Diritto e Fisco | Editoriale

La responsabilità genitoriale

1 marzo 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 1 marzo 2018



I doveri dei genitori verso i figli. Come e quando si amministrano i beni di un minore. Che succede in caso di divorzio o di figli nati fuori dal matrimonio.

Essere dei genitori responsabili dovrebbe essere istintivo, nel momento in cui si mette al mondo un figlio. Tuttavia, è anche un dovere sancito dalla legge [1] che ha rivisto e modificato alcuni articoli del Codice civile. È quella che si chiama, appunto, responsabilità genitoriale, che comprende i diritti ed i doveri che spettano al padre e alla madre verso i figli, nati o meno all’interno del matrimonio.

La responsabilità genitoriale ha preso il posto di quella che una volta si chiamava «potestà». Vediamo, allora, che cosa prevede e che cosa si rischia se non viene rispettata.

Responsabilità genitoriale: quali sono i doveri verso i figli?

La responsabilità genitoriale prevede (per legge) i seguenti doveri verso i figli:

  • mantenerli, educarli, istruirli ed assisterli moralmente, nel rispetto delle loro capacità, delle loro inclinazioni naturali e delle loro aspirazioni;
  • garantire ai figli di crescere in famiglia;
  • permettere loro di mantenere rapporti significativi con i parenti. In particolare, il Codice civile fa riferimento ai nonni [2] i quali, se venisse loro negato il diritto di vedere i nipoti, hanno la facoltà di rivolgersi ad un giudice per pretendere di mantenere vivo il rapporto (sempre e comunque nell’interesse del minore).

I genitori hanno il dovere di ascoltare i figli di almeno 12 anni o di età inferiore ma con capacità di discernimento in tutto ciò che li riguarda, come può essere la scelta degli studi.

Che cosa significa obbligo di mantenere i figli?

Il dovere di mantenimento dei figli all’interno della responsabilità genitoriale prevede che padre e madre rispettino i loro obblighi economici per il bene della famiglia, ciascuno in proporzione alla loro capacità di guadagno o di lavoro professionale o casalingo [5]. Pertanto, chi più soldi porta a casa più contribuisce da un punto di vista economico (l’altro svolgerà altri compiti utili a tutti).

Se i genitori non avessero i mezzi necessari per assolvere quest’obbligo, subentrano i nonni e, se viventi, i bisnonni, che hanno il dovere di fornire ai figli il necessario per mantenere i nipoti. Se non lo facessero, i genitori potrebbero chiedere ad un giudice di disporlo con un decreto esecutivo [6]. Contro questo decreto è possibile presentare opposizione entro 20 giorni dalla notifica.

La responsabilità genitoriale prevede l’amministrazione dei beni dei figli?

Il Codice civile sancisce che i rappresentanti legali dei figli e gli amministratori dei loro eventuali beni sono le persone che esercitano la responsabilità genitoriale [7]. Sono, infatti, i genitori «congiuntamente, o quello che esercita in via esclusiva la responsabilità genitoriale a rappresentare i figli nati e nascituri fino alla maggiore età o fino all’emancipazione in tutti gli atti civili e ad amministrare i loro beni».

I genitori possono compiere disgiuntamente soltanto gli atti di ordinaria amministrazione, esclusi quelli con cui si concedono o si acquistano diritti personali di godimento.

In caso di disaccordo, ci si può rivolgere al Tribunale.

Quali decisioni possono prendere i genitori sui beni dei figli?

Chi esercita la responsabilità genitoriale (se entrambi i coniugi, di comune accordo) può:

  • alienare, ipotecare o impegnare i beni acquisiti dal figlio a qualsiasi titolo;
  • accettare o rifiutare un’eredità, un legato o una donazione;
  • sciogliere delle comunioni;
  • contrarre un mutuo di più di nove anni;
  • compiere altri atti di straordinaria amministrazione.

Il tutto, però, a condizione che sia nell’interesse del figlio e che ci sia un’autorizzazione del giudice tutelare. Quest’ultimo deve acconsentire anche alla riscossione di capitali da parte dei genitori ed alla continuazione dell’esercizio di un’impresa che, eventualmente, il minore abbia ricevuto in eredità.

Cosa non possono fare i genitori sui beni dei figli?

