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Lo sai che? Multe da società private: sono lecite?

Lo sai che? Pubblicato il 29 gennaio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 29 gennaio 2018

Le sanzioni possono essere imposte solo dalla legge o per contratto. 

Stai collaborando con una società privata: nell’ambito di alcuni corsi di formazione, ti preoccupi di insegnare ai giovani l’uso dei computer. Senonché, visto che sia tu che i tuoi colleghi arrivate spesso in ritardo al lavoro, l’azienda ha approvato una sorta di regolamento interno, stabilendo che, per ogni ora di ritardo, a titolo di multa vi saranno scalati 25 euro dalla retribuzione. Siccome non sei un dipendente ma solo un collaboratore esterno e una regola del genere non era stata mai fatta presente quando hai firmato il contratto, hai intenzione di opporti a questa decisione unilaterale: a tuo avviso si tratta di una pratica illecita. Il titolare dell’azienda, tuttavia, insiste sostenendo di subire un danno per via della possibile perdita dei clienti e del malcontento che questi potrebbero subire. È legittimo imporre multe da società private? Si possono considerare lecite? Ecco cosa dice a riguardo la legge.

Lo Stato italiano, come tutti gli Stati democratici lascia liberi i privati di accordarsi e regolare i propri interessi economici per come meglio credono purché non prevedano comportamento illeciti. Così, ad esempio, con un contratto è possibile vendere un bene o costituire una società; con una dichiarazione è possibile impegnarsi a prestare una somma a un’altra persona o ci si può riconoscere debitori di un’altra, ecc. Salvo rari casi, la legge lascia peraltro liberi i cittadini di dare ai contratti la forma che meglio preferiscono (scritta o verbale) e l’assetto più originale ai propri interessi. Sono da considerarsi eccezionali quelle situazioni in cui il contenuto di un contratto è (in tutto o in parte) determinato dalla legge: si pensi all’affitto dove la durata è prestabilita, o al contratto di mutuo dove il saggio di interessi non può superare la soglia dell’usura, o al contratto di lavoro dove il datore non può riservarsi il diritto di licenziare il dipendente quando e come gli pare.

Anche la possibilità di irrogare una multa, o meglio una sanzione, rientra nell’ambito dell’autonomia negoziale delle parti ed è pertanto lecita. Ne abbiamo tanti esempi nella vita quotidiana: si pensi alla penale, che scatta nel caso di recesso da un contratto o alle sanzioni che l’amministratore di condominio può infliggere ai condomini che non rispettano il regolamento. Ma ciò che contraddistingue il potere di una società privata di infliggere multe è che, a monte di ciò, ci deve essere stato prima il consenso dell’interessato. Che significa? Cerchiamo di capirlo meglio.

Il potere di imporre multe e sanzioni in modo coercitivo è solo dello Stato. Invece quelle applicate da soggetti privati (società, associazioni, partner commerciali, ecc.) possono derivare solo da un previo consenso, ossia dalla firma di un contratto o di qualsiasi altro tipo di accordo. Ed ecco quindi che arriviamo al problema delle multe da società private: sono lecite?

Come è nella comune esperienza, i club sportivi, le associazioni culturali, i comitati, le confessioni religiose ecc. hanno delle regole per i loro iscritti. Regole che questi ultimi sono chiamati ad accettare nel momento in cui aderiscono all’organizzazione. L’atto di adesione non è nient’altro che un contratto con cui l’associato accetta le condizioni imposte per l’adesione. Lo stesso può avvenire anche nel caso di instaurazione di un rapporto di collaborazione lavorativa esterna. Il committente può cioè fissare degli standard qualitativi e temporali per l’attuazione della prestazione lavorativa ed eventualmente stabilire delle “penali” a titolo di sanzioni qualora l’esecutore non ottemperi agli obblighi assunti. Ad esempio, è ben possibile che il proprietario di un appartamento stabilisca una penale di 50 euro per ogni giorno di ritardo nell’esecuzione dei lavori di restauro da applicare alla ditta edile.

Dunque la differenza tra le multe imposte dallo Stato e quelle da società private è che le prime si applicano a tutti i cittadini senza bisogno di previa accettazione; le seconde invece vincolano solo chi, liberamente, ha deciso di accettarle. Se una persona non vuole rispettarle perché le trova gravose o ingiuste può uscire dall’organizzazione, non firmare la scrittura privata oppure recedere dallo stesso contratto.

Immaginiamo invece che una persona, violando una delle più note regole del diritto, commetta un furto. Il giudice può imporgli la punizione prevista per questo tipo di trasgressione? Certamente! La forza pubblica infatti esiste proprio per imporre a tutti il rispetto delle regole dello Stato.

In generale quindi si può dire che non solo lo Stato  può imporre norme di comportamento, ma la possibilità di sanzionarne la violazione con l’uso della forza non può mai essere dei privati.


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