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Lo sai che? Cartella notificata all’estero: cosa fare

Lo sai che? Pubblicato il 3 febbraio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 3 febbraio 2018

Come sapere se la cartella notificata all’estero è legittima e va pagata oppure contestata e come fare.

Anche se residenti all’estero, i cittadini italiani possono essere raggiunti dalle cartelle esattoriali notificate dall’Italia, per i debiti maturati con il Fisco, con l’Inps, con i Comuni ecc.

Vediamo come funziona la notifica delle cartelle a chi risiede all’estero e come fare per pagarle o contestarle.

Se si è residenti all’estero, dove viene notificata la cartella?

L’Agente della riscossione può notificare la cartella esattoriale presso la residenza del debitore all’estero oppure presso l’indirizzo italiano, ma ciò solo se quest’ultimo coincide con il domicilio fiscale indicato nella dichiarazione dei redditi.

Di regola il domicilio fiscale coincide con la residenza anagrafica. Difatti per legge [1]:

  • le persone fisiche residenti nel territorio dello Stato hanno il domicilio fiscale nel comune nella cui anagrafe sono iscritte. Quelle non residenti hanno il domicilio fiscale nel comune in cui si è prodotto il reddito o, se il reddito è prodotto in più comuni, nel comune in cui si è prodotto il reddito più elevato.
  • i cittadini italiani che risiedono all’estero hanno il domicilio fiscale nel comune di ultima residenza nello Stato.
  • i soggetti diversi dalle persone fisiche hanno il domicilio fiscale nel comune in cui si trova la loro sede legale o, in mancanza, la sede amministrativa; se anche questa manchi, essi hanno il domicilio fiscale nel comune ove è stabilita una sede secondaria o una stabile organizzazione e in mancanza nel comune in cui esercitano prevalentemente la loro attività.

Negli atti, contratti, denunzie e dichiarazioni che vengono presentati agli uffici finanziari deve essere indicato il comune di domicilio fiscale delle parti, con la precisazione dell’indirizzo solo ove espressamente richiesto.

Le cause di variazione del domicilio fiscale hanno effetto dal sessantesimo giorno successivo a quello in cui si sono verificate.

Domicilio fiscale e residenza effettiva possono anche non coincidere. Difatti il contribuente deve indicare nella dichiarazione presentata agli Uffici finanziari il proprio domicilio fiscale, con la precisazione dell’indirizzo, valevole quale elezione di domicilio.

In caso di difformità tra la residenza anagrafica e quella indicata nella dichiarazione dei redditi, è valida la notificazione dell’atto perfezionatasi presso l’indirizzo indicato nella dichiarazione, dato che l’indicazione del comune di domicilio fiscale e dell’indirizzo da parte del contribuente deve essere effettuata in buona fede e nel rispetto del principio di affidamento.

È quindi necessario prestare molta attenzione agli atti notificati presso il domicilio italiano, in quanto non è detto che l’agente della riscossione notifichi la cartella presso la residenza all’estero.

Notifica cartella all’estero: come pagarla?

I cittadini italiani residenti all’estero possono pagare le cartelle esattoriali a distanza, ricorrendo ad una delle seguenti modalità:

  • on-line inserendo i dati del bollettino Rav allegato alla cartella/avviso (+ costo dell’operazione) Vai a Paga on-line;
  • tramite l’home banking del proprio istituto di credito (se la banca è presente sul territorio italiano) oppure di Poste italiane (se correntista) inserendo i dati del bollettino Rav allegato alla cartella/avviso (+ costo dell’operazione);
  • con bonifico su conto corrente bancario intestato all’Agente della riscossione, precisando la banca, il codice Iban, il numero della cartella di pagamento o avviso ricevuto e il codice fiscale del contribuente.

Notifica cartella all’estero: come contestarla?

Eventuali vizi della cartella esattoriale notificata all’estero devono essere necessariamente contestati in Italia dinanzi al giudice competente in base al tipo di credito (Commissione Tributaria, Tribunale o Giudice di Pace).

Nel caso delle cartelle notificate all’estero, uno dei vizi più ricorrenti è quello della prescrizione. Capita spesso, infatti, che la cartella, a causa del decorso del tempo dovuto alle difficoltà di reperire il contribuente, venga notificata oltre i termini previsti dalla legge oppure che gli atti interruttivi della prescrizione (solleciti di pagamento, avvisi di mora ecc.) vengano notificati erroneamente al vecchio indirizzo di residenza in Italia.

Si ricordano, in sintesi, i termini di prescrizione per i crediti più frequentemente oggetto di riscossione mediante cartelle esattoriali:

  • Irpef, Ires e Iva: 10 anni
  • Imposte comunali (Imu, Tari, Tosap ecc.): 5 anni
  • Tassa automobilistica: 3 anni
  • Contributi previdenziali: 5 anni
  • Sanzioni amministrative per violazione al codice della strada: 5 anni.

Se viene notificata all’estero una cartella esattoriale o altro atto della riscossione avente ad oggetto crediti prescritti, è possibile procedere con l’impugnazione in Italia mediante ricorso al giudice.

note

[1] Art. 58 DPR 600/1973.


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1 Commento

  1. Buongiorno grazie per l’articolo molto interessante, mi sono trasferito all’estero nel primo semestre del 2016 e contestualmente iscritto all’AIRE, nel modello redditi 2017 il mio commercialista ha compilato i campi di domicilio fiscale al 1/1/2016 e al 1/1/2017 in quest’ultimo ha inserito il domicilio estero e ha compilato anche il campo residente all’estero con il mio attuale indirizzo di residenza estera. Fin qui credo tutto ok, ma nel campo residenza anagrafica (da compilare solo se variata) ha riproposto il mio vecchio indirizzo Italiano (credo che in quel campo non si possano indicare indirizzi esteri) alla luce del suo articolo la mia domanda è : eventuali notifiche potrebbero essere inviate a mia insaputa al vecchio indirizzo Italiano legittimamente? in base ai dati del mio modello redditi potrei impugnarle come non legittime?

    Grazie.

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