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Cos’è l’avvocatura dello stato?

2 febbraio 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 2 febbraio 2018



Non esiste nel nostro ordinamento una sola tipologia di avvocato: oltre agli avvocati civilisti e penalisti ci sono anche gli avvocati dello stato. Di cosa si occupano?

L’esercizio della professione forense è una carriera molto ambita e prestigiosa, nonostante quanto si senta spesso dire circa i professionisti che operano in questo settore. La difesa dei cittadini, la rappresentanza in giudizio e la tutela dei diritti, siano essi di natura penale che civile, o amministrativa, sono gli obiettivi fondamentali che guidano – o perlomeno dovrebbero guidare – chiunque scelga di dedicarsi allo svolgimento della professione forense. Ci sono però differenti tipi di avvocati, e spesso nel linguaggio comune si tende a confondere le categorie, non solo dal punto di vista della materia ma anche per quanto riguarda le funzioni e i ruoli che gli avvocati possono essere chiamati a rivestire. Per chiunque non abbia svolto studi giuridici, obiettivamente, può creare confusione la quantità di diverse categorie, e in particolare c’è una categoria di avvocati che è meno conosciuta di quanto si creda: gli avvocati dello stato. In cosa si differenziano dagli altri avvocati? Cosa fa un avvocato dello Stato, e cos’è quindi l’avvocatura dello stato?

Avvocatura dello stato: cos’è

L’avvocatura dello stato ha la funzione di rappresentare il nostro stato in giudizio. Quando si pensa ad un procedimento giudiziario, in genere, si tende a immaginare nella maggior parte dei casi un giudizio civile, nel quale le parti siano due soggetti privati che devono risolvere una questione che li riguarda personalmente e in maniera diretta (da problemi di coondominio a questioni contrattuali, passando per casi di responsabilità civile e risarcimento del danno), oppure ad un processo penale, volto ad accertare la commisione di un reato. Ci sono però anche dei procedimenti nei quali una delle parti è lo stato italiano, che in quanto soggetto giuridico è titolare di posizioni soggettive che necessitano di essere tutelate. È evidente che, in quanto stato, la sua tutela e la conseguente rappresentanza in giudizio deve essere garantita con continuità, e non essere lasciata al caso. Per rappresentare quindi lo stato in giudizio esiste l’avvocatura dello stato, che è formata da avvocati e giuristi specializzati che difendono e tutelano gli interessi patrimoniali e non patrimoniali dello stato. Quando ci si riferisce al termine stato, bisogna considerare che al suo interno sono ricompresi tutti i poteri dello stato che, dal punto di vista sostanziale, svolgano attività amministrativa: l’avvocatura dello stato quindi difende in giudizio tutte le articolazioni dello stato. Oltre a svolgere un’attività di tipo contenzioso, e quindi in giudizio, l’avvocatura dello stato è chiamata anche ad offrire la propria consulenza alle amminsitrazioni statali (attività di tipo consultivo).

Avvocatura dello stato e concorso pubblico

La terminologia di avvocato con la quale si fa riferimento agli avvocati dello stato non deve trarre in inganno. Gli avvocati dello stato, infatti, per assumere le funzioni ed entrare a far parte dell’avvocatura dello stato non devono superare l’esame di abilitazione alla professione di avvocato. L’esame di abilitazione infatti consente l’esercizio della libera professione forense ma non la rappresentanza e difesa in giudizio dello stato. Per diventare avvocato dello stato, invece, è necessario superare un concorso pubblico, per titoli ed esami, il cui bando viene pubblicato sulla gazzetta ufficiale, IV serie speciale concorsi.

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Autore immagine: Pixabay.

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