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Il condomino può installare una tettoia sul terrazzo?

22 Febbraio 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 22 Febbraio 2018



Gli appartamenti collocati ai piani alti poichè più esposti al sole e agli agenti atmosferici hanno bisogno, in alcuni casi, dell’installazione di strutture protettive.

Il condomino si domanda se può installare una tettoia sul terrazzo perchè il sole, il vento e la pioggia, ricadendo direttamente sulle finestre e sui balconi degli appartamenti, comportano degli innegabili fastidi. Se, pertanto, essere proprietario di un appartamento situato ai piani alti di un palazzo permette di sentire meno i rumori del traffico e di essere meno investiti dalla polvere e dallo smog proveniente dall’esterno, allo stesso tempo, implica dei disguidi relativi al clima. Chi vive all’ultimo piano, esattamente nell’attico,  si trova nella condizione più disagiata perché, ad esempio, in estate si trova esposto al sole cocente e alle alte temperature; in inverno, al contrario, soffre per le basse temperature e la pioggia. Senza poi contare i venti che, in alcune città italiane, sono davvero violenti. Per porre rimedio a questo stato di cose, i progettisti e gli esperti del settore suggeriscono in questi casi l’inserimento di manufatti ed accessori a protezione del nucleo domestico. Ma il condomino può installare una tettoia sul terrazzo? 

Regola generale

La regola generale circa l’installazione di accessori e manufatti sull’area dei balconi domestici stabilisce che se:

1) la tettoria, o il pergolato, installata in maniera fissa, comporta un aumento dei volumi è necessario richiedere al Comune di riferimento il permesso a costruire;

2) la tettoia, o il pergolato, installata per esigenze transitorie, non comporta un aumento dei volumi non è necessario richiedere al Comune il permesso a costruire.

In sostanza, il permesso a costruire è un provvedimento che si rende necessario quando l’opera edilizia da realizzare determina un mutamento dell’aspetto e della volumetria dell’immobile, attraverso una struttura di non facile rimozione, come ad esempio l’innalzamento di muri perimetrali o all’installazione di pannelli di vetro su struttura metallica.

Al contrario, non è necessario chiedere al Comune il permesso di costruire se si vuole montare sul terrazzo un pergolato a mò di tenda, mediante una struttura mobile, fatta ad esempio di due pali di legno, fissati al pavimento. Tale copertura, infatti, non rappresenta un intervento di ristrutturazione edilizia o un cambio di destinazione d’uso, non aumenta la volumetria dell’immobile e si può rimuovere con facilità. Rientra, pertanto, tra gli interventi di edilizia libera.

Autorizzazione condominiale

Il condomino può installare una tettoia sul terrazzo senza richiedere l’autorizzazione condominiale in presenza di due presupposti:

  • se il manufatto non compromette la stabilità del palazzo;
  • se il manufatto non modifica lo stile del palazzo.

Pertanto, in questi casi, occorre dare semplicemente avviso all’amministratore dell’inizio dei lavori. Se, al contrario, il regolamento di condominio vieta espressamente ai singoli condomini di installare tettoie o altri accessori sui propri balconi, tale divieto può essere superato con una votazione all’unanimità. In genere, questi regolamenti sono vigenti in condomini situati in palazzi storici, presenti nel centro cittadino, per i quali un’installazione, per quanto elegante e minimale, andrebbe comunque a modificare l’estetica del palazzo. Il divieto è volto dunque a preservare l’aspetto di questi edifici importanti dal grande passato.

Il criterio architettonico

Il condomino può installare una tettoia sul terrazzo ma nel pieno rispetto del criterio architettonico, ossia procedere ad una installazione che riesca ad amalgamarsi perfettamente allo stile del palazzo, senza alterarne il decoro. La Cassazione [1] evidenzia che:

l’estetica dell’edificio è data dall’insieme delle linee e dalle strutture che connotano lo stabile stesso e gli imprimono una determinata, armonica fisionomia ed una specifica identità

In altre parole, alterare il decoro significa recare un danno estetico dal quale discenda un pregiudizio economico per l’immobile e per i singoli proprietari.


note

[1] Cass. sentenza n. 851/2007.


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