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Lo sai che? Si può affittare la sala d’attesa nei giorni di chiusura del poliambulatorio?

Lo sai che? Pubblicato il 3 febbraio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 3 febbraio 2018

Sono amministratore di una srl che gestisce un poliambulatorio specialistico nella mia provincia. L’attività, esercitata all’interno di un solo immobile, è regolarmente autorizzata dalla ASP competente. Posso adibire la sala d’attesa nei giorni di chiusura del poliambulatorio a piccola sala conferenze?

Il poliambulatorio è un insieme di locali in cui vengono erogate delle prestazioni sanitarie riferibili a diverse branche specialistiche della medicina. Tali spazi devono essere privi di barriere architettoniche e disporre di:

  • – Sala d’attesa e accettazione di misura non inferiore a 16 mq; se il poliambulatorio svolge contemporaneamente più prestazioni, la sala d’attesa deve essere aumentata di 4 mq per ogni ulteriore attività specialistica.
  • – Locale di visita o prestazione medica di misura non inferiore a 12 mq dotato si spazio appartato per consentire al paziente di spogliarsi nel rispetto della privacy;
  • – Deposito di materiale pulito;
  • – Deposito di materiale sporco;
  • – Deposito di attrezzatura medico-sanitaria;
  • – Servizi igienico per i pazienti, accessibile anche ai diversamente abili;
  • – Servizi igienici per il personale;
  • – Carrello per le emergenze.

In merito ai requisiti antincendio, ai sensi del DPR 1/8/2011, n. 151, “Gli enti ed i privati responsabili delle attività di cui all’Allegato I, categorie B e C, sono tenuti a richiedere, con apposita istanza, al Comando l’esame dei progetti di nuovi impianti o costruzioni nonché dei progetti di modifiche da apportare a quelli esistenti, che comportino un aggravio delle preesistenti condizioni di sicurezza antincendio.

I progetti di cui al comma 1 sono corredati dalla documentazione prevista dal decreto di cui al comma 7 dell’articolo 2.  

Il Comando esamina i progetti ed entro trenta giorni può richiedere documentazione integrativa. Il Comando si pronuncia sulla conformità degli stessi alla normativa ed ai criteri tecnici di prevenzione incendi entro sessanta giorni dalla data di presentazione della documentazione completa.” In altre parole, le strutture sanitarie che erogano prestazioni in regime di ricovero ospedaliero e/o residenziale a ciclo continuativo e/o diurno, case di riposo per anziani con oltre 25 posti letto e le strutture sanitarie che erogano prestazioni di assistenza specialistica in regime ambulatoriale, ivi comprese quelle riabilitative, di diagnostica strumentale e di laboratorio, di superficie complessiva superiore a 500 m2, devono richiedere al Comando dei Vigili del Fuoco della città in cui si trovano di esaminare il piano di sicurezza e antincendio, realizzato dal progettista, per verificarne la correttezza.

Di seguito il decreto del Presidente della Repubblica, 14 gennaio 1997, che disciplina la materia a livello nazionale e riguarda l’Approvazione dell’atto di indirizzo e coordinamento alle regioni e alle province autonome di Trento e di Bolzano, in materia di requisiti strutturali, tecnologici ed organizzativi minimi per l’esercizio delle attività sanitarie da parte delle strutture pubbliche e private.

Requisiti minimi strutturali, tecnologici e organizzativi specifici per le strutture che erogano prestazioni di assistenza specialistica in regime ambulatoriale

Assistenza specialistica ambulatoriale

Per ambulatorio di assistenza specialistica si deve intendere la struttura o luogo fisico, intra od extraospedaliero, preposto alla erogazione di prestazioni sanitarie di prevenzione, diagnosi, terapia e riabilitazione, nelle situazioni che non richiedono ricovero neanche a ciclo diurno.

Requisiti minimi strutturali

I locali e gli spazi devono essere correlati alla tipologia e al volume delle prestazioni erogate.

La dotazione minima di ambienti per l’attività ambulatoriale è la seguente:

  • – sala per l’esecuzione delle prestazioni, che garantisca il rispetto della privacy dell’utente, in particolare con area separata per spogliarsi;
  • – spazi per attesa, accettazione, attività amministrative;
  • – servizi igienici distinti per utenti e personale;
  • – spazio/locali per deposito di materiale pulito;
  • – spazio/locali per deposito di materiale sporco;
  • – spazi o armadi per deposito materiale d’uso, attrezzature, strumentazioni.

Requisiti minimi impiantistici

La dotazione minima impiantistica prevista deve essere:

  • – in tutti i locali devono essere di regola assicurate l’illuminazione e la ventilazione naturali;
  • – impianto telefonico per utenti.
  • Requisiti minimi tecnologici

Il locale ambulatorio deve disporre di attrezzature e presìdi medico-chirurgici in relazione alla specificità dell’attività svolta.

