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Notifica multa via pec: diminuiscono i giorni per fare ricorso

31 gennaio 2018


Notifica multa via pec: diminuiscono i giorni per fare ricorso

> Diritto e Fisco Pubblicato il 31 gennaio 2018



Nuovi profili di invalidità e nullità delle multe notificate a mezzo Pec e l’ingiusto svantaggio per chi non la riceve con raccomandata.

Come le cartelle esattoriali, anche le multe stradali possono essere ora notificate con la Pec ossia con la posta elettronica certificata. Ciò vale solo per gli automobilisti che ne hanno una: ma se, per alcuni di questi, la Pec è obbligatoria (professionisti, imprenditori, società), per tutti gli altri è ancora facoltativa. Quindi, in caso di contestazione immediata, i poliziotti dovranno chiedere al trasgressore, la propria Pec; altrimenti dovranno fare le verifiche nei registri ufficiali alla ricerca del relativo indirizzo. Nel caso in cui non dovesse saltare fuori alcuna posta elettronica certificata, la notifica della multa seguirà il metodo tradizionale, ossia tramite raccomandata a.r. o messo comunale. Questo sistema, però, rischia di creare forti sperequazioni, andando a creare automobilisti di serie A ed automobilisti di serie B, più svantaggiati rispetto ai primi soprattutto per quanto attiene ai termini per impugnare la multa davanti al giudice. Perché? Lo spiegheremo in questo articolo. In particolare vedremo per quale ragione, in caso di notifica della multa via Pec, diminuiscono i giorni per fare ricorso.

Come avviene la notifica della multa con Pec

Cominciamo dalla procedura di notifica della multa via Pec per come disciplinata dal decreto del Ministero dell’Interno di fine 2017 [1]. La multa va spedita via Pec solo quando il trasgressore (e, se diverso, il proprietario del veicolo) ne è munito.

Le ipotesi che possono verificarsi sono due, a seconda che si sia provveduto o meno alla contestazione immediata dell’infrazione:

  • se la polizia ferma il conducente per elevargli la sanzione, gli chiede un valido indirizzo posta elettronica certificata o il domicilio digitale a cui inviare il verbale. A quest’ultimo riguardo, ricordiamo che ogni cittadino può dotarsi di uno Spid ossia di un domicilio digitale con cui dialogare con la Pubblica Amministrazione e ricevere, sempre allo stesso indirizzo di posta elettronica certificata, qualsiasi tipo di comunicazione. Avere lo Spid è ancora facoltativo, mentre sono obbligati ad avere una Pec tutti i professionisti iscritti agli ordini, le ditte individuali e le società (siano esse di capitali o di persone);
  • se la polizia non ferma il conducente, sarà obbligata, successivamente, a fare una ricerca «nei pubblici elenchi per notificazioni e comunicazioni elettroniche a cui abbia accesso» per trovarlo. Sembrerebbe da ciò dedursi che la ricerca di un valido indirizzo di posta certificata costituisca un obbligo per la polizia stradale. Con la conseguenza che potrebbe essere dichiarata nulla una notifica inviata con posta a una persona che invece è munita di Pec.

Abolita la consegna immediata della multa

La prima cosa che il decreto ministeriale sembra cancellare per sempre è la possibilità della consegna del verbale direttamente nelle mani del trasgressore, quando questi sia stato fermato nell’immediatezza dalla “paletta rossa” della polizia. Un metodo tanto semplice, quanto immediato ed economico che, un tempo, era la regola. Infatti, a leggere il Dm si capisce che la notifica meditante Pec avviene innanzitutto nei confronti di «colui che ha commesso la violazione se è stato fermato e identificato al momento dell’accertamento dell’illecito» ed abbia fornito un valido indirizzo Pec o abbia un domicilio digitale.

