Pensione cumulo professionisti, quando viene pagata?

2 febbraio 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 2 febbraio 2018



Quando sono liquidate le pensioni dei professionisti in regime di cumulo dei contributi?

Nonostante il via libera al cumulo dei contributi sia arrivato non solo dall’Inps [1], ma dalla maggior parte delle casse dei liberi professionisti (Inarcassa, Enpam, Cipag…), le pensioni ancora non si vedono: le domande di pensione in cumulo inviate alle casse professionali risultano, ad oggi, sospese, mentre molte di quelle inviate all’Inps addirittura respinte. Per sapere che cosa sta succedendo, e quando viene pagata la pensione in cumulo dei professionisti, bisogna fare un passo indietro e comprendere come funziona il cumulo dei contributi per gli iscritti alle casse professionali, in base alle previsioni della legge ed alle specifiche indicazioni delle circolari e delle delibere.

Come funziona il cumulo per i professionisti

Innanzitutto dobbiamo ricordare che il cumulo consiste nella possibilità di sommare, gratuitamente, i contributi presenti in casse diverse, comprese quelle professionali, ai fini del diritto alla pensione, mentre ai fini della misura dell’assegno ciascuna cassa calcola la propria quota con le proprie regole.

Col cumulo è possibile ottenere la pensione di vecchiaia, quella anticipata ordinaria, la pensione d’inabilità ed ai superstiti.

Quando viene pagata la pensione di vecchiaia in cumulo

Poiché i requisiti previsti per la pensione di vecchiaia cambiano a seconda della gestione previdenziale, l’Inps ha chiarito che la quota di competenza di ciascuna gestione viene liquidata una volta perfezionati i requisiti di età previsti dalla cassa stessa, fermo restando che i requisiti contributivi si considerano maturati contando la contribuzione posseduta complessivamente, in tutti i fondi e le gestioni.

Se, ad esempio, un professionista ha almeno 20 anni di contributi, e compie 66 anni e 7 mesi nel 2018, ma la cassa di appartenenza richiede 68 anni per la pensione di vecchiaia, l’Inps liquida da subito la propria quota, mentre la cassa liquiderà la propria quota di competenza solo al compimento del requisito d’età.

Quando viene pagata la pensione anticipata in cumulo

La pensione anticipata in cumulo può essere liquidata se si raggiungono complessivamente, tra tutte le casse, almeno 42 anni e 10 mesi di contributi (41 anni e 10 mesi per le donne), a prescindere dal requisito di età. La possibilità di ottenere la pensione con una contribuzione più bassa, rispetto a quella utile per ottenere un autonomo trattamento, ha creato notevoli problemi di sostenibilità a quasi tutte le gestioni previdenziali dei liberi professionisti: sono allora state adottate delle delibere ad hoc, la maggior parte delle quali prevedono il ricalcolo contributivo della quota di pensione anticipata in cumulo maturata presso la cassa, salvo il perfezionamento dei requisiti per un’autonoma pensione presso la gestione stessa.

Queste delibere, ad oggi, stanno ancora aspettando l’ok dei ministeri vigilanti: ecco il motivo per cui le domande di pensione in cumulo sono sospese, alcune anche da parecchi mesi. Non si sa quando la situazione potrebbe sbloccarsi: potrebbero volerci poche settimane, o alcuni mesi, a seconda delle criticità emerse.

Domanda pensione in cumulo per i professionisti

Come precisato dall’Inps, i professionisti che intendono esercitare la facoltà di cumulo devono presentare la relativa domanda all’ente previdenziale di ultima iscrizione, in particolare alla forma assicurativa dove risulta accreditata l’ultima contribuzione a favore del lavoratore. Nel caso in cui l’interessato al cumulo risulti da ultimo iscritto a più forme assicurative, ha facoltà di scegliere quella alla quale inoltrare la domanda.

Nel caso di pensione di vecchiaia, se risultano perfezionati i requisiti per la pensione di vecchiaia ordinaria e non anche quelli previsti dall’ordinamento della cassa professionale, l’interessato deve presentare la domanda di pensione all’Inps che avrà cura di inoltrarla all’ente di ultima iscrizione per la relativa istruttoria.

Ai fini dell’accertamento della sussistenza del diritto alla prestazione richiesta, l’ente istruttore acquisisce dalle gestioni interessate al cumulo i dati relativi all’anzianità contributiva utile per il diritto, i periodi cui si riferiscono tali contributi e, in caso di pensione di vecchiaia in cumulo, anche la data del perfezionamento dei requisiti previsti dagli ordinamenti degli enti di previdenza privati coinvolti, se diversi da quelli stabiliti per la pensione di vecchiaia ordinaria presso le gestioni Inps.

L’ente che si occupa dell’istruttoria, accertata la sussistenza del diritto al trattamento pensionistico richiesto, