HOME Articoli

Lo sai che? Se un minorenne dice una bugia cosa rischiano i genitori?

Lo sai che? Pubblicato il 29 gennaio 2018

Articolo di




> Lo sai che? Pubblicato il 29 gennaio 2018

Se un bambino o un ragazzo che non ha ancora compiuto 18 anni accusa ingiustamente di un reato un altro bambino, commette calunnia e i suoi genitori devono risarcire i danni.

«Le colpe dei padri ricadono sui figli», dice un passo vecchio testamento. Ma per la legge è vero il contrario: le colpe dei figli ricadono sui padri. Questo succede quando i minorenni commettono un illecito sia di natura civile, penale o amministrativa. Ad esempio, per una violazione del codice della strada commessa da un dodicenne alla guida di un motorino o di un overboard la multa arriva a mamma e papà. Se il bambino tira una pallonata contro il vetro di un appartamento o ammacca lo sportello di un’auto, a risarcire i danni saranno i genitori. E sono sempre i genitori che rispondono delle conseguenze civili dei reati dei bambini quando questi non sono ancora imputabili (14 anni). Così, ad esempio, se un minorenne dice una bugia e con questa bugia accusa di un illecito penale un’altra persona, facendola incriminare, allora scatta la calunnia ed i genitori dovranno indennizzarla. A dirlo è una recente sentenza del Tribunale di Savona [1] che si è trovato ad affrontare un caso di finto bullismo. Ma procediamo con ordine e, alla luce di quelle che sono state le motivazioni del giudice, cerchiamo di capire cosa rischiano i genitori se un minorenne dice una bugia.

Immaginiamo che un bambino, di ritorno a casa dalla scuola, dica ai genitori di non voler più mettere piede in classe. A loro racconta di essere vittima di atti di bullismo dei compagni, di essere oggetto di scherno, insultati e violenze fisiche. In realtà, al di là di qualche piccola e innocua derisione – tipica ed ammissibile tra ragazzini della stessa età – nulla di ciò che il giovane ha raccontato è vero. Egli ha solo tentato di scaricare sugli altri la sua scarsa voglia di andare a scuola, il suo senso di inadeguatezza col gruppo e con le ragazze, la difficoltà a restare in pari con i programmi scolastici. Di fatto, però, i genitori lo portano dai carabinieri dove il minorenne racconta la sua fantasiosa storia. Iniziano per i compagni di classe le disavventure penali: ma non appena le indagini entrano nel vivo, il ragazzo ritratta e ammette di essersi inventato tutto. Così i genitori dei bambini querelati si rivolgono a quelli dell’amichetto e pretendono da loro il risarcimento per la disavventura ingiusta che hanno dovuto subire. Questi ultimi invece non ne vogliono sapere: non potevano essere a conoscenza della bugia del figlio e di certo è indiscutibile la loro buona fede. Chi ha ragione? Cosa rischiano i genitori se un bambino dice una bugia? 

Partiamo da quello che prevede la legge in merito alla calunnia, che spesso è la conseguenza di una bugia. C’è calunnia quando qualcuno accusa di un reato una persona sapendo che invece è innocente. Che significa? Vediamo di approfondire il discorso.

La calunnia non scatta solo per aver fatto incriminare una persona che poi è risultata non colpevole. La calunnia ricorre solo se si agisce in malafede, ossia consapevole dell’altrui innocenza. Insomma, quando si mente per dispetto, per danneggiare o per qualsiasi altra riprovevole ragione. Non c’è calunnia se una persona accusa un’altra di un fatto, ma poi non ha le prove di ciò che dice; né c’è neanche calunnia se qualcuno accusa qualcun altro di un fatto ritenendo che sia vietato dalla legge mentre invece non è così. C’è calunnia invece se si ritratta l’accusa: se si ammette, ad esempio, di aver esagerato o di aver raccontato un fatto capovolgendo la verità.

Non è tutto. Perché ci sia calunnia, la bugia in malafede deve essere detta a un giudice o a una pubblica autorità che abbia l’obbligo di riferire tale fatto al giudice (ad esempio la polizia o i carabinieri). Non c’è calunnia, quindi, se si racconta un fatto non vero ad altre persone (tutt’al più si potrà parlare di diffamazione).

Dunque, un bambino che accusa un compagno di un reato commette un crimine, appunto la calunnia; se ha meno di 14 anni non subisce conseguenze penali, ma il danno procurato alla vittima va risarcito dai genitori del colpevole.

Il minore che mente in malafede e accusa i compagni di classe di reati commette calunnia

In verità, la responsabilità per le condotte illecite del bambino derivanti da una bugia ricadono sempre sui suoi genitori, al di là dell’esistenza di un reato come la calunnia o meno. Il codice civile [2] infatti  stabilisce infatti che il padre e la madre, o il tutore, sono responsabili del danno cagionato dal fatto illecito dei figli minori, salvo dimostrino di non aver potuto impedire il fatto.

Inventarsi un fatto che procura un danno ingiusto a un altro può costare caro ai genitori del minore che ha mentito. Rischiano infatti di dover risarcire i danni a chi è stato ingiustamente accusato. La gravità della menzogna è tale da dimostrare, senza possibilità di prova contraria, la mancanza di educazione del figlio, colpevole di essersi inventato fatti così preoccupanti. A nulla rileva l’età del minore.

La responsabilità dei genitori non consiste tanto nel non aver impedito il verificarsi del fatto, ma nella condotta precedente, ovvero nella violazione del dovere di educare e istruire i figli che grava su ogni genitore in base al codice civile [3]. Questo obbligo – spiega il giudice – consiste nella «costante opera educativa, finalizzata a correggere comportamenti non corretti e a realizzare una personalità equilibrata», consapevole anche della responsabilità derivante dalle proprie bugie.

note

[1] Trib. Savona, sent. n. 79 del 22.01.2018.

[2] Art. 2048 cod. civ.

[3] Art. 147 cod. civ.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI