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Pensione, cassa professionale o gestione separata?

30 gennaio 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 30 gennaio 2018



In quale caso i professionisti iscritti presso albi e ordini sono obbligati a iscriversi presso la gestione separata?

Sei un professionista iscritto a un albo, ma svolgi ulteriori attività lavorative che non rientrano nella tua professione? Oppure, nonostante tu sia iscritto ad un albo, non sei iscritto alla tua cassa di previdenza professionale perché svolgi prevalentemente un’attività di lavoro dipendente? Potresti essere obbligato ad iscriversi alla gestione separata dell’Inps, ed a versare i relativi contributi. Devi sapere, a tal proposito, che esiste una norma di interpretazione autentica [1], che definisce il corretto inquadramento previdenziale per tutte le ipotesi in cui sia incerto se i contributi debbano essere versati alla propria cassa professionale o alla gestione separata.

Vediamo allora tutti i casi in cui il libero professionista iscritto all’albo può essere obbligato versare i contributi alla gestione separata.

Professionisti obbligati a iscriversi alla gestione separata

In generale, l’iscrizione alla gestione separata è obbligatoria per chi esercita per professione abituale, anche se non esclusiva, un’attività di lavoro autonomo il cui esercizio non è subordinato all’iscrizione ad appositi albi professionali. L’iscrizione alla gestione separata è obbligatoria anche quando l’esercizio dell’attività professionale è subordinato all’iscrizione ad un albo, ma non è assoggettato al versamento dei contributi alla propria cassa di previdenza.

Risultano in questa situazione, ad esempio, coloro che, pur svolgendo un’attività professionale in qualità di iscritti agli albi, non sono tenuti a versare il contributo soggettivo presso la propria cassa, oppure hanno esercitato la facoltà di non versamento o non iscrizione, se prevista nel regolamento del proprio ente. In questi casi, svolgere l’attività professionale non obbliga a versare contributi per la pensione alla propria cassa di previdenza, ma eventualmente può obbligare al solo versamento di contributi integrativi presso la stessa. È proprio in queste situazioni che può subentrare l’obbligo di iscrizione e di versamento dei contributi presso la gestione separata: nello specifico, per quanto riguarda la scelta del versamento presso la cassa professionale o la gestione separata possono verificarsi tre differenti ipotesi.

Iscrizione vietata alla propria cassa professionale

Alcune casse professionali vietano l’iscrizione ai professionisti che svolgono un’altra attività. È il caso, ad esempio, di Inarcassa, la cassa professionale degli ingegneri e degli architetti, la cui iscrizione è vietata a chi è iscritto ad altre forme di previdenza obbligatoria, come il fondo pensione lavoratori dipendenti dell’Inps. In quest’ipotesi, eventuali compensi che possono derivare dall’attività professionale non devono essere versati a Inarcassa, ma presso la gestione separata dell’Inps. L’aliquota contributiva da applicare ai compensi, in simili situazioni, è quella del 24%, in quanto il professionista risulta iscritto ad altre gestioni previdenziali oltre che alla gestione separata.

Esercizio di attività professionali diverse

La maggior parte delle casse, comunque, non vieta l’iscrizione al professionista che risulta iscritto anche ad altre forme di previdenza obbligatoria. Tuttavia, se il professionista, oltre all’attività che lo obbliga a l’iscrizione all’apposito albo ed alla cassa, svolge un’ulteriore attività, in rapporto ai compensi derivanti da questa differente attività deve versare i contributi presso la gestione separata dell’Inps. Sono infatti i soli compensi professionali specifici ad essere soggetti a contribuzione soggettiva della cassa professionale, mentre gli altri proventi di lavoro autonomo vengono assoggettati a contribuzione, con aliquota del 24%, presso la gestione separata dell’Inps.

Iscrizione facoltativa alla cassa professionale

Alcune casse concedono al professionista la facoltà di iscriversi o meno, in presenza di un’altra attività. In questa situazione, se il professionista si iscrive alla cassa deve versare i contributi presso l’ente stesso, altrimenti è obbligato a versare i contributi presso la gestione separata. Quest’ipotesi, ad esempio, si verifica per i dottori commercialisti che, nonostante possano iscriversi presso la propria cassa, risultano iscritti ad un’altra forma di previdenza obbligatoria o già pensionati. Se il professionista sceglie di non iscriversi alla propria cassa, però, deve versare i contributi sui compensi professionali presso la gestione separata dell’Inps.

Recupero retroattivo dei contributi

Se il regolamento della cassa professionale consente di recuperare “ora per allora” i contributi omessi, può venir meno retroattivamente anche l’obbligo di iscrizione alla gestione separata, in virtù della retroattività dell’obbligo contributivo presso la cassa professionale. Si tratta di casistiche piuttosto controverse, considerando anche che l’obbligo di versamento è strettamente legato alla volontà del contribuente e alle disposizioni regolamentari che disciplinano l’iscrizione alle casse professionali [2].

note

[1] Art.18. L.111/2011.

[2] Inps Mess. 709/2012.

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