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Parcheggio vietato: tutto ciò che c’è da sapere

30 gennaio 2018


Parcheggio vietato: tutto ciò che c’è da sapere

> Diritto e Fisco Pubblicato il 30 gennaio 2018



Codice della strada e giurisprudenza indicano i divieti e le eccezioni alla possibilità di parcheggiare in modo non del tutto corretto. Ecco quando scatta la multa.

Donne e motori, gioie e dolori. E tra i dolori c’è sicuramente il parcheggio. Quello delle auto, si intende visto che chi “parcheggia” una donna, con buona probabilità, la perde per sempre. Con l’auto, tutt’al più, può arrivare il carro attrezzi. Ma quando? In questo articolo abbiamo voluto elencare alcune delle più ricorrenti situazioni in cui il parcheggio è vietato e ciò nonostante lo si fa ugualmente, un po’ per incuria ed egoismo, un po’ per menefreghismo nei confronti della legge, un po’ giustificandosi con l’assenza di posti liberi, un po’ perché – come diceva Checco Zalone in una nota pellicola – l’auto in doppia fila ha una certa poesia («La sua posizione naturale»). Quando è possibile parcheggiare in doppia fila o a spina? Si può lasciare l’auto in senso contrario a quello di marcia? E se le ruote vanno a finire sul marciapiedi che succede? Rischiamo una multa se, svegliandoci la mattina, troviamo i contrassegni del Comune che vietano, di lasciare l’auto in una particolare zona per un periodo limitato? Di tanto parleremo a breve. Ecco dunque quando parcheggiare è vietato e quando invece è consentito.

Si può parcheggiare lungo la strada se mancano le strisce bianche?

Quando il Comune vuol consentire di parcheggiare in senso longitudinale alla strada, ossia nello stesso verso di marcia, non è tenuto a disegnare le strisce a terra. Quindi si può parcheggiare lungo una strada anche se mancano le strisce. Ma sempre rispettando questi obblighi:

  • all’inizio del marciapiede non ci deve essere il cartello di divieto di sosta;
  • non bisogna parcheggiare in prossimità di una curva o più vicino di 5 metri a un incrocio.

Per quanto tempo può restare l’auto sulle strisce bianche o senza strisce?

Negli spazi gratuiti, di regola, l’auto può rimanere parcheggiata a tempo illimitato, salvo che si tratti di abbandono del veicolo, nel qual caso scatteranno le relative sanzioni. Attenzione però: il Comune può apporre, anche negli spazi con le strisce bianche, la segnaletica verticale con cui impone un limite di tempo massimo del parcheggio. La segnaletica è di norma contrassegnata con l’icona del parchimetro sotto la “P”. In tal caso il conducente dovrà lasciare un foglio o lo stesso parchimetro sul cruscotto dell’auto, indicando l’ora e il minuto in cui è iniziata la sosta.

Si può parcheggiare a spina di pesce?

Si può parcheggiare a spina di pesce solo se c’è la segnaletica orizzontale. Diversamente, in assenza di segnaletica, l’unico modo per parcheggiare correttamente l’auto è in modo longitudinale al senso di marcia (v. figura).

Si può parcheggiare contromano?

Spesso, quando si è alla ricerca di un parcheggio, ci si accorge di un posto libero sul lato opposto della strada a doppio senso di marcia. Si invade così l’altra corsia (non curanti del divieto) e si lascia la macchina contromano, ossia col muso nel verso opposto a tutte le altre. Anche in questo caso il parcheggio è vietato e la multa va da 41 a 168 euro. Così, l’unico modo per evitare la contravvenzione è di fare, laddove possibile, inversione ad “U” e allineare il proprio mezzo alla circolazione.

Si può parcheggiare in senso perpendicolare alla strada?

La pubblicità di molte mini-car fa leva sulla facilità di parcheggio, facendo vedere come sia possibile parcheggiare in pochi centimetri, lasciando l’auto in modo perpendicolare (a T) e non parallelo alla strada. Questo comportamento, tollerabile per le macchine di dimensioni tanto ridotte da non superare la striscia bianca longitudinale, è vietato per tutte le altre. E ciò vale anche se il Comune non ha predisposto le strisce. Difatti, l’unico caso in cui si può parcheggiare a T è se il Comune lo ha previsto con apposita segnaletica orizzontale (v. figura).

Si può parcheggiare con le ruote sul marciapiede?

Quante volte succede di essere costretti a lasciare una parte dell’auto sul marciapiedi perché la sua dimensione è superiore allo spazio auto. Anche questo comportamento è però vietato dal codice della strada che sanziona l’automobilista o il motociclista indisciplinato con la multa (dai 41 ai 168 euro per le automobili e da 40 a 163 euro per i motoveicoli). La contravvenzione scatta anche se ad invadere il marciapiede è una sola ruota.

Si può parcheggiare invadendo lo spazio di un’altra striscia?

Non si può parcheggiare a cavallo tra due strisce orizzontali che delimitano i parcheggi. Ciascun automobilista deve rimanere all’interno delle “proprie” strisce delineate dal Comune per ciascun posto auto senza invadere quelle del successivo. In caso contrario scatta la multa da 41 a 168 euro.