Questo però implica un’altra importante conseguenza: se, con la consegna materiale della multa al momento dell’infrazione, l’automobilista poteva subito calcolare – partendo da una data certa – i 5 giorni per pagare con lo sconto del 30%, i 30 giorni per fare ricorso al Giudice di Pace e, infine, i 60 giorni per far ricorso al Prefetto, oggi non è più così. Il termine inizierà a decorrere da una data successiva che, al momento della contestazione, non è ancora nota in quanto sarà necessario attendere la successiva notifica della multa.

 Da quando decorrono i termini per fare ricorso?

Il decreto ministeriale stabilisce che la multa via Pec si considera:

  • «spedita» dalla polizia nel momento in cui viene generata la «ricevuta di accettazione», ossia una Pec che il gestore del servizio email invia al mittente con cui gli conferma di aver preso l’incarico della spedizione. Per fare un confronto con la posta tradizionale, si tratta del momento in cui il mittente porta la raccomandata all’ufficio postale e questo l’accetta mettendovi il timbro per la spedizione;
  • «notificata» nel momento in cui viene generata la «ricevuta di avvenuta consegna» ossia l’ulteriore Pec (anche questa spedita al mittente) con cui si certifica che l’email con la multa è “entrata” effettivamente nella casella Pec del destinatario, pronta per essere scaricata e letta. Per fare, anche in questo caso, un confronto con la posta tradizione, si tratta del momento in cui il postino consegna la raccomandata all’automobilista.

Attenzione a questo passaggio: la multa si intende notificata all’automobilista non quando viene da lui scaricata e letta ma, in un momento anteriore, ossia quando viene ricevuta nella sua casella Pec, a prescindere dal fatto che questi l’abbia aperta o meno.

Tanto per fare un esempio, se una persona non scarica la posta per una settimana, la multa si considera ugualmente notificata e i termini per fare ricorso sono già partiti.

Notifica multa via pec: perché diminuiscono i giorni per fare ricorso?

La situazione è dunque questa: se una persona non apre il computer perché è in vacanza o fuori per lavoro, o dimentica di scaricare la posta certificata o, facendolo, per errore cestina il messaggio e poi non è più in grado di ritrovarlo, o ancora per un black-out rimane un giorno senza corrente elettrica o senza il modem o senza la linea internet, la notifica della multa si considera ugualmente già perfezionata; pertanto i termini per il ricorso (30 o 60 giorni o per pagare con lo sconto del 30% (5 giorni dalla notifica del verbale) sono già iniziati a decorrere.

Ciò non deve meravigliare più di tanto: una cosa è dire che tutti devono scaricare giornalmente – e anche più volte al giorno – la casella di posta elettronica, per cui le conseguenze dell’eventuale inerzia ricadono sul titolare; un’altra cosa è farlo davvero. E le notifiche delle cartelle esattoriali con Pec ci hanno già dato uno spaccato di quale sia la realtà: se un tempo era automatico controllare la presenza di posta cartacea nella cassetta delle lettere, entrando ed uscendo giornalmente di casa, ciò non succede invece col computer, per il quale sono necessari passaggi più complessi: l’apertura, la connessione, l’apertura del client di posta elettronica o del browser. Insomma, tra gente che dimentica le password o che non ama guardare il computer o che non ha tempo per leggere le email, la notifica via Pec – c’è da scommetterlo – toglierà qualche giorno di tempo agli automobilisti per fare ricorso. Ma anche questo è il progresso.

La validità dell’allegato

Si aprirà poi un altro probabile settore di contestazioni: quello sulla validità della notifica. Lo abbiamo già visto con le cartelle esattoriali: quasi tutta la giurisprudenza è d’accordo nel dire che l’allegato in pdf, in quanto semplice riproduzione elettronica, non fa fede come l’originale cartaceo. Quindi è necessario un allegato firmato digitalmente, il che richiede il formato p7m che può essere però aperto solo da un software ad hoc.

Di tanto abbiamo già parlato con Multa con pec: quando è valida.

note

[1] Dm Interni del 18.12.2017.

