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Lo sai che? Un disabile al 100% può lavorare?

Lo sai che? Pubblicato il 31 gennaio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 31 gennaio 2018

Ti hanno appena accertato un’invalidità totale, ma hai comunque bisogno di lavorare: puoi farlo? Vediamo la risposta

Sei affetto da una patologia che ti è costata un netto e repentino cambiamento di vita. Ti hanno accertato un’invalidità al 100%. Quello che facevi una volta non lo puoi più fare, o almeno lo fai con molta più fatica e ti trovi a dover combattere con un’altra problematica: che ne sarà della mia professione? Non puoi infatti permetterti di abbandonare del tutto il lavoro e ti chiedi se, nonostante ti sia stata accertata l’invalidità civile totale, tu possa comunque conservare il tuo diritto a lavorare. Intanto tieni conto del fatto che lo Stato per gli invalidi, le persone disabili e portatori di handicap prevede una serie di diritti e benefici economici. Vediamo poi se un disabile al 100% può lavorare.

Disabile al 100%: chi è?

Tutto quello che normalmente una persona riesce a fare tutti i giorni (camminare, muoversi, correre, pulire, lavarsi, ecc) un disabile lo fa con molta più fatica. Addirittura un invalido al 100 per cento non riesce proprio a farlo. Una persona totalmente invalida (al 100%) non riesce a svolgere le normali funzioni quotidiane, a causa di menomazioni fisiche, psichiche o sensoriali che causano un danno funzionale totale. Ha bisogno di un accompagnatore che lo assista in modo permanente. Ecco chi è il disabile al 100%.

Come viene riconosciuta la disabilità al 100%?

Per avere accesso a tutti i benefici, i diritti e le agevolazioni che lo Stato mette a disposizione per le persone disabili, si deve fare domanda di invalidità civile a causa della tua malattia invalidante. E lo si fa tramite Inps:

  • Andando dal proprio medico di base, che invierà il certificato medico introduttivo all’Inps per via telematica
  • Presentando all’Inps contestualmente domanda di riconoscimento invalidità, sempre tramite i servizi online (puoi farti aiutare da contact center o dal patronato)
  • Presentandoti, il giorno in cui verrai convocato, alla visita di accertamento effettuata da un’apposita commissione medica
  • Questa Commissione valuterà la tua domanda, la tua situazione e confermerà o meno l’invalidità, assegnandoti anche una percentuale (se hai tra i 18 e i 65 anni).

Invalido al 100%: quali diritti ha?

Hai seguito tutto l’iter ed effettivamente ti è stata certificata un’invalidità totale del 100 per cento. A questo punto, che diritti hai?

  • Innanzitutto sei esente dai ticket sanitari per le visite e le prestazioni specialistiche e diagnostiche e per l’acquisto di medicine
  • Puoi ottenere l’indennità di accompagnamento
  • Puoi ottenere molte agevolazioni fiscali per l’acquisto di attrezzature e veicoli speciali
  • Puoi ottenere su domanda la pensione di inabilità
  • Puoi iscriverti alle liste del collocamento mirato per le categorie protette

Disabili: hanno diritto di lavorare?

Proprio come tutti, anche le persone disabili e invalide hanno diritto di mantenere un posto di lavoro oppure di ottenerne uno. La legge [1] li tutela in questo, permettendo loro di iscriversi a delle speciali liste di collocamento mirato, presso i centri per l’impiego territoriali. La stessa legge che poi impone alle aziende di assumere obbligatoriamente una certa quota di persone disabili, a seconda della grandezza dell’azienda (in termini di dipendenti). Sono le quote di riserva per le assunzioni obbligatorie e chiedono:

  • Alle aziende dai 15 ai 35 dipendenti di assumere almeno una persona disabile
  • Alle aziende con un numero di dipendenti da 36 a 50 di assumere almeno due disabili
  • Alle aziende dai 50 dipendenti in su di assumere una quota del 7 per cento dei dipendenti totali.

Dal 1° gennaio tutti i datori devono rispettare questo obbligo, a prescindere dal fatto che abbiano o meno in programma un piano di assunzioni.

Un disabile al 100% può lavorare?

Abbiamo detto che quando vai dall’Inps a chiedere che ti venga riconosciuta l’invalidità civile, lo fai anche in vista dei diritti che la legge sull’inserimento lavorativo e il collocamento mirato ti riconosce. Appurato che ai disabili è dedicato l’iter del collocamento mirato, e viene quindi garantito il diritto di poter lavorare e poter essere assunti, che ne è degli invalidi civili totali? In sostanza, un disabile al 100% può lavorare?

Diciamo subito che il fatto di essere disabile totale al 100% non preclude affatto il diritto di poter lavorare. I vecchi parametri che consentono di certificare l’invalidità (con le relative percentuali) si basano sulla riduzione della capacità lavorativa. Ma tutto deve integrarsi con il diritto al lavoro per i disabili, garantito dalla legge sul collocamento mirato.

In pratica, l’accertamento della condizione di disabilità serve anche a facilitare l’inserimento della persona disabile nel mondo del lavoro. E anche il disabile al 100% può accedere all’iter che porta:

  • all’iscrizione alle liste speciali dei Centri per l’impiego per il collocamenti mirato,
  • alla valutazione della propria capacità lavorativa e,
  • quando questa valutazione risulti positiva e lascia alla persona margini di inserimento, alla possibilità di accedere all’inserimento lavorativo, tramite il collocamento mirato e l’inserimento in graduatoria.

In linea di principio quindi, un disabile al 100% può lavorare, se il risultato del colloquio volto a valutare la sua capacità di lavoro sia in qualche modo positiva. Non fatevi quindi confondere dall’espressione inabilità totale al lavoro, perché la possibilità di inserimento lavorativo non è affatto preclusa. A meno che, ovviamente, la commissione medica e il colloquio di valutazione non concludano che la persona è totalmente incapace di svolgere qualsiasi mansione lavorativa.

A scanso di equivoci, questo orientamento è stato anche espresso da una circolare del Ministero della sanità [2]. Secondo il ministero non è affatto detto che alle persone mutilate e invalide civili totalmente inabili, quindi affette dalle minorazioni più gravi, sia precluso lo svolgimento di attività lavorative. E così ha deciso anche il Ministero del lavoro che già molti anni fa in una circolare lo ha espresso nel modo più chiaro possibile: “anche i minorati ad altissima percentuale (fino al 100%) possono, se oculatamente utilizzati, svolgere determinate attività lavorative, e quindi essere dichiarati collocabili”. E il ministero va anche oltre, dichiarando che la concessione dell’indennità di accompagnamento è perfettamente compatibile con la prestazione lavorativa dei disabili al 100%. Una posizione che non lascia alcun dubbio.

Non è compatibile con il lavoro solo la pensione di inabilità che accerta in modo categorico l’impossibilità della persona di poter lavorare e svolgere qualsiasi mansione. È a tutti gli effetti una pensione assistenziale, che non contempla la possibilità di svolgere un qualsiasi lavoro.

note

[1] Legge n. 68 del 1999

[2] Ministero della sanità, circolare n. 3 dell’11 febbraio 1987

[3] Circolare ministero del lavoro prot. n. 6 13966/A del 28 ottobre 1969 (citata nella circolare del Ministero della sanità n. 3 dell’11 febbraio 1987)

Autore immagine: Pixabay 


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