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Materie prime: fanno parte delle spese deducibili?

28 Gennaio 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 28 Gennaio 2018



L’acquisto di materie prime è imprescindibile per tutte le aziende che producono beni. Possono essere dedotte dal reddito imponibile?

Quando eravamo bambini e andavamo a scuola, la maestra ci insegnava che per fare un tavolo ci vuole il legno. E per fare il legno ci vuole l’albero. E così via a ritroso, fino ad arrivare al concetto principale, che Gianni Rodari ha voluto sviscerare in questo suo testo: al mondo tutte le cose sono collegate fra loro. Un concetto vero più che mai, non solo per maestre, alunni e pacifisti di tutto il mondo, ma anche per imprenditori e aziende che lavorano ogni giorno tonnellate di materiali per produrre un bene da mettere sul mercato. Nessun prodotto che acquistiamo e utilizziamo potrebbe essere realizzato senza l’utilizzo delle materie prime. Un tipo di materia fondamentale per il lavoro di migliaia di aziende. Ma cosa sono esattamente queste materie prime? Che posto hanno nel processo produttivo? E, puntando su una domanda che sarà di aiuto all’aspetto fiscale e contabile, le materie prime fanno parte delle spese deducibili?

Cosa sono le materie prime?

Partiamo sempre dal concetto di Rodari, che ci sarà di grande aiuto per capire cosa siano queste materie prime. Un bancale per essere prodotto ha bisogno del legno; una crema all’aloe vera per essere realizzata ha bisogno della pianta di aloe; così come per la produzione di pasta serve il grano e per la realizzazione di una maglietta la pianta di cotone e altre fibre tessili.

Insomma, qualunque prodotto per essere realizzato ha bisogno di materie prime: specifici materiali che stanno alla base della produzione di altri beni, ottenuti attraverso procedimenti industriali o artigianali di lavorazione.

Ogni azienda impegnata nella lavorazione di materiali e produzioni di beni conosce a menadito queste regole. Una parte sostanziale delle sue spese è appunto dedicata all’acquisto di materie prime, che lavorerà all’interno del proprio processo industriale, per restituire al mercato un prodotto finito e pronto per essere acquistato: occhiali, vestiti, creme, materiali edili. Largo alla fantasia, qualunque prodotto comprato dai noi consumatori finali ha vissuto questo processo.

Chi è soggetto al reddito d’impresa?

Parlare di spese deducibili per un’impresa significa esplorare tutto quel mondo di obblighi fiscali e contabili che le aziende hanno verso il fisco. Anche le aziende dichiarano i propri redditi, seppur con regole più complesse dei normali cittadini. Anche loro quindi hanno a che fare con reddito imponibile, tassazione, dichiarazione, deducibilità.

Per legge [1] sono redditi d’impresa tutti quelli che derivano dall’attività di imprese commerciali abituali, prestazione di servizi in forma di impresa autonoma:

  • Le attività industriali per la produzione di beni e servizi
  • Le attività di trasporto
  • Le attività intermediarie di circolazione di beni
  • Le attività bancarie e assicurative
  • Le attività di sfruttamento di cave, miniere, torbiere, saline, laghi, ecc.
  • Ed entro certi limiti stabiliti per legge [2] le attività agricole legate ai terreni

A seconda poi del fatturato viene applicato un diverso regime contabile. I principali sono i seguenti:

  • Le imprese a regime forfetario sono quelle che non redigono il bilancio. Conservano solo la documentazione utile ai fini fiscali
  • Le imprese a contabilità ordinaria sono quelle che redigono il bilancio d’esercizio annuale, secondo le regole del codice civile.
  • Le imprese a contabilità semplificata sono quelle che non sono obbligate a tenere le scritture contabili

Tra tutte queste aziende, quelle che maggiormente sono interessate dal nostro articolo, e quindi dalla nostra domanda se le materie prime facciano parte delle spese deducibili, sono quelle il cui reddito d’impresa derivi dalle attività industriali per la produzione di beni e servizi.

Le materie prime fanno reddito?

Le materie prime che servono nel processo di lavorazione, devono essere acquistate dalle aziende e quindi fanno parte delle spese sostenute dall’azienda stessa. Spese che si metteranno in bilancio, sia tra i costi, sia tra le rimanenze in magazzino (quando cioè sono rimasti materiali che potranno essere riutilizzati per la produzione negli esercizi successivi).

Le materie prime rimaste in magazzino (le cosiddette giacenze) vengono inserite tra i ricavi, nel momento in cui vengono cedute, restituite, o comunque prese in considerazione per la loro cessione o lavorazione futura, che potrà anche avvenire nel periodo di esercizio (quindi nel bilancio) successivo.

In ogni caso le materie prime sono presenti nel bilancio d’esercizio:

  • tra i componenti negativi e quindi costi (quando si acquistano e quindi entrano nelle rimanenze iniziali di un’azienda)
  • tra i componenti positivi e quindi ricavi (quando entrano nella famiglia delle giacenze a fine anno, ma potranno comunque essere riutilizzate o cedute nel successivo bilancio d’esercizio)

Ecco perché le materie prime concorrono a formare il reddito d’impresa.

Cosa sono le spese deducibili?

Come dicevamo prima, anche le aziende hanno a che fare con spese, ricavi, redditi e imposte da pagare al Fisco. L’imposta viene calcolata a partire dal reddito imponibile. E questo reddito può essere notevolmente diminuito. Come? Proprio grazie alla deducibilità di alcuni oneri: cioè la sottrazione di alcune spese (o componenti negativi) dal reddito, prima che venga calcolata l’imposta da pagare. Minore sarà il reddito imponibile, più bassa sarà la tassazione che devo allo Stato.

Esempio. Il reddito imponibile (senza spese deducibili) di un’impresa è di 100. La percentuale d’imposta da pagare è del 10%. La tassazione dovuta dall’azienda sarà di 10.

Se quella stessa azienda ha portato alcune spese in deduzione e il suo reddito imponibile è stato abbassato a 80, applicando il 10% di aliquota, la tassazione dovuta sarà invece di 8. Più bassa quindi.

Le materie prime fanno parte delle spese deducibili?

Veniamo alla nostra domanda iniziale: le materie prime fanno parte delle spese deducibili? In linea generale diciamo che l’azienda può portare in deduzione (e quindi diminuire il valore del reddito imponibile ai fini del pagamento delle imposte) le componenti negative del reddito. Primi fra tutti i costi sostenuti per l’acquisto di beni e materiali necessari alla produzione e alla finalità dell’azienda. Ovviamente le materie prime rientrano tra queste componenti negative.

Come tutto il resto dei componenti negativi però, possono essere portate in deduzione solo se [3]:

  • vengono imputate al Conto economico dell’esercizio di competenza (a meno che la deduzione non sia stata rinviata volontariamente oppure se i costi non siano deducibili per legge, indipendentemente dall’imputabilità al conto economico o meno)
  • rientrano tra i costi sostenuti per le esclusive finalità aziendali, secondo il principio di inerenza

Il principio di inerenza obbliga l’azienda a dedurre i costi o le spese solo se questi sono inerenti alle attività d’impresa. Qualunque costo non sia necessario alla vita dell’impresa stessa non può essere considerato deducibile.

Ad esempio, se l’imprenditore sostiene una spesa di carattere strettamente personale (per sé o i suoi familiari) non la può dedurre.

Le materie prime vengono inserite nel bilancio come attivo circolante e nel Conto economico tra i costi di produzione. Per definizione sono assolutamente legate all’attività d’impresa, perché servono per la lavorazione e la trasformazione di quel materiale in prodotto finito (la questione è sempre quella del nostro legno che servirà per fare il tavolo). Il principio di inerenza quindi sembrerebbe essere rispettato. Da qui la conclusione che le materie prime fanno parte delle spese deducibili.

Considerato che deve esserci uno stretto, immediato e diretto legame tra spesa sostenuta e attività produttiva, che succede se il Fisco contesta quella spesa? Cioè fa un accertamento e decide che quel costo sostenuto per l’acquisto di quella materia prima non era inerente all’attività aziendale e quindi non deducibile?

Succede che, come stabilito dalla Cassazione [4], spetta al Fisco stesso, quindi all’Agenzia delle entrate il dovere di dimostrare – prove alla mano – che quella spesa non era effettivamente inerente e quindi non spettava la deducibilità.

Se quel legname acquistato per le lavorazioni aziendali e la produzione di mobili non sia inerente con le attività d’impresa (e quindi non sia deducibile) dovrà dimostrarlo il Fisco, a cui spetta in questo caso l’onere della prova. Se non ci riesce allora quella materia prima è deducibile.

note

[1] Art. 55 Tuir e art. 2195 cod. civ.

[2] Art. 32 Tuir

[3] Art. 109 Tuir

[4] Cassazione sentenza n. 6548 del 2012

Autore immagine: Pixabay 


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