NOTIFICA PEC VERBALI DI ACCERTAMENTO VIOLAZIONI DEL CODICE DELLA STRADA

Decreto Ministero dell’Interno 18 dicembre 2017

Disciplina delle procedure per la notificazione dei verbali di accertamento delle violazioni del codice della strada, tramite posta elettronica certificata

Art. 2. Ambito di applicazione e norme applicabili

1. Il presente decreto si applica al procedimento di notificazione dei verbali di contestazione, redatti dagli organi di polizia stradale, di cui all’art. 12 del codice della strada, a seguito dell’accertamento di violazioni del codice della strada.

2. La notificazione mediante PEC avviene secondo le disposizioni del CAD e del decreto del Presidente della Repubblica n. 68/2005, e successive modificazioni.

Art. 3. Soggetti nei confronti dei quali è possibile la notificazione mediante PEC

1. La notificazione dei verbali di contestazione, di cui all’art. 2 del presente decreto, si effettua nel rispetto dei termini previsti dal codice della strada nei confronti:

a) di colui che ha commesso la violazione, se è stato fermato ed identificato al momento dell’accertamento dell’illecito ed abbia fornito un valido indirizzo PEC, ovvero abbia un domicilio digitale ai sensi dell’art. 3 -bis del CAD e delle relative disposizioni attuative;

b) del proprietario del veicolo con il quale è stata commessa la violazione, ovvero di un altro soggetto obbligato in solido con l’autore della violazione ai sensi dell’art. 196 del codice della strada, quando abbia domicilio digitale ai sensi dell’art. 3 -bis del CAD e delle relative disposizioni attuative, ovvero abbia, comunque, fornito un indirizzo PEC all’organo di polizia procedente, in occasione dell’attività di accertamento dell’illecito.

2. Qualora non sia stato comunicato al momento della contestazione, l’indirizzo PEC dell’autore della violazione, ovvero qualora la contestazione della violazione non sia stata effettuata al momento dell’accertamento dell’illecito, l’indirizzo PEC del proprietario del veicolo o di altro soggetto, di cui al comma 1, lettera b) , del presente articolo, deve essere ricercato, dall’ufficio da cui dipende l’organo accertatore o che ha redatto il verbale di contestazione di cui all’art. 2 del presente decreto, nei pubblici elenchi per notificazioni e comunicazioni elettroniche a cui abbia accesso.

Art. 4. Contenuto del documento informatico da notificare

1. Il messaggio di PEC inviato al destinatario del verbale di contestazione di cui all’art. 2 del presente decreto deve contenere nell’oggetto la dizione «di atto amministrativo relativo ad una sanzione amministrativa prevista dal codice della strada» ed in allegato:

a) una relazione di notificazione su documento informatico separato, sottoscritto con firma digitale, in cui devono essere riportate almeno le seguenti informazioni:

a1) la denominazione esatta e l’indirizzo dell’amministrazione e della sua articolazione periferica che ha provveduto alla spedizione dell’atto;

a2) l’indicazione del responsabile del procedimento di notificazione nonché, se diverso, di chi ha curato la redazione dell’atto notificato;

a3) l’indirizzo ed il telefono dell’ufficio presso il quale è possibile esercitare il diritto di accesso;

a4) l’indirizzo di posta elettronica certificata a cui gli atti o provvedimenti vengono notificati e l’indicazione dell’elenco da cui il predetto indirizzo è stato estratto ovvero le modalità con le quali è stato comunicato dal destinatario;

b) copia per immagine su supporto informatico di documento analogico del verbale di contestazione di cui all’art. 2 del presente decreto, se l’originale è formato su supporto analogico, con attestazione di conformità all’originale a norma dell’art. 22, comma 2, del CAD, sottoscritta con firma digitale, ovvero un duplicato o copia informatica di documento informatico del verbale di contestazione con attestazione di conformità all’originale a norma

dell’art. 23 -bis del CAD, sottoscritta con firma digitale; c) ogni altra comunicazione o informazione utile al destinatario per esercitare il proprio diritto alla difesa ovvero ogni altro diritto o interesse tutelato.