Inoltre, deve essere prevista la seguente dotazione minima tecnologica:

– carrello per la gestione dell’emergenza.

Requisiti minimi organizzativi

Ogni struttura erogante prestazioni ambulatoriali deve possedere i seguenti requisiti organizzativi:

  • – durante lo svolgimento dell’attività ambulatoriale deve essere prevista la presenza di almeno un medico, indicato quale responsabile delle attività cliniche svolte nell’ambulatorio;
  • – personale in numero proporzionale agli accessi ambulatoriali e alla tipologia dell’attività svolta;
  • – tutti i materiali, farmaci, confezioni soggetti a scadenza, devono portare in evidenza la data della scadenza stessa;
  • – le prestazioni effettuate devono essere registrate e corredate dalle generalità riferite dall’utente; le registrazioni e le copie dei referti vanno conservate secondo le modalità e i tempi sanciti dalla normativa vigente.

Servizi di medicina di laboratorio

L’attività di medicina di laboratorio fornisce informazioni ottenute con metodi chimici, fisici o biologici su tessuti o liquidi di origine umana o su materiali connessi alla patologia umana, ai fini della prevenzione, della diagnosi, del monitoraggio della terapia e del decorso della malattia e ai fini della ricerca.

La tipologia di prestazioni eseguite nei diversi laboratori e la dotazione strumentale hanno un diverso grado di complessità commisurato alla realtà sanitaria ed alla tipologia dei quesiti diagnostici posti al laboratorio.

1- Laboratori generali di base: sono laboratori ad organizzazione semplice e unitaria che possono svolgere indagini nell’ambito della biochimica clinica e tossicologica, dell’ematologia ed emocoagulazione, dell’immunoematologia, della microbiologia.

2- Laboratori specializzati: esplicano indagini diagnostiche monospecialistiche ad elevato livello tecnologico e professionale nell’ambito della biochimica clinica e tossicologica, dell’ematologia ed emocoagulazione, dell’immunoematologia, della microbiologia, della virologia, della citoistopatologia, della biologia molecolare e della genetica.

3- Laboratori generali di base con settori specializzati: sono laboratori ad organizzazione complessa che, per carico di lavoro, per varietà di tipologia analitica e complessità dei quesiti diagnostici posti, necessitano di una articolazione in unità operative o moduli specializzati e della disponibilità di tecnologie di livello superiore e di competenze professionali particolari. Tali laboratori possono svolgere indagini diagnostiche nell’ambito degli specifici settori di cui ai punti 1 e 2.

Requisiti minimi strutturali e tecnologici

I locali e gli spazi devono essere correlati alla tipologia e al volume delle attività erogate.

La dotazione minima di ambienti per l’attività di medicina di laboratorio è la seguente:

  • – area di attesa dotata di servizi igienici dedicati all’utenza ambulatoriale e di un adeguato numero di posti a sedere rispetto ai picchi di frequenza degli accessi;
  • – locale per il prelievo, che consenta il rispetto della privacy dell’utente;
  • – almeno un locale per l’esecuzione delle analisi, nonché almeno un locale per ogni settore specializzato;
  • – servizi igienici distinti per il personale;
  • – locale per le attività amministrative e di archivio;
  • – locale per il trattamento del materiale d’uso.

Requisiti minimi organizzativi

Il personale sanitario laureato e/o tecnico deve essere adeguato alla tipologia e al volume delle prestazioni erogate.

È presente un documento che descriva tutti i servizi/prestazioni offerti dal laboratorio ed in cui sono esplicitati gli esami che vengono eseguiti direttamente – con quali procedure ed attrezzature – e quelli che vengono inviati ad altre strutture.

Devono esistere documenti di servizio (regolamenti interni o linee guida) per lo svolgimento delle principali attività di gestione, concordati con i servizi competenti.

In particolare:

  • – riconoscimento degli utenti;
  • – identificazione dei campioni;
  • – trasferimento del materiale biologico dalle zone di prelievo al laboratorio;
  • – processi di sanificazione (pulizia ambiente, procedure di disinfezione e di sterilizzazione, decontaminazione, ecc.);
  • – smaltimento dei rifiuti.

Reagenti, materiale di controllo, materiale di calibrazione devono presentare etichette che ne indichino: identità, titolo o concentrazione, condizioni di conservazione raccomandate, data di preparazione e di scadenza, ogni altra informazione necessaria per l’uso corretto. Nessun materiale deve essere utilizzato oltre la data di scadenza.

Deve esistere un sistema di archiviazione che deve contenere almeno:

  • – i risultati degli esami sugli utenti (conservati per almeno un anno);
  • – i risultati dei controlli di qualità interno conservati per almeno un anno e quelli esterni per almeno tre anni.