Si può parcheggiare in doppia fila?

Ma che domanda? Certo che sì…! Ma solo a determinate condizioni. È infatti possibile parcheggiare in seconda fila se c’è uno «stato di necessità» ossia il pericolo di un danno grave alla persona (se stessi o un familiare). Si pensi a chi lascia l’auto in seconda fila per soccorrere la madre che si è sentita male e ha chiamato il soccorso.

Dunque, è possibile parcheggiare in seconda fila solo se sussistono le seguenti condizioni:

  • urgenza: il pericolo cui si vuole porre rimedio deve essere attuale;
  • la situazione di pericolo deve essere non altrimenti evitabile: in pratica, non deve essere possibile trovare soluzioni alternative se non quella di violare il codice della strada;
  • gravità: il danno che si cerca di contrastare non deve essere lieve, ma di entità rilevante e tale da porre l’automobilista o altra persona in una situazione di pericolo per la vita o per l’integrità fisica (quindi, non è necessario che vi sia il rischio di morte, ma non è neanche possibile parlare di gravità in caso di una ferita leggera).

Ecco qualche esempio in cui è possibile parcheggiare in seconda fila:

  • acquisto in farmacia di una medicina salvavita di cui c’è urgente bisogno nell’immediatezza;
  • soccorso a un familiare che ha chiesto urgente aiuto ai parenti con una telefonata;
  • necessità di recarsi al pronto soccorso per un problema grave proprio o di uno dei passeggeri trasportati nell’auto. La multa può essere annullata a prescindere da quello che sarà il responso dei medici: ad esempio, se il conducente ritiene di avere un imminente infarto, mentre poi viene diagnosticata una semplice tachicardia, a rilevare è quello che ritiene (in buona fede) l’interessato. La Cassazione, a riguardo, ha detto che, in tema di esclusione della responsabilità per violazioni amministrative, affinché ricorra l’esimente dello stato di necessità, occorre che sussista un’effettiva situazione di pericolo imminente di un grave danno alla persona, non altrimenti evitabile, ovvero l’erronea convinzione, provocata da circostanze oggettive, di trovarsi in tale situazione;
  • necessità di accompagnare dal medico una persona caduta a terra nell’immediatezza.

Si può parcheggiare nello spazio riservato farmacia?

Ogni sindaco, con ordinanza, può delimitare aree nelle quali riservare il parcheggio a determinate persone come ad esempio quelle che devono acquistare, con urgenza o in presenza di limitazione di movimento, medicine in farmacia. La sanzione amministrativa prevista per chi occupa il parcheggio riservato alla farmacia va da 41 a euro 168. A elevare le contravvenzioni può essere la polizia municipale (trattandosi di un divieto che come fonte ha un provvedimento del Comune) e non invece gli ausiliari del traffico.

Si può parcheggiare se c’è un divieto di sosta temporaneo?

A volte il Comune deve eseguire determinati lavori di bonifica, ristrutturazione o limitare il traffico per via di concomitanti manifestazioni. Vengono allora posti dei divieti temporanei di parcheggio che sono limitati a predeterminati giorni. In tal caso chi ha lasciato l’auto qualche giorno prima e non ne ha avuto bisogno in quelli successivi, potrebbe non essere al corrente del divieto e rischiare la multa. Che succede in questi casi?

In occasione di feste di piazza, processioni, bitumazione stradale, rifacimento strisce blu (questi i casi più frequenti), è possibile trovare sulle strade nelle quali normalmente è consentito parcheggiare, un divieto di sosta temporaneo. Sul marciapiede o comunque a bordo strada sono infatti piazzati dei cartelli mobili (o del nastro con la scritta “divieto di sosta” fissato attorno agli alberi, tra i pali della luce o della segnaletica verticale, o altri mezzi idonei). Secondo la Cassazione [1], l’automobilista ha il dovere di controllare saltuariamente il luogo in cui ha lasciato il proprio mezzo poiché, anche se il parcheggio è consentito, le condizioni potrebbero cambiare per vari motivi. Nessuno può permettersi dunque di lasciare posteggiata l’auto per diversi giorni e dormire tranquillo. Dall’altro lato, i cittadini devono essere informati con un congruo preavviso del divieto di sosta temporaneo: i cartelli e gli altri mezzi di segnalazione prescelti devono infatti essere apposti almeno 48 ore prima dell’inizio del divieto [2] e devono essere ben visibili.

Parcheggio a filo con un’altra auto: che rischio?

Se si parcheggia “stretto-stretto” al portello del conducente di un’altra auto tanto da non consentirgli di aprire e di entrare (se non dal lato passeggero) non si rischia una multa ma una querela per violenza privata. Secondo la Cassazione, obbligare il conducente a fare una manovra all’interno dell’abitacolo dell’auto – manovra che non tutti potrebbero essere in grado di fare (si pensi a un anziano o a un obeso) – integra il reato di violenza privata.


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