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Lo sai che? Cosa significa inaudita altera parte

Lo sai che? Pubblicato il 28 gennaio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 28 gennaio 2018

Il mondo del diritto è pieno di latinismi ed espressioni tecniche, non sempre usate nel linguaggio di tutti i giorni: cosa significa inaudita altera parte?

In quante occasioni può capitare di leggere o ascoltare una conversazione nella quale qualcuno utilizza termini non conosciuti? Anche se in pochi lo ammettono, è abbastanza frequente, e situazioni di questo tipo aumentano soprattutto in un settore come quello legale, nel quale si fa uso – inevitabilmente – di un linguaggio tecnico e specifico. La scelta di utilizzare determinati termini non ha spesso alternative, per cui in alcuni casi è davvero obbligatorio essere precisi e quindi, per chi non ha fatto studi giuridici, è importante sapere di cosa si stia parlando, sia nelle ipotesi in cui ci si sia rivolti a un esperto o a un legale per avere informazioni o anche nel caso in cui si stia cercando online il significato di parole non conosciute. Molto spesso, inoltre, si possono trovare espressioni che derivano dal latino, complicando ulteriormente la situazione. Cerchiamo quindi di comprendere assieme il significato di una di queste espressioni: cosa significa inaudita altera parte?

Inaudita altera parte: cosa vuol dire

L’espressione inaudita altera parte deriva dal latino, e significa letterelamente senza aver dato ascolto ad un’altra parte. Si tratta di tutte quelle ipotesi, previste dal nostro ordinamento, nelle quali si giunge ad una decisione o una pronuncia che prescinde dall’informare tutte le parti coinvolte, arrivando ad una conclusione solamente interloquendo con una delle parti, ma non con l’altra. In concreto, quindi, uno dei soggetti interessati, sul quale possono anche ricadere le conseguenze delle decisione stessa, non è al corrente di quanto sta accadendo, e di conseguenza non interviene in alcun modo sull’intera vicenda processuale in corso.

Inaudita altera parte: applicazioni processuali

Il ricorso all’espressione inaudita altera parte avviene in relazione al diritto processuale civile, riguardando quindi i procedimenti civili. Si tratta di quei procedimenti che hanno ad oggetto questioni sorte fra privati, e che possono riguardare problematiche di natura contrattuale (locazione, compravendita, mutuo) condominiale, di responsabilità extracontrattuale (professionale, danni causati da cose o persone). Nel procedimento civile, come regola generale, vige il principio del contraddittorio, secondo il quale nessun soggetto può subire gli effetti di un provvedimento giudiziario senza essere stato messo nelle condizioni di difendersi e replicare alle richieste avanzate da altri, prendendo quindi in concreto parte al procedimento stesso argomentando la propria posizione.

La richiesta, presentata da una parte al giudice, di emettere un certo provvedimento senza che sia sentita anche l’altra parte, costituisce una eccezione a questo principio, ed è prevista per situazioni nelle quali il trascorrere del tempo necessario a sentire l’altra parte in contraddittorio comporterebbe un danno in relazione al diritto che si vuole tutelare ricorrendo in giudizio.

Chi presenta il ricorso (si pensi a un ricorso per decreto ingiuntivo) richiede che il giudice decida senza che la controparte possa intervenire, allegando tutta la documentazione necessaria a fondare la propria pretesa. Il fatto che il giudice possa decidere e provvedere inaudita altera parte non comporta che la parte non informata rimarrà sempre e di necessità all’oscuro della decisione, che d’altronde in questo caso potrebbe avere effetti proprio sulla stessa parte non sentita. Quest’ultima potrà quindi intervenire, ma soltanto in un momento successivo e che, peraltro, può essere anche solo eventuale.

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Autore immagine: Pixabay.


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