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Lo sai che? Brocardo: definizione e significato

Lo sai che? Pubblicato il 1 marzo 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 1 marzo 2018

Molti principi del mondo del diritto sono contenuti in brocardi latini: cosa si intende con questa espressione, e perchè sono così utilizzati?

Ci sono decine di espressioni, ogni giorno, che vengono utilizzate dai giuristi e dagli operatori del diritto per esprimere principi dell’ordinamento, regole cardine che disciplinano il nostro sistema giuridico, sia per quanto riguarda il diritto civile che in relazione al diritto penale. In molti casi si tratta di termini non conosciuti da chi non abbia fatto studi giuridici, e in alcune ipotesi queste espressioni sono utilizzate anche nella versione latina, in quanto il nostro sistema giuridico deve ancora moltissimo alle sue origini romanistiche. Per spiegare questi principi fondamentali quindi, spesso, si fa ricorso a queste espressioni in lingua latina, che hanno il pregio di sintetizzare in poche parole un concetto o una regola, da applicare a un caso concreto o a una situazione generale. Queste espressioni vengono chiamate brocardi, e sono molto frequenti ed utilizzate: ma cosa significa brocardo?

Brocardo: definizione

Con il termine brocardo, o broccardo, si intende una massima, generalmente in lingua latina, che esprime un concetto o un principio giuridico, spiegando con una sintesi molto efficace una particolare situazione o illustrando un principio che regoli e disciplini una determinata materia. In molti dizionari della lingua italiana viene anche definito come aforisma giuridico, a rimarcarne la sinteticità ed efficacia dal punto di vista dell’immediatezza del significato che esprime. Bisogna però tenere presente che, in realtà, tra i significati del termine brocardo rientra anche quello di questione controversa e discutibile, in quanto non tutti i brocardi latini dei quali abbiamo conoscenza sono in realtà perfettamente riconducibili ad un significato univoco. Ai fini della nostra analisi, ad ogni modo, possiamo comunque specificare che, nel gergo contemporaneo, quelli che vengono maggiormente usati sono i brocardi che permettono una sintesi, un riassunto o una precisa definizione di un determinato concetto, istituto o principio giuridico. L’uso che viene fatto di questi aforismi giuridici, naturalmente, è differente a seconda del contesto nel quale si è inseriti. Se può essere frequente che vengano utilizzati in un’aula di tribunale, durante una discussione orale da parte di un avvocato, oppure citati appositamente per rimarcare una posizione giuridica in un atto processuale, è obiettivamente più raro sentirli nel linguaggio comune. Questo non significa che tuttavia non esistano brocardi abbastanza famosi, che in quanto tali sono più conosciuti e che è possibile sentire non di necessità in un’aula di giustizia o nel corridoio di una cancelleria in tribunale.

Brocardo: l’utilizzo in campo giuridico e in quello quotidiano

Gli addetti ai lavori utilizzano i brocardi a volte senza nemmeno accorgersene, perchè alcune modalità espressive sono ormai entrate talmente in profondità nel linguaggio tecnico dei giuristi, degli avvocati e dei giudici, da diventare quasi automatismi. In realtà, se alcuni brocardi possono risultare molto specifici, e quindi sono riservati di necessità ai giuristi (si pensi a un brocardo quale inaudita altera parte, che fa riferimento alla non audizione della controparte in relazione a particolari ipotesi di ricorso), anche nel linguaggio quotidiano, comunque, fra coloro che non sono operatori del settore legale, spesso si fa ricorso a brocardi.

Un esempio su tutti è il conosciutissimo dura lex, sed lex (dura legge, eppure legge), che si può dire essere universalmente conosciuto. Allo stesso modo, sono maggiormente di uso comune locuzioni quali: rebus sic stantibus (stanti così le cose, riferito alla situazione di fatto verificata in un preciso momento e usata, ad esempio, per la modificabilità delle statuizioni decise nelle sentenze di sperazione coniugale); in dubio pro reo (in caso di dubbio, che si decida a favore dell’imputato-colpevole), e ne bis in idem (non due volte per la medesima situazione, con riferimento all’impossibilità di essere giudicati due volte per la commissione di uno stesso reato) per quanto riguarda la disciplina del diritto penale; o ancora il famosissimo pacta sunt servanda (letteralmente,i patti vanno rispettati, ad indicare il valore legale che gli accordi fra le parti possono rivestire).

note

Autore immagine: Pixabay.


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