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Lavoro in Croce Rossa: requisiti per la Legge Madia

3 febbraio 2018


Lavoro in Croce Rossa: requisiti per la Legge Madia

> Diritto e Fisco Pubblicato il 3 febbraio 2018



Ho lavorato ininterrottamente da ottobre 2006 ad ottobre 2014 nella Croce Rossa come autista soccorritore prima che venisse privatizzata, poi nella Croce Rossa privatizzata sempre con la stessa mansione e dallo scorso anno ho un contratto a tempo determinato che scade tra un mese. Ho i requisiti per rientrare nella Legge Madia sulla stabilizzazione dei precari?

Il 22 giugno è entrato in vigore il decreto di riforma del lavoro pubblico, D.lgs. 25 maggio 2017, n. 75, che nel quadro della più ampia delega in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche (L. n. 124/2015) punta all’obiettivo di ridurre il precariato nella Pubblica Amministrazione.

A tal fine il legislatore ha tracciato due percorsi principali: stabilizzazione di dipendenti in possesso di almeno tre anni di anzianità di servizio, anche non continuativi negli ultimi otto, e procedure concorsuali riservate, in misura non superiore al cinquanta per cento dei posti disponibili, ai precari della PA.

In particolare, l’art. 20, co. 1, del decreto legislativo, rubricato “Superamento del precariato nelle pubbliche amministrazioni“, consente alle pubbliche amministrazioni di assumere a tempo indeterminato personale non dirigenziale che possegga tutti i seguenti requisiti:

a) risulti in servizio successivamente alla data di entrata in vigore della legge delega n. 124 del 2015 – ovvero al 28.08.2015 – con contratti a tempo determinato presso l’amministrazione che procede all’assunzione;

b) sia stato reclutato a tempo determinato, in relazione alle medesime attività svolte, con procedure concorsuali anche espletate presso amministrazioni pubbliche diverse da quella che procede all’assunzione;

c) al 31 dicembre 2017 abbia maturato alle dipendenze dell’amministrazione che procede all’assunzione almeno tre anni di servizio, anche non continuativi, negli ultimi otto anni.

Questa prima procedura non prevede alcun tipo di selezione.

Nel caso di specie, dalla prospettazione dei fatti svolta dal lettore, si ritiene che sia in possesso del primo e del terzo requisito richiesti dalla legge, mentre non specifica se “sia stato reclutato a tempo determinato, in relazione alle medesime attività svolte, con procedure concorsuali anche espletate presso amministrazioni pubbliche diverse da quella che procede all’assunzione”: in altre parole, non si comprende se presso Croce Gialla, Croce Rossa o l’Azienda Ospedaliera il lettore sia stato assunto a tempo determinato a seguito di concorso.

Se così fosse, è da ritenere che quest’ultimo rientri nelle previsioni della Legge Madia, dunque abbia diritto in caso di assunzioni a tempo indeterminato da parte dell’Azienda Ospedaliera, alla conversione del suo attuale contratto di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato, senza che sia necessario il superamento di alcun concorso.

Qualora, invece, non fosse in possesso contemporaneamente dei tre requisiti sopra indicati, dovrà considerarsi il comma 2 dell’art. 20 del D.Lgs. 75/2017, ai sensi del quale le amministrazioni potranno bandire procedure concorsuali riservate, in misura non superiore al cinquanta per cento dei posti disponibili, al personale non dirigenziale che possegga tutti i seguenti requisiti:

a) risulti titolare, successivamente alla successivamente al 28.08.2015, di un contratto di lavoro flessibile presso l’amministrazione che bandisce il concorso;

b) abbia maturato, alla data del 31 dicembre 2017, almeno tre anni di contratto, anche non continuativi, negli ultimi otto anni, presso l’amministrazione che bandisce il concorso.

In tal caso il lettore è certamente in possesso di entrambe i requisiti richiesti, dunque qualora l’Azienda Ospedaliera bandisse un concorso per assumere personale a tempo indeterminato, questi avrà diritto di partecipare e di vedersi riservare – in caso di esito positivo del concorso – un posto con precedenza rispetto agli altri concorrenti.

Si tenga tuttavia presente che le misure sperimentali introdotte dal D.Lgs. 75/2017 non sanciscono un diritto alla stabilizzazione, posto che l’effettiva immissione nei ruoli dell’Amministrazione potrà esser disposta, nel triennio 2018-2020, sempre in conformità al piano triennale dei fabbisogni ed entro i vincoli di finanza pubblica.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Valentina Azzini


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