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Atti giudiziari ai familiari: notifica valida senza avvisi

28 gennaio 2018


Atti giudiziari ai familiari: notifica valida senza avvisi

> Diritto e Fisco Pubblicato il 28 gennaio 2018



Con l’abolizione della Can, comunicazione di avvenuta notifica, la raccomandata consegnata a un familiare convivente o al portiere potrebbe restare ignota.

Ti è mai capitato di ricevere una raccomandata mentre non eri a casa e che il postino, non trovandoti, l’abbia consegnata a chi vive con te: ad esempio tuo madre, tuo marito, tua moglie o tuo figlio? Ecco la legge di Bilancio 2018 è intervenuta con una riforma che, in casi come questi, cambia notevolmente le carte in tavola. Vediamo perché.

Tutte le volte in cui c’è da notificare una sentenza, una citazione, un atto giudiziario, una multa succede questo: in caso di momentanea assenza da casa del destinatario, la legge consente al postino di consegnare la busta a chi convive con lui o che si prende cura della casa (ad esempio, la colf). Si deve trattare di una persona con più di 14 anni e non palesemente incapace di intendere e volere.

Se queste persone non ci sono o rifiutano di ritirare l’atto, il postino tenta la consegna al portiere dello stabile e se neanche questi c’è, riporta la raccomandata all’ufficio postale, lasciando che sia il destinatario, nei successivi 180 giorni, a ritirarla.

Attenzione ora a questo passaggio: se il postino dava la busta a un convivente o al portiere, fino a ieri inviava al destinatario effettivo una raccomandata con cui lo informava di tale consegna. Era la cosiddetta Can o comunicazione di avvenuta notifica. Serviva a dargli la possibilità di recuperare la lettera qualora il convivente se ne fosse dimenticato. Oggi però questa comunicazione è stata cancellata. Con la conseguenza che chi, ad esempio, vive con una madre malata di Alzheimer che dimentica tutto ciò che fa, o con una moglie disordinata che mette tutto nella borsa e poi lo tira fuori dopo mesi, o con un marito che, in procinto di chiedere la separazione, intende fare un dispetto al coniuge, potrebbe non sapere mai di questa raccomandata.

Con la conseguenza che non potrà mai esercitare i propri diritti: non potrà costituirsi in una causa nella quale è stata citata, non potrà contestare una multa, non potrà fare opposizione a una ingiunzione di pagamento.

Questa regola, che è sempre stata valida per le raccomandate ordinarie e per le cartelle di pagamento, ora è stata estesa anche a multe e atti giudiziari.

Si tenga in ultimo conto che, dal 1° gennaio 2018, sempre per multe e atti giudiziari è sempre possibile la notifica anche a mezzo di poste private.


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