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Gang stalking e mobbing sul lavoro: come denunciare

3 febbraio 2018


Gang stalking e mobbing sul lavoro: come denunciare

> Diritto e Fisco Pubblicato il 3 febbraio 2018



Sono vittima di abusi psicologici, di gang stalking controllo mentale, cominciato anni fa da mobbing su lavoro. Vorrei denunciare ma non so come, perché temo di non saperlo dimostrare,soprattutto da solo. Cosa devo fare? Penso che peraltro mi stiano anche truffando coinvolgendomi in alcuni finanziamenti.

La prima cosa che il lettore deve fare è quella di trovare elementi certi dello stalking: telefonate, pneumatici forati, lettere minatorie, scritte sui muri, e-mail, messaggi, ecc. Deve raccogliere il maggior numero possibile di prove, avvalendosi di registrazioni, videoriprese e fotografie. Esistono numerosi software che consentono di registrare le chiamate ricevute sul proprio cellulare: Whooming, ad esempio, fornisce un servizio a pagamento che registra la voce dell’interlocutore; Call Recorder svolge la stessa funzione, permettendo di registrare fino adun minuto di conversazione. Se le telefonate sono anonime e non è possibile ricondurle ad alcuno, molte compagnie telefoniche, dietro pagamento, consentono di accedere ai tabulati. Quest’operazione può essere compiuta anche dalle forze dell’ordine, una volta sporta querela per atti persecutori (art. 612-bis cod. pen.) oppure per molestie telefoniche (art. 660 cod. pen.). Se il lettore ha familiari o amici, è consigliabile accompagnarsi spesso a queste persone, in modo da avere anche dei testimoni.

Se questi ritiene di subire dei raggiri economici, potrebbe sussistere il reato di truffa (art. 640 cod. pen.), ma soltanto se è stato ingannato con artifici. In ogni caso, il lettore deve controllare i suoi conti e denunciare immediatamente se qualcuno ha prelevato danaro al suo posto.

Se il lettore ritiene che qualcuno stia parlando male di lui in sua assenza, denigrandolo o mettendolo in cattiva luce, può  sporgere denuncia per diffamazione (art. 595 cod. pen.); se lo accusano falsamente di un reato, si trattadi calunnia (art. 368 cod. pen.). Se ha le prove di essere spiato in casa, il lettore può denunciare il fatto in quanto si integra il reato di interferenze illecite nella vita privata (art. 615-bis cod. pen.).

Il consiglio è di non prendere per oro colato tutto ciò che legge in internet a proposito dello stalkingorganizzato: molti siti tendono ad esagerare e ad avallare teorie complottistiche senza valide ragioni.

Nel quesito il lettore ha parlato di mobbing: in effetti, il gang stalkingpresenta molte somiglianze con il mobbing, rappresentandone una pericolosa estremizzazione. Dal mobbing ci si può difendere sia civilmente che penalmente: nel primo caso, è necessario che il rapporto di lavoro sia ancora in essere, oppure sia cessato acausa della condotta illecita. In queste circostanze, si può ricorrere al giudice per ottenere l’eventualereintegra nelle proprie mansioni, oltre al risarcimento del danno patrimoniale e morale. Sul versante dellatutela penale, invece, il mobbing può configurare il reato di diffamazione (come già ricordato) quando lede il decoro e la reputazione della persona, oppure quello di violenza privata (art. 610 cod. pen.), quando la vittima è costretta a tollerare o a fare qualcosa costrettovi dalla violenza o dalla minaccia altrui.

Nel caso che il lettore descrive, il reato che sembra configurarsi è quello di atti persecutori (o stalking: art. 612-bis cod. pen.). Il reato di plagio, invece, non esiste più: l’art. 603 del codice penale che lo prevedeva è statodichiarato incostituzionale nel 1981. Il consiglio che si offre al lettore è quello di sporgere denuncia, anche se questi non è inpossesso di tutti gli elementi di cui si è parlato sopra. Se gli atti persecutori sono posti in essere dai suoicolleghi (o ex colleghi) di lavoro, sarebbe opportuno dimostrare la continuità degli atteggiamenti vessatori nei suoi riguardi. Prima di recarsi dalle autorità, il lettore è bene che prepari una bozza di denuncia descrivendo gli eventi che intende segnalare alla giustizia. Mettere per iscritto gli avvenimenti è utile perillustrare gli episodi in modo semplice e chiaro, sia per sé che per chi poi leggerà la denuncia. Questa potrà essere consegnata alle autorità locali (carabinieri, polizia) ma anche essere depositata direttamente presso la Procura della Repubblica competente.

Attesa la delicatezza della materia, si consiglia comunque al lettore di farsi assistere da un legale, di modo che l’atto possa essere preciso e puntuale e possa indicare solamente le fattispecie che costituiscono reato.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Mariano Acquaviva

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