2. Ferme restando le disposizioni del comma 1, gli allegati o i documenti informatici che contengono degli allegati devono essere sottoscritti con firma digitale e trasmessi con formati aperti, standard e documentati.

Art. 5. Termini per la notificazione mediante posta elettronica certificata

1. Ai fini dell’applicazione delle disposizioni e dei termini indicati nel codice della strada, gli atti di cui all’art. 2 del presente decreto si considerano spediti, per gli organi di polizia stradale, di cui all’art. 12 del codice della strada, nel momento in cui viene generata la ricevuta di accettazione, ai sensi dell’art. 6, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica n. 68 del 2005, e notificati ai soggetti di cui all’art. 3 del presente decreto, nel momento in cui viene generata la ricevuta di avvenuta consegna completa del messaggio PEC, ai sensi all’art. 6, comma 5, del decreto del Presidente della Repubblica n. 68 del 2005.

2. La ricevuta di avvenuta consegna di cui al comma 1 fa in ogni caso piena prova dell’avvenuta notificazione del contenuto del messaggio ad essa allegato.

3. Qualora la notificazione mediante PEC degli atti di cui all’art. 2 del presente decreto non sia possibile per causa imputabile al destinatario, il soggetto notificante estrae copia su supporto analogico del messaggio di posta elettronica certificata, dei suoi allegati, della ricevuta di accettazione e dell’avviso di mancata consegna, di cui, rispettivamente, agli articoli 6 e 8 del decreto del Presidente della Repubblica n. 68 del 2005, ovvero di qualsiasi altra documentazione di avviso di mancata consegna, ne attesta la conformità ai documenti informatici da cui sono tratti, ai sensi dell’art. 23, comma 1, del CAD, ed effettua la notifica nei modi e nel rispetto delle forme e dei termini del codice della strada, con oneri a carico del destinatario.

4. Qualora la notificazione mediante PEC non sia possibile per qualsiasi altra causa, la procedura di notificazione avviene nei modi e nel rispetto delle forme e dei termini del codice della strada, con oneri a carico del destinatario.

GU Serie Generale n.12 del 16-01-2018

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4 Commenti

  1. Quindi, se ho capito bene, il possessore di PEC che riceve la notifica della multa nel modo tradizionale può contestarla per IRREGOLARE NOTIFICA? o al contrario la notifica è comunque valida e la multa deve essere pagata?
    Grazie

    1. Anche io ho lo stesso quesito ed un po’ più specifico perchè ho ricevuto in data 7/02/18 una multa per raccomandata spedita dal comune di Napoli il 5/2/18 quindi dopo l’entrata in vigore (come prassi consolidata 15 giorni dopo la pubblicazione sulla GU avvenuta il 16/01/18) avvenuta il 01/02/18 ma la multa è per un divieto di sosta del 28/12/17 quindi prima, era obbligatoria la notifica a mezzo Pec.
      Preciso che il veicolo è intestato ad una SRL e l’indirizzo PEC è pubblico e reperibile sul sito inipec.it, come hanno già scovato l’equitalia Inps ed altri enti pubblici…. essendo un obbligo inerente la notifica e questa è successiva all’entrata in vigore , erano tenuti a tentare la notifica e potevano percorrere quella tradizionale solo dopo aver tentato e dando prova dell’esito negativo di invio via PEC, se non altro per non farmi pagare anche le spese della loro pigrizia…. esiste già uno schema per la contistazione e da chi conviene farla GDO o Prefetto?

    2. Ho anchio la stessa domanda: una multa notificata tramite raccomadata ad una Società sas (che per legge ha una PEC) per un’infrazione stradale commessa il 30/1/2018 può contestarla al Prefetto e non pagarla perchè non notificata tramite PEC?

      Grazie

  2. ricordo che il è possibile firmare un documento e quindi anche la contravvenzione al cds, con firma in formato pades che NON da estensione .p7m al file firmato, bensì lo lascia in pdf. leggibile senza aggiunta di alcun specifico programma.

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