Secondo il Codice civile [8], chi esercita la responsabilità genitoriale non può:

  • acquisire direttamente, per interposta persona o all’asta beni e diritti del minore;
  • diventare cessionari di ragioni o crediti verso il minore.

Che succede se i genitori non vogliono o non possono amministrare i beni dei figli?

Se chi esercita la responsabilità genitoriale non può (magari per conflitto di interessi) o non vuole farsi carico degli atti di straordinaria amministrazione dei figli, deve essere nominato un curatore speciale.

I genitori hanno diritto all’usufrutto dei beni dei figli?

Chi ha la responsabilità genitoriale sui figli può godere dell’usufrutto dei beni dei figli fino alla loro maggiore età o all’emancipazione. Tuttavia, i proventi derivati dall’usufrutto sono destinati al mantenimento della famiglia, quindi anche a beneficio dei figli [9].

L’usufrutto legale non può essere alienato, ipotecato o pignorato da alcun creditore.

Se uno dei genitori si sposa in seconde nozze, conserva il diritto all’usufrutto con l’obbligo, però, di mettere da parte per il figlio quanto eccede dalle spese per il suo mantenimento, la sua istruzione e la sua educazione.

Non rientrano tra i beni soggetti ad usufrutto:

  • i beni che il figlio ha acquistato grazie al proprio lavoro;
  • i beni lasciati o donati al figlio per farsi una carriera o avviare una professione;
  • i beni lasciati o donati con la condizione che chi esercita la responsabilità genitoriale non ne abbia l’usufrutto;
  • i beni pervenuti al figlio a titolo di eredità, legato o donazione e accettati dai genitori nell’interesse del figlio.

La responsabilità genitoriale cessa in caso di separazione o divorzio?

Potrebbe sembrare una domanda banale ma non lo è. Certo che la responsabilità genitoriale spetta al padre e alla madre di comune accordo in una situazione, diciamo così, «normale», quando marito e moglie (o compagno e compagna) convivono con i figli in una residenza scelta di comune accordo. Tuttavia, questa responsabilità non cessa anche in altro tipo di situazioni, come può essere la separazione o il divorzio, a meno che uno dei coniugi – perché si è trasferito all’estero o per un qualsiasi altro giustificato motivo) non riesca a farsi carico della responsabilità genitoriale. In questo caso, sarà l’altro genitore ad esercitarla in modo esclusivo [3].

Che succede se quel «comune accordo» tra i coniugi per farsi carico della responsabilità genitoriale verso i figli ad un certo punto non c’è più? Succede che padre e madre possono rivolgersi al giudice per proporre i provvedimenti che ritengano opportuni [4]. Il magistrato sentirà i genitori ed i figli che abbiano compiuto i 12 anni o minori se con capacità di discernimento e prenderà delle decisioni nell’interesse dei bambini e dell’unità familiare.

Figlio nato fuori dal matrimonio: di chi è la responsabilità genitoriale?

Bisogna premettere che i figli nati fuori dal matrimonio hanno gli stessi diritti di tutti gli altri. Detto questo, la responsabilità genitoriale spetta in questo caso al genitore che lo ha riconosciuto [4]. Quindi, se lo hanno fatto entrambi, la responsabilità spetta a tutti e due.

Il genitore che, però, non esercita questa responsabilità ha, comunque, il diritto di monitorare istruzione, educazione e condizioni di vita del figlio.

Quando decade la responsabilità genitoriale?

Come per la vecchia potestà, la responsabilità genitoriale decade quando:

  • il genitore non rispetta i suoi doveri;
  • quando il genitore abusa dei suoi poteri a discapito del figlio.

La responsabilità genitoriale decade per ordine di un giudice che, in caso di gravi motivi (ad esempio in caso di abusi), può anche decidere di allontanare sia il figlio sia i genitori dalla residenza familiare.

Sempre il giudice può reintegrare il genitore nei suoi doveri di responsabilità genitoriale quando non ci siano più le condizioni per mantenerla decaduta.

note

[1] Dlgs. n. 154/2013.

[2] Art. 317-bis cod. civ.

[3] Art. 317 cod. civ.

[4] Art. 316 cod. civ.

[5] Art. 316-bis cod. civ.

[6] Art. 474 cod. proc. civ.

[7] Art. 320 co. 1 cod. civ.

[8] Art. 323 cod. civ.

[9] Art. 324 cod. civ.

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI