Diritto e Fisco | Articoli

La mia faccia su un sito porno a mia insaputa: come evitarlo

30 gennaio 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 30 gennaio 2018



Un algoritmo è in grado di fondere un volto con quello di un attore porno: come difendersi? Cosa dice la legge sull’utilizzo delle foto da Facebook o Instagram?

Avete mai pensato al rischio di pubblicare una qualsiasi foto su Facebook o su un altro social network o di inviarla a qualcuno tramite WhatsApp? Magari la foto della comunione di vostro figlio, di quella vacanza con moglie e pargoli al mare o in montagna, di una serata innocua tra amici. Come reagireste se la vostra faccia ritratta in quella foto, scattata in un contesto familiare, finisse a vostra insaputa su un sito porno?

Le questioni da considerare sono diverse. La prima: nel momento in cui si carica una foto su un social network (Facebook, Instagram e via dicendo), quell’immagine resta di mia proprietà o chiunque può scaricarla e farci quello che gli pare (che sia utilizzarla per pubblicità o, appunto per mettere la mia faccia a mia insaputa su un sito porno al posto di un’altra)?

La seconda: esistono delle applicazioni che permettono di sostituire dei volti su un filmato con un realismo da far paura. Applicazioni che, sicuramente, sono state create con le migliori intenzioni ma che, se finite nelle mani sbagliate, possono (e di fatto così è successo) rovinare la vita anche delle persone più caste, più integerrime, più rigorose.

La terza (conseguenza delle prime due): evitare che la mia faccia finisca su un sito porno a mia insaputa, cioè di diventare un/una pornostar senza volerlo, è piuttosto improbabile, a meno di tenersi alla larga dal web e di non pubblicare nulla che possa essere ricondotto alla nostra persona. Quello che è possibile fare, invece, una volta combinato il pasticcio, è reagire e presentare una denuncia. Come e a chi? È quello che vedremo in seguito.

Potete immaginare come vi sentireste se qualcuno guarda un filmato hard e vi vede impegnati in situazioni a cui non avete mai preso parte. Pensate se quel video finisce davanti agli occhi di vostra moglie, di vostro marito, dei vostri figli. Hai voglia a dire che è un trucco della tecnologia. Sicuramente, se si parte dal presupposto che nessuno di loro vi ritiene in grado di fare una cosa del genere, riuscirete a dimostrarlo. Ma, intanto, l’imbarazzo e il disagio sono esponenziali.

Tre questioni da considerare, dunque, che andiamo ad analizzare per capire come evitare che la mia faccia finisca a mia insaputa su un sito porno.

Se carico un’immagine su Facebook o Instagram a chi appartiene?

Il nodo da sciogliere non è quello che si riesce a fare (oggi la tecnologia permette che la mia faccia finisca su un sito porno a mia insaputa) ma quello che si deve o non si deve fare. E la premessa fondamentale è che chi pubblica una foto su un social network è e resta proprietario di quell’immagine fino a prova contraria. Lo ha stabilito il Tribunale di Roma [1]. Chi utilizza in modo improprio quell’immagine caricata su Facebook, su Instagram o inviata in privato ad un «amico» può passare dei guai molto seri.

Secondo i giudici capitolini, pubblicare una foto su un social, anche visibile a tutti e non solo agli «amici», non equivale alla cessione integrale dei diritti fotografici. L’utilizzo indebito di quell’immagine – si legge ancora sulla sentenza – può far scattare il risarcimento del danno patrimoniale e non patrimoniale.

In principio sostenuto dal Tribunale di Roma è che anche se la pubblicazione delle foto nella pagina personale di un social network non rappresenta di per sé una prova della titolarità del diritto di proprietà intellettuale del contenuto, quelle immagini (sempre che non ci sia una prova contraria, come l’indicazione di un autore terzo) possono elevarsi ad una presunzione grave, precisa e concordante della titolarità dei diritti in capo al titolare della pagina in cui sono pubblicate. In altre parole: se pubblico sulla mia pagina di Facebook o di Instagram una foto che non è già nota o che non riporta indicazioni sulla proprietà altrui, i diritti dell’immagine sono miei: il fatto stesso di pubblicarle anche in pubblico, conclude il Tribunale, non comporta la cessione automatica del diritto di utilizzo delle foto. Tantomeno quello alla manipolazione di tali immagini per far finire la mia faccia su un sito porno a mia insaputa.

Se do il permesso di pubblicare una mia foto posso pretendere che venga cancellata?

Chi ha prestato a un’altra persona il permesso a pubblicare una fotografia con la propria immagine può decidere, in qualsiasi momento, di revocarlo, chiedendo la cancellazione dell’immagine. Lo ha chiarito la Cassazione [2].

L’esempio più comune: Carlo e Carla sono fidanzati da anni e Carlo ha pubblicato delle foto su Facebook insieme alla ragazza mentre si baciano. I due, però, si lasciano e Carla pretende che l’ex cancelli le foto dal suo profilo. Lui sarà obbligato a farlo, anche a costo di smantellare la sua pagina sul social.

Può anche succedere che un cantante di piano bar acconsenta di farsi una foto con una fan e che l’immagine finisca sulla pagina social della ragazza. Se lui non gradisce (più probabile che sia la moglie o la fidanzata a non gradire), potrà intimare la rimozione dell’istantanea.

C’è anche il caso di chi abbia autorizzato il fotografo professionista a pubblicare, a fini pubblicitari, sulla bacheca adiacente alla propria bottega o sul suo sito internet, gli scatti fatti in occasione del proprio matrimonio, e che, in un momento successivo, ci ripensi.

Il soggetto fotografato – ricorda la Cassazione – può sempre revocare il consenso all’uso della sua immagine al di là di compensi ricevuti e termini pattuiti: ciò significa che se anche questi ha ricevuto un corrispettivo in denaro per tale pubblicazione, non è vincolato dal contratto e può sempre imporne la cancellazione. L’assenso alla pubblicazione di foto può essere inserito in una scrittura privata, ma resta distinto da tutto il resto delle clausole, in quanto frutto di diritto inalienabile. Resterà, però, solo in tal caso, il diritto di chi ha pagato a pretendere la restituzione dei soldi e, eventualmente, il risarcimento del danno.

Ecco un ulteriore esempio. Una modella conclude un contratto con una nota azienda di gioielli per l’utilizzo della propria immagine a scopo pubblicitario; senonché, dopo la pubblicazione delle foto ci ripensa e chiede la cancellazione di tutta la campagna, compresi gli spot tv. È legittimo pretendere il ritiro dal mercato di tutto il materiale audio/video e fotografico? La risposta è sì, anche se la campagna pubblicitaria è ormai partita e la rimozione potrebbe essere particolarmente onerosa per l’azienda. Certo, resta sempre il diritto per la società utilizzatrice di chiedere il risarcimento del danno per tutte le spese sostenute e per l’inadempimento al resto del contratto. A tal fine, sarebbe più prudente prevedere una apposita clausola penale.

Come può finire la mia faccia in un sito porno?

Fin qui, dunque, la tutela della propria immagine sul web. Ma come può succedere che la mia faccia finisca su un sito porno pur non avendo mai partecipato ad una sessione fotografica o a riprese hard, cioè a mia insaputa?

È tutta colpa di un algoritmo in grado di fondere la mia faccia con quella di un attore porno in modo estremamente realistico. Con questo sistema si diventa una pornostar in questione di pochi minuti.

Questo algoritmo si chiama Tensorflow ed è stato realizzato con altri scopi e messo a disposizione liberamente da Google. Permette di lavorare con l’intelligenza artificiale dei sistemi informatici. Il problema è che – purtroppo – non manca mai il genio del male che utilizza questa tecnica per quello che non dovrebbe mai fare, cioè manipolare le immagini in modo illegale per trasformare la persona più casta nel re del porno online. Non servono grandi capacità di programmazione: con il codice d’intelligenza servito, un computer e qualche foto, il trucco è fatto con un realismo da far venire i brividi.

Si moltiplicano, infatti, i casi di divi del grande schermo finiti, a loro insaputa, in filmati compromettenti. Da Gal Gadot, la protagonista di Wonder Woman, all’attrice Scarlett Johansson alla cantante Katy Perry.

Ma, ci sono anche i malintenzionati che usano le foto di compagni o compagne di scuola, scaricate da un social network, per realizzare questo tipo di filmati e distribuirli tra gli amici via YouTube o WhatsApp. Per vendetta (il cosiddetto revenge porn) o per uno scherzo di pessimo gusto.

Nel caso in cui siano ritratti minori, inviare le foto a terzi configura il reato di distribuzione di materiale pedopornografico, anche se l’autore delle foto è lo stesso soggetto che le diffonde. Il solo conservare tali foto nel proprio dispositivo configura il reato di possesso di materiale pedopornografico.

La mia faccia su un sito porno: come posso difendermi?

Quando una persona si accorge che la sua faccia è finita su un sito porno a sua insaputa, deve rivolgersi alla Polizia postale, competente a indagare su qualsiasi tipo di reato commesso su Internet.

Occorre sporgere denuncia presso un ufficio della Polizia postale (l’elenco degli uffici è disponibile sul sito commissariatodips.it). Oppure, sempre su quello stesso sito, presentare la denuncia online: da una parte, si accelerano i tempi delle indagini online e, dall’altra, serve a chi non se la sente di sostenere subito un colloquio imbarazzante con gli agenti di Polizia.

Bisogna, comunque, registrarsi al sito cliccando su «accedi» e poi su «collabora». Una volta completata la denuncia, verrà generata una ricevuta telematica con cui occorrerà, comunque, presentarsi all’ufficio di Polizia postale più vicino per integrare la denuncia. L’atto assume valore legale solo con la firma del cittadino davanti all’ufficiale di Polizia.

note

[1] Trib. Roma, sent. n. 12076/2015.

[2] Cass. sent. n. 1748/2016.

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI