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Lo sai che? Droni: quando c’è violazione della privacy?

Lo sai che? Pubblicato il 1 febbraio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 1 febbraio 2018

In quali spazi si può far volare un drone e quando il suo impiego può essere vietato per tutelare la privacy.

Se, affacciandoti dal terrazzo, dovessi scoprire d’un tratto che proprio sopra la tua testa c’è un drone che ti sta riprendendo ed è telecomandato dal figlio del vicino di casa del piano superiore, che faresti? Proveresti a spiegargli che, oltre ad essere pericoloso per la tua e l’altrui incolumità, è anche una grave violazione della privacy? Oppure passeresti direttamente alle maniere forti e lo denunceresti? Non è un fatto immaginario. Come riferisce IlSole24Ore di oggi, il 27 gennaio scorso è stato avvistato, in un quartiere di Napoli popolatissimo e residenziale, un drone sorvolare un palazzo ed abbassarsi ad altezza balcone. Immediata la reazione dei condomini che, sulla bacheca dell’androne hanno subito affisso un avviso: «È severamente vietato l’utilizzo di droni nello spazio circostante al condominio così come è vietata severamente la ripresa fotografica e le videoregistrazioni». La cosa fa riflettere ancora una volta sul fatto come la tecnologica va più veloce della coscienza sociale e della maturità delle persone. Il progresso ci consegna oggetti che possono danneggiare gli altri e li mette nelle mani non solo degli imprudenti ma anche degli ignoranti. Chi prende un telecomando per guidare un drone dovrebbe innanzitutto chiedersi: quando c’è violazione di privacy? A tanto cercheremo di dare una risposta quanto più semplice possibile – nonostante la complessità e il tecnicismo della materia – nel corso di questo articolo dedicato a questo nuovo “gingillo” destinato a ragazzi e adulti.

Fino a ieri, i rischi per la privacy provenivano da terra: dal cannocchiale del vicino curioso, dalla videosorveglianza condominiale o sul luogo di lavoro, dal fotografo di strada, dalle riprese degli smartphone, dalla telecamera fissata sopra la porta del dirimpettaio, dall’autovelox o dal paparazzo appostato sul ramo di un albero. Oggi il nemico della privacy proviene dall’alto. I droni, usati per svago, per scopi fotografici o per lavoro, sono in forte crescita, il che aprirà una serie di questioni in merito al loro legittimo utilizzo. Per avere un drone, di quelli che puoi acquistare anche nei negozi di giocattoli o di oggetti tecnologici, non c’è bisogno di una “patente”, eppure ci sarebbe bisogno di conoscere le numerose norme che regolano tale utilizzo. A partire dallo stesso manuale operativo che deve indicare chiaramente i limiti legali. In particolare, la prima domanda che ci si deve porre quando si parla di droni è: quando c’è violazione della privacy?

A chiarire le implicazioni tra droni e tutela della riservatezza dei cittadini è stato innanzitutto il Garante della privacy che, sul punto, ha prodotto un’iconografia per spiegare quando può essere usato un drone e in quali ipotesi il suo impiego non costituisce una lesione per la privacy delle persone. Alle istruzioni del Garante si sono poi aggiunte quelle dell’Enac (l’Ente nazionale per l’aviazione civile). Le regole vengono distinte a seconda del tipo di drone. Ce ne sono di due tipi:

  • Aeromobili a Pilotaggio Remoto (APR) utilizzati per fini ricreativi e sportivi
  • Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto (SAPR) utilizzati per scopi lavorativi e di sicurezza che necessitano di apposito brevetto.

Leggi sul punto Droni: regole sulla sicurezza e sulla privacy.

Droni: quali regole seguire

Quando usiamo un drone dobbiamo rispettare due tipi di regole

  • regole sulla sicurezza.
  • regole sulla privacy.

Le prime sono volte ad evitare che eventuali guasti e cadute repentine dell’oggetto volante possano ferire i passanti. Le norme sono poste dall’Enac.

Le seconde invece solo dirette a tutelare la riservatezza contro l’utilizzo illegittimo delle foto e delle videoriprese che un drone potrebbe fare. Le norme in questo caso sono stabilite dalla legge e chiarite dal Garante della Privacy.

Analizzeremo qui di seguito entrambe le tipologie di regole.

Droni: regole sulla sicurezza

Drone per uso professionale (Sapr)

Per utilizzare un drone per motivi professionali (Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto o Sapr) è necessario presentare una Dichiarazione, oppure, per operazioni più complesse, bisogna ottenere un’autorizzazione specifica. Sono necessari, inoltre, l’attestato per il pilota, un’assicurazione e, in particolari spazi aerei, un nulla osta all’occupazione dello spazio aereo.

Drone per uso ricreativo (Apr)

I droni per uso ricreativo e fotografico (Aeromobili a Pilotaggio Remoto o Apr) non necessitano di alcun attestato, autorizzazione o corso. Li si può acquistare e utilizzare non appena acquistati. Esistono dei limiti, soprattutto fissati in base al peso del drone, volti a garantire la sicurezza delle persone sottostanti. Per essi vige, in generale, il divieto di sorvolo in agglomerati urbani, aree congestionate, assembramenti di persone e di infrastrutture sensibili. Anche se in molti lo fanno, è pertanto vietato usare un drone in una spiaggia, durante una festa o un ricevimento, ma anche nell’ambito dei condomini. Quindi, per tornare al caso napoletano, non si può lanciare un drone dal proprio terrazzo e fargli sorvolare i balconi degli altri condomini.

Droni: regole sulla privacy

Le regole sulla privacy vanno rispettate non solo per una questione di civiltà e rispetto, ma anche perché la loro violazione può comportare una denuncia e, quindi, un processo penale. L’interferenza nella vita privata altrui è un reato ed un drone è certamente in grado di realizzarla. Ecco perché bisogna sapere che:

  • non bisogna invadere spazi privati come cortili e giardini riservati;
  • non bisogna violare l’intimità delle persone;
  • non bisogna volare in aree popolate come strade pubbliche, condomini, parchi, spiagge;
  • non si possono pubblicare su internet o in qualsiasi altro spazio le immagini filmante da un drone se appaiono volti di persone a meno che questi non vengano oscurati o gli interessati abbiano fornito il consenso;
  • se nel filmato vengono riprese auto è necessario oscurare le targhe;
  • non si può usare un drone per registrare, a distanza, una conversazione tra altre persone a meno che il soggetto che registra non sia materialmente presente alla discussione (ma ciò col drone di solito non succede);
  • nell’occhio della della telecamera del drone non possono finire spazi privati altrui, come ad esempio il giardino de vicino benché scopo del drone sia riprendere altri spazi.

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1 Commento

  1. Nell’articolo ci sono errori :
    APR è una parte di SAPR (SAPR=APR+SPR; APR è la parte volante ed SPR è la Stazione di Pilotaggio Remoto, in genere il radiocomando).

    I mezzi volanti usati per volo esclusivamente ludico o sportivo sono classificati “AEROMODELLI”.
    I limiti e le condizioni per il volo di Aeromodelli sono completamente definiti nell’articolo 35 del Regolamento SAPR (nell’articolo sono invece state riportate erroneamente le limitazioni definite dall’articolo 9 e che riguardano invece i SAPR impiegati in missioni “non critiche”).

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