Deve esistere un manuale delle procedure diagnostiche, contenente per ogni esame almeno:

  • – preparazione dell’utente agli esami;
  • – modalità di raccolta, trasporto e conservazione del campione;
  • – caratteristiche e descrizione del metodo analitico impiegato;
  • – modalità di compilazione, trasmissione e consegna dei referti.

Valutazione e miglioramento della qualità

Il laboratorio deve svolgere programmi di Controllo Interno di Qualità e partecipare a programmi di Valutazione Esterna di Qualità promossi dalle Regioni, o, in assenza di questi, a programmi validati a livello nazionale o internazionale.

Presso ogni laboratorio:

  • – deve esistere uno opuscolo informativo sul Servizio per gli utenti, che deve contenere almeno le modalità di accesso;
  • – deve poter essere possibile il ritiro dei referti in tutti i giorni feriali e in almeno alcuni pomeriggi della settimana.
  • Attività di diagnostica per immagini

Le strutture di diagnostica per immagini svolgono indagini strumentali ai fini diagnostici e/o di indirizzo terapeutico, utilizzando sorgenti esterne di radiazioni ionizzanti e altre tecniche di formazione dell’immagine.

Le attività di diagnostica per immagini sono assicurate sia dalle strutture pubbliche e private, di ricovero e cura a ciclo continuativo e/o diurno sia da strutture extraospedaliere pubbliche e private.

Poiché le strutture di ricovero e cura, come sopra identificate, assicurano lo svolgimento di attività in regime di elezione programmata oppure in regime di emergenza-urgenza, i relativi requisiti minimi strutturali, tecnologici e organizzativi devono rispondere alle funzioni proprie di tali strutture.

Requisiti minimi strutturali

I locali e gli spazi devono essere correlati alla tipologia e al volume delle attività erogate.

La dotazione minima di ambienti per l’attività di diagnostica per immagini è la seguente:

  • – area di attesa dotata di un adeguato numero di posti a sedere rispetto ai picchi di frequenza degli accessi;
  • – spazi adeguati per accettazione, attività amministrative ed archivio;
  • – servizi igienici distinti per gli operatori e per gli utenti;
  • – una sala di radiodiagnostica con annessi spazi/spogliatoi per gli utenti;
  • – un locale per l’esecuzione degli esami ecografici, qualora previsti;
  • – un locale per la conservazione ed il trattamento del materiale sensibile;
  • – un locale per la refertazione;
  • – un’area tecnica, di stretta pertinenza degli operatori medici e tecnici;
  • – locale/spazio per deposito materiale pulito;
  • – locale/spazio per deposito materiale sporco;
  • – spazio armadi per deposito materiale d’uso, attrezzature, strumentazioni.

Le strutture che erogano prestazioni di diagnostica monospecialistica o di diagnostica plurispecialistica, devono possedere requisiti strutturali adeguati alla complessità delle prestazioni erogate.

Requisiti minimi tecnologici

La dotazione strumentale minima delle strutture di radiologia diagnostica che utilizzano radiazioni ionizzanti prevede:

  • – generatore A.T. trifase di potenza non inferiore a 30 KW e tavolo di comando;
  • – tavolo ribaltabile, preferibilmente telecomandato, con serigrafo, Potter Bucky, intensificatore di brillanza;
  • – tubo radiogeno a doppio fuoco anodo rotante;
  • – dotazione minima di primo soccorso;
  • – apparecchio radiologico portatile nelle strutture di ricovero.

Le strutture che erogano prestazioni di diagnostica monospecialistica o di diagnostica plurispecialistica devono possedere requisiti tecnologici adeguati alla complessità delle prestazioni erogate.

Requisiti minimi organizzativi

Ogni struttura erogante prestazioni di diagnostica per immagini deve possedere i seguenti requisiti organizzativi:

  • – il personale sanitario laureato e/o tecnico deve essere adeguato alla tipologia e al volume delle prestazioni erogate;
  • – attivazione di un sistema di controllo di qualità;
  • – presso ogni struttura di diagnostica per immagini è previsto l’obbligo di comunicare all’utente, al momento della prenotazione dell’indagine diagnostica, i tempi di consegna dei referti.

Presìdi ambulatoriali di recupero e rieducazione funzionale

Le attività di Recupero e Rieducazione funzionale sono finalizzate a consentire il massimo recupero possibile delle funzioni lese in seguito ad eventi patogeni o lesionali, prevenendo le menomazioni secondarie e curando la disabilità, per contenere o evitare l’handicap e consentire alla persona disabile la migliore qualità di vita e l’inserimento psico sociale, attraverso un processo che rispetta tutti i passaggi/interventi necessari per un compiuto intervento sanitario e per il successivo passaggio alla fase sociale della riabilitazione.

Requisiti minimi strutturali

La struttura garantisce sempre la completa fruibilità degli spazi da parte di tutti i possibili utenti affetti dalle diverse tipologie di disabilità; è indispensabile la completa assenza di barriere architettoniche che limitino l’accesso o gli spostamenti dentro la struttura e l’utilizzo sicuro dei vari spazi e servizi.

Deve essere garantita la privacy degli utenti.

Le strutture devono essere dotate di ambienti specifici con dimensioni, arredi ed attrezzature adeguati allo svolgimento delle attività coerenti con i programmi e gli obiettivi propri della struttura.

In particolare:

  • – aree attrezzate per attività di gruppo (palestre), per attività statiche e dinamiche;
  • – aree attrezzate per attività individuali (motorie, respiratorie, neuropsicologiche, ecc.);
  • – box (o stanze di dimensioni contenute) per attività di massoterapia, terapia fisica e strumentale e manipolazioni articolari;
  • – area attrezzata per il trattamento, qualora previsto dei disturbi comunicativi/integrativi;
  • – ambulatori medici per visite specialistiche e valutazioni diagnostico-prognostiche cliniche attinenti alle patologie trattate;
  • – servizi igienici per disabili;
  • – servizi igienici e spogliatoi per gli operatori;
  • – spogliatoi per i pazienti;
  • – spazi per attesa, attività di segreteria ed archivio, adeguati alle patologie e al volume di attività previste.

Requisiti minimi tecnologici

La dotazione strumentale deve essere correlata quantitativamente e qualitativamente ai bisogni dell’utenza ed alle diverse tipologie di attività assicurandone uno svolgimento sicuro, efficace ed efficiente.

In funzione degli obiettivi della struttura e della tipologia dell’utenza devono essere presenti:

  • – attrezzature e dispositivi per la valutazione delle varie menomazioni e disabilità di pertinenza riabilitativa;
  • – presìdi necessari e risorse tecnologiche atti allo svolgimento di prestazioni da parte dei medici specialisti e degli altri operatori professionali della riabilitazione;
  • – attrezzature e presìdi per realizzare le varie tipologie di esercizio terapeutico e di rieducazione funzionale negli ambienti dedicati, per attività individuali e/o di gruppo;
  • – attrezzature elettromedicali per la terapia fisica e strumentale di supporto e complemento all’esercizio terapeutico;
  • – attrezzatura essenziale per il pronto soccorso e per la rianimazione cardiopolmonare.

Requisiti minimi organizzativi

  • – Le attività di recupero e rieducazione funzionale sono caratterizzate da modalità di lavoro di gruppo;
  • – si deve garantire la globale presa in carico per tutto l’iter terapeutico previsto; la dotazione organica del personale è rapportata alla tipologia della struttura ed al volume delle prestazioni rese.

Centri ambulatoriali di riabilitazione

Le prestazioni ambulatoriali erogate dai centri di riabilitazione si differenziano dalle attività ambulatoriali specialistiche di recupero e rieducazione funzionale per la globalità del trattamento sull’handicap, che richiede un contestuale apporto multidisciplinare medico-psicologico-pedagogico.

Requisiti minimi strutturali, tecnologici e organizzativi

Oltre ai requisiti organizzativi strutturali e tecnologici generali, i Centri devono possedere, in relazione alla specificità del trattamento riabilitativo, i seguenti requisiti organizzativi minimi:

  • – esistenza di équipe pluridisciplinare composta da personale medico specialista, da personale dell’area psicologica e pedagogica, tecnici della riabilitazione, educatori e personale di assistenza sociale;
  • – per ogni singolo paziente deve essere redatto un Progetto Riabilitativo, con monitoraggio dell’evoluzione e delle modificazioni della disabilità, da parte dell’équipe multiprofessionale comprendente uno o più programmi terapeutici;
  • – devono essere garantiti una adeguata informazione e l’accesso familiare alla struttura nonché specifico addestramento prima del rientro del paziente al proprio ambiente di vita;
  • – le prestazioni ambulatoriali sono erogate in forma individuale o a piccoli gruppi anche a domicilio e in sede extramurale;
  • – i centri ambulatoriali funzionano per 7/8 ore giornaliere e per 5 giorni alla settimana.

Alla luce di quanto detto e a parere dello scrivente,per sapere se la struttura rispetta i requisiti antincendio è necessario presentare il piano di sicurezza, redatto dal progettista, al Comando dei Vigili del Fuoco di zona per la verifica.

Se non si dispone di un piano di sicurezza è necessario dare incarico ad un ingegnere esperto in materia per la redazione.

La sala d’attesa dell’ambulatorio può essere affittata a terzi, nei giorni di chiusura, solo dietro regolare contratto e solamente dopo la verifica dei Vigili del Fuoco.

La normativa più completa in materia è il decreto del Presidente della Repubblica, 14 gennaio 1997.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Rossella Blaiotta


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