 invio una nota all’altra compagnia domandando il perché non sia stato presa in considerazione la mia richiesta di annullamento del CID artefatto e l’annullamento del pagamento della franchigia.
    Spero di essere stato chiaro e ringrazio per avere un VS. commento.

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