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Violenza di genere: cosa significa

2 febbraio 2018 | Autore:


> Donna e famiglia Pubblicato il 2 febbraio 2018



Non solo femminicidio: la violenza di genere può consistere in qualsiasi forma di maltrattamento, minaccia o percossa nei confronti di una donna.

Quando sentiamo parlare, in televisione, alla radio o in internet, di violenza di genere, pensiamo immediatamente al femminicidio. Nella violenza di genere, in realtà, rientrano tutte le condotte di aggressione nei confronti delle donne: dalle percosse ai maltrattamenti, passando per lo stalking.

Quando è intervenuto per combattere la violenza di genere, il legislatore italiano ha previsto forme di tutela anche a favore di altre categorie di soggetti deboli.

Vediamo cosa significa violenza di genere e cosa dice la legge.

Violenza di genere: cos’è?

Per violenza di genere si intende qualsiasi forma di violenza adoperata su una persona per il solo fatto di appartenere al genere femminile.

In qualche modo, dietro la violenza di genere si nasconde un’avversione nei confronti di persone ritenute più vulnerabili e, quindi, più facilmente aggredibili.

Di conseguenza, può essere definita violenza di genere ogni forma di prepotenza, sia fisica che psicologica, perpetrata nei confronti delle donne.

Violenza di genere: è reato?

Non esiste il reato di violenza di genere; ovviamente, però, costituisce reato ogni forma di violenza, fisica o psicologica, che integri gli estremi della condotta penalmente rilevante (maltrattamenti, lesioni, percosse, diffamazione, ecc.).

In questi casi, è sempre possibile sporgere denuncia alle autorità competenti per ottenere la punizione del colpevole e il risarcimento del danno.

Violenza di genere: cos’è il femminicidio?

Come anticipato in premessa, spesso la violenza di genere viene sommariamente identificata con il femminicidio. Con quest’ultimo termine (per nulla elegante e, a parere di chi scrive, poco rispettoso del genere femminile) si intende l’omicidio ai danni di una donna, fenomeno tristemente diffuso in Italia e che ha spinto il legislatore a prendere dei provvedimenti.

È bene chiarire che, così come non esiste un reato autonomo di violenza di genere, nemmeno ne esiste uno di femminicidio. Il femminicidio viene punito come un normale omicidio [1]: se così non fosse, si darebbe luogo ad una insopportabile discriminazione tra la morte di un uomo e quella di una donna.

Violenza di genere: cosa dice la legge?

La legge [2], pur non sanzionando espressamente la violenza di genere, ha introdotto alcune modifiche al codice penale in modo da punire più severamente alcune condotte commesse nei confronti delle donne e delle categorie ritenute più deboli.

Ad esempio, è stata prevista un’apposita aggravante per il reato di stalking nel caso in cui la vittima sia una donna in stato di gravidanza [3]; un’aggravante comune (cioè, applicabile a più reati) è stata introdotta per tutti i delitti contro la vita, l’incolumità individuale e la libertà personale quando il fatto è commesso in danno di persona in stato di gravidanza o di un minorenne [4].

Il reato di violenza sessuale è carico di distinzioni operate in base allo stato di salute o all’età. Detto reato è aggravato:

  • se commesso nei confronti di persona che non ha compiuto gli anni quattordici;
  • se commesso nei confronti di persona che non ha compiuto gli anni sedici della quale il colpevole sia l’ascendente, il genitore anche adottivo, il tutore;
  • se commesso nei confronti di donna in stato di gravidanza;
  • se dal fatto deriva al minore, a causa della reiterazione delle condotte, un pregiudizio grave;
  • se il fatto è commesso nei confronti di persona che non ha compiuto gli anni dieci [5].

In tutti questi casi, la violenza (sessuale) è di genere perché si scaglia contro vittime (donne in stato di gravidanza e minori) accomunati da un fattore comune: lo stato di debolezza derivante dal sesso, dall’età o dalle condizioni di salute.

Ancora, pene più severe sono previste nel caso di rapina commessa nei confronti di persona  ultrasessantacinquenne [6]: ancora una volta, quindi, a rilevare non è il sesso, ma l’età.

La legge italiana, quindi, ha approfittato dell’intervento necessario per contrastare la violenza di genere per dare una maggiore tutela anche a categorie di persone ritenute, in ragione dell’età o dello stato di salute, ugualmente deboli.

note

[1] Art. 575 cod. pen.

[2] Legge n. 119/2013 del 15.10.2013.

[3] Art. 612-bis, comma terzo, cod. pen.

[4] Art. 61, nr. 11-quinquies, cod. pen.

[5] Art. 609-ter, cod. pen.

[6] Art. 628 cod. pen.

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2 Commenti

  1. La cosa più grottesca quando leggo di leggi e sentenze a favore delle donne è che traspare il concetto secondo cui loro non siano in alcun modo capaci di ledere all’uomo: loro non diffamano, loro non colpevolizzano e non rimproverano con argomentazioni improbabili, loro non pretendono oltre misura, loro non ignorano volutamente, loro non discriminano ne fanno dispetti.
    Magari fossimo anche noi uomini santi come loro!

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