Diritto e Fisco | Articoli

Debito prescritto: se pago posso chiedere la restituzione?

30 gennaio 2018


Debito prescritto: se pago posso chiedere la restituzione?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 30 gennaio 2018



Se mi accorgio solo dopo aver pagamento, che il debito era scaduto posso chiedere di  di riavere indietro i soldi?

Se una persona non esercita per molto tempo il proprio diritto lo perde. È questo, in estrema sintesi, il significato del concetto di prescrizione. La prescrizione altro non è che l’indifferenza, l’inerzia, l’incuria che una persona ha per un proprio interesse. Certamente non tutti i diritti si prescrivono. La proprietà ad esempio non si prescrive: se non usi per anni un oggetto o non ti rechi in una casa o non zappi un terreno per una vita intera ne resti il proprietario. Altrettanto i diritti della persona, come il nome, la vita o i diritti politici, sono imprescrittibili (se non hai mai votato potrai farlo per la prima volta a 80 anni). La prescrizione allora opera soprattutto in materia di diritto economici come il pagamento di debito. E difatti, una volta caduto in prescrizione il debito non va più onorato. Ma che succede se una persona, nonostante il debito prescritto, paga ugualmente? Può chiedere la restituzione dei soldi? Di tanto ci occuperemo in questo articolo.

La prescrizione può sembrare un meccanismo punitivo per il titolare del diritto ma in realtà serve solo a regolarizzare e rendere certi i rapporti tra i cittadini. A ben riflettere quanti diritti hai perduto per prescrizione? La verità è che, spesso, la prescrizione scatta proprio perché il titolare del diritto non è più interessato al proprio diritto e intende rinunciarvi, senza più esercitarlo. Si pensi al caso di un creditore che abbia tentato, in tutti i modi, di recuperare un credito dal debitore e che questi non abbia spontaneamente versato. Dopo numerosi tentativi di pignoramento, il creditore comprende bene che non è più il caso di spendere soldi in avvocati ed esecuzioni forzate, così rinuncia a far valere la propria pretesa.

Questo però non toglie che chi non vuol rinunciare al proprio diritto può sempre fare in modo che questo non si prescriva mai: basterà semplicemente eseguire un atto che interrompa il decorso della prescrizione, atto che deve consistere nell’esercizio del diritto come ad esempio una richiesta di un pagamento, una diffida o la notifica di un atto giudiziario.

Immaginiamo allora che il creditore intimi il versamento di una somma al debitore e che questi, temendo un’azione esecutiva nei suoi confronti, paghi l’importo. Dopo un po’, però, un avvocato gli dice che ha sbagliato e che non doveva pagare: il debito si era ormai prescritto e non era dovuto. Il debitore, allora, si rivolge al creditore e gli chiede la restituzione dell’intera cifra. Può farlo? Chi paga un debito prescritto può chiedere la restituzione? Ecco cosa dice a riguardo la legge.

Si può pagare un debito prescritto anche se il creditore non ha più diritto a ottenere il pagamento. È facoltà del debitore farlo spontaneamente, ad esempio perché ci tiene al proprio “buon nome” e più che la questione giuridica gli interessa la rispettabilità della parola data. Ma il pagamento di un debito prescritto potrebbe intervenire anche per ignoranza (perché il debitore non sa che è arrivata la prescrizione) o per timore. In tali casi, se ti accorgi, solo dopo aver pagato, che il tuo debito era scaduto potresti pretendere di riavere indietro quanto pagato? La risposta è negativa. Il pagamento è considerato una forma di rinuncia tacita ad avvalersi della prescrizione. Il codice civile [1] dispone che non è ammessa la ripetizione [ossia la restituzione] di ciò che è stato spontaneamente pagato in adempimento di un debito prescritto.

In altre parole, chi paga un debito prescritto non ha diritto alla restituzione dei soldi.

Attenzione però: spesso si ritiene prescritto un credito quando invece non lo è. L’errore deriva dal fatto che il creditore, di tanto in tanto, invia atti interruttori della prescrizione: delle diffide che, magari, il debitore non ritira alla posta ma che si considerano ugualmente consegnate. In tali ipotesi quindi il versamento è dovuto e a maggior ragione sarà impossibile ottenerne la ripetizione.

note

[1] Art. 2940 cod. civ.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI