Diritto e Fisco | Articoli

Dimissioni online: come fare

2 febbraio 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 2 febbraio 2018



I dipendenti devono presentare le dimissioni per via telematica. Ma ci sono alcune eccezioni. Ecco la procedura per interrompere il contratto di lavoro.

«Consegno la lettera di dimissioni» è diventata, ormai, un’espressione impropria. Ora bisogna dire «invio via e-mail le mie dimissioni». Sì, perché quando un dipendente vuole interrompere volontariamente il rapporto di lavoro deve farlo esclusivamente per via telematica, cioè deve presentare le dimissioni online. Altrimenti, è come se non avesse fatto nulla.

È stato il Jobs Act [1] ad introdurre questo obbligo, diventato operativo il 16 marzo 2016. Da quella data, la lettera di dimissioni è stata sostituita dalle dimissioni online. Lo scopo è quello di evitare il fenomeno delle dimissioni in bianco, cioè di quel foglio fatto firmare dalle aziende ai dipendenti in fase di assunzione con indicata una data di ipotetica conclusione del rapporto di lavoro. Pratica illegale, che oggi può costare ai datori di lavoro una sanzione fino a 30mila euro.

Tutti i lavoratori dipendenti che intendono interrompere il rapporto di lavoro sono obbligati a presentare le dimissioni online, con qualche eccezione che vedremo in seguito.

Spieghiamo prima qual è la procedura da seguire, cioè come fare per presentare le dimissioni online evitando di sbagliare qualche passaggio che rischi di renderle nulle.

Dimissioni online: come presentarle?

Le dimissioni online possono essere presentate solo per via telematica direttamente dal lavoratore o da un intermediario abilitato, cioè da un Caf dotato di Pec (posta elettronica certificata).

La prima cosa da fare è procurarsi, se non lo si ha già, un codice Pin dell’Inps attraverso il sito o presso una delle sedi dell’Istituto di previdenza. Con quel codice è possibile accedere al portale cliccalavoro.gov.it, dove si può reperire e compilare il modulo di dimissioni online.

Una volta compilato il modulo con tutti i dati richiesti, potrà essere salvato in .pdf e verrà inviato automaticamente al datore di lavoro (anche a mezzo Pec) e alla sede territoriale della Direzione territoriale del lavoro (Dtl). Questa sarà l’unica comunicazione che verrà tenuta in considerazione per interrompere il rapporto di lavoro. Qualsiasi altra formula (compresa la lettera raccomandata) non avrà alcuna validità legale ed il rapporto dovrà continuare normalmente.

Il modulo salvato sarà associato ad un codice identificativo e alla data di trasmissione. Dati che saranno richiesti in caso di ripensamenti: entro 7 giorni, infatti, è possibile revocare le dimissioni.

Per i datori di lavoro che alterano il modulo delle dimissioni è prevista una sanzione da 5.000 a 30.000 euro.

Viceversa, il lavoratore che non comunica le dimissioni online e non si presenta in ufficio rischia un procedimento disciplinare secondo quanto stabilito dalla legge, dal contratto di categoria o dal regolamento dell’azienda. Conclusa questa procedura, il datore di lavoro può licenziare il dipendente, pur dovendo versare all’Inps il contributo di licenziamento.

Contratti firmati prima e dopo il 2008

C’è una linea di confine che riguarda le dimissioni online ed è tracciata nel 2008. Nella procedura che riguarda i contratti di lavoro firmati prima e dopo quell’anno, c’è una sostanziale differenza:

  • per i contratti siglati prima del 2008, al momento delle dimissioni online verranno chiesti alcuni dati sull’azienda: codice fiscale del titolare, Comune della sede di lavoro e indirizzo e-mail o PEC. Infine, sarà necessario indicare il tipo di comunicazione: dimissioni volontarie, risoluzione consensuale o revoca con la data di trasmissione;
  • per i contratti firmati dal 2008 in poi verranno recuperati in automatico i dati più recenti sulla comunicazione obbligatoria del loro avvio, proroga, trasformazione o rettifica.

Dimissioni online: devo rispettare il preavviso?

La nuova procedura non modifica l’obbligo del lavoratore di rispettare il preavviso, cioè il tempo che deve trascorrere tra la data delle dimissioni e l’effettiva cessazione dell’attività. In caso contrario, il dipendente sarebbe comunque obbligato a risarcire economicamente il datore di lavoro.

Chi non deve presentare le dimissioni online?

Dicevamo che ci sono alcuni casi in cui i lavoratori non sono obbligati a presentare le dimissioni online. Si tratta di:

  • lavoratori domestici;
  • dipendenti che abbiano firmato un accordo di conciliazione stragiudiziale presso la Direzione territoriale del lavoro, una commissione di certificazione o presso un’altra sede protetta;
  • lavoratrici che abbiano avuto l’apposita convalida presso la Dtl durante la gravidanza o nei primi 3 anni di vita del bambino;
  • lavoratori in periodo di prova;
  • lavoratori marittimi;
  • dipendenti della Pubblica amministrazione;
  • lavoratori non dipendenti (collaboratori, stagisti, tirocinanti, ecc.).

note

[1] Dlgs. n. 151/2015.

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI