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Lo sai che? Guidatore diverso da intestatario auto: chi paga multe e incidenti?

Lo sai che? Pubblicato il 31 gennaio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 31 gennaio 2018

Conseguenze nel caso in cui il conducente sia diverso dal proprietario dell’auto: cosa bisogna fare?

Può succedere di prestare l’auto a un amico o a un familiare e che questi prenda una multa o sia coinvolto in un incidente stradale. Quali sono le conseguenze per il proprietario dell’automobile? In questo articolo cercheremo di spiegare cosa stabilisce la legge e cosa succede in caso di guidatore diverso dall’intestatario dell’auto.

Si può circolare con un’auto intestata a un’altra persona?

Partiamo dal primo aspetto che apre poi la porta ai successivi problemi: si può circolare con un’automobile intestata a un’altra persona, ad esempio il proprio marito o la propria moglie? La risposta è certamente positiva, tuttavia bisogna tenere conto di alcune importanti condizioni. Le vediamo qui di seguito.

Limitazioni di polizza assicurativa per chi usa una macchina altrui

La prima è quella dell’assicurazione obbligatoria: esistono delle polizze rc-auto che riconoscono il risarcimento solo a condizione che il conducente sia anche il proprietario dell’auto oppure uno dei soggetti indicati al momento di sottoscrizione del contratto. A questo punto le situazioni che possono verificarsi sono due:

  • la colpa dell’incidente è dell’assicurato che non ha rispettato la limitazione di polizza: egli non dovrà pagare, di tasca propria, i danni subiti all’altro automobilista il quale verrà comunque coperto dall’assicurazione. Difatti le limitazioni di polizza valgono solo tra le parti, ma non sono opponibili ai terzi danneggiati che, ovviamente, con l’illecito della controparte non c’entrano nulla. Resta però ferma la possibilità dell’assicurazione di rivalersi nei confronti del proprio cliente disobbediente agli accordi e chiedergli la restituzione delle somme versate a titolo di risarcimento;
  • la colpa dell’incidente è dell’altro automobilista (quello estraneo cioè alle limitazioni di polizza): in tal caso se a guidare l’auto non era uno dei soggetti indicati alla compagnia, quest’ultima non è più tenuta a risarcirgli li danno.

Obbligo di aggiornare la carta di circolazione per chi usa una macchina altrui

Dal 4 novembre del 2014, se si presta la propria auto a un’altra persona e questa la utilizza in via esclusiva e personale, per oltre 30 giorni di seguito, bisogna far annotare il nominativo del nuovo utilizzatore sul libretto di circolazione dell’auto. La comunicazione, che va fatta alla Motorizzazione (Dtt, dipartimento trasporti terrestri) anche tramite un’agenzia di pratiche auto, può essere anche eseguita dal proprietario dell’auto. Le multe in caso di violazione a tale obbligo vanno da un minimo di 516,46 euro a un massimo di 2.582,28 euro oltre al ritiro della carta di circolazione.

L’obbligo di annotare, sulla carta di circolazione, il nome del possessore dell’auto altrui non sussiste per i familiari conviventi, anche se l’utilizzo del mezzo avviene continuamente, ben oltre 30 giorni. In questi casi, dunque, è lecito circolare con l’auto formalmente intestata al marito o alla moglie senza subire alcuna sanzione.

Quindi se prestiamo occasionalmente l’auto a un amico, magari per una settimana, non dobbiamo aggiornare la carta di circolazione; se invece gliela lasciamo a tempo indeterminato oppure per oltre 30 giorni (magari per il tempo in cui noi andiamo in vacanza) è necessario compiere questo passaggio burocratico. Tra marito e moglie o genitori e figli invece non bisogna mai annotare l’altrui utilizzo sulla carta di circolazione in quanto si tratta di familiari conviventi, quindi appartenenti allo stesso nucleo famigliare (in senso anagrafico).

Così non può è consentito circolare con l’auto del genitore anziano se questi fa parte di un differente nucleo familiare e/o non è residente col figlio. Chi utilizza l’auto del padre o della madre non convivente o nel cui stato di famiglia non è più ricompreso deve andare alla Motorizzazione e far annotare il proprio nominativo sulla carta di circolazione.

Leggi per maggiori informazioni: Posso circolare con l’auto intestata a mio marito o mia moglie?

Che fare in caso di incidenti?

In caso di incidente, il conducente non-proprietario dovrà fornire i dati dell’assicurazione all’altro automobilista, nonché i dati della propria patente. Dovrà possibilmente compilare il Cid. Se la responsabilità è sua, le conseguenze sulla polizia, per via dello scatto della classe di merito, ricadono sul proprietario (leggi Quanto aumenta l’assicurazione dopo un incidente). Naturalmente quest’ultimo potrebbe sempre rivalersi nei confronti del responsabile, ma dovrebbe fargli una causa e chiedere il risarcimento per l’aggravio del premio assicurativo, un’ipotesi poco probabile per via dell’esiguità del valore della causa.

Se invece la responsabilità è dell’altro automobilista, il conducente e il proprietario dell’auto dovranno fare la denuncia di sinistro all’assicurazione del secondo, chiarendo la dinamica e le responsabilità. Il danno al mezzo verrà risarcito al proprietario della macchina, mentre il danno alla persona (eventuali lesioni fisiche) al conducente. Insomma, verranno staccati due assegni diversi.

Multe per chi usa una macchina intestata a un’altra persona

Può succedere che la persona cui sia stata prestata l’auto intestata a un amico o a un familiare commetta un’infrazione del codice della strada. In una ipotesi del genere, se la polizia non ferma immediatamente la macchina, il verbale viene notificato all’intestatario della carta di circolazione. Se invece lo ferma e si procede alla contestazione immediata, sarà consegnato a quest’ultimo. In entrambi i casi si verifica quella che si chiama responsabilità solidale. In buona sostanza a dover pagare la contravvenzione nei confronti della pubblica amministrazione sono sia l’intestatario del mezzo che l’effettivo conducente (ovviamente il pagamento da parte di uno dei due libera anche l’altro). Questo perché il proprietario dell’auto è sempre responsabile in solido per gli illeciti commessi da coloro ai quali presta il mezzo. Resta salva la facoltà del titolare, che abbia dovuto pagare per colpa del conducente, chiedergli la restituzione dei soldi.

Proprio per rendere più facilmente individuabili gli effettivi responsabili della circolazione dei veicoli, abbiamo appena visto che la legge [1] impone di far annotare sulla carta di circolazione tutte quelle situazioni che consentono una disponibilità esclusiva del veicolo, per un periodo continuativo superiore a 30 giorni, a soggetti diversi dal proprietario. I casi più tipici sono quelli del comodato d’uso di aziende che concedono l’uso esclusivo dei veicoli ai loro dipendenti; rimangono comunque esclusi i casi di fringe benefit.

L’obbligo di comunicazione dell’effettivo conducente

Ultima cosa importante da sapere: quando arriva la multa, il proprietario è tenuto a fornire, nei 60 giorni successivi, all’autorità che ha elevato il verbale il nome del conducente e gli estremi della sua patente. Lo deve fare anche se intende sollevare ricorso o se vuol prendersi la responsabilità e subire egli stesso la decurtazione dei punti. La mancata indicazione del responsabile viene punita con un’ulteriore contravvenzione che può arrivare a mille euro.

note

[1] Art. 94, comma 4 bis, del Codice della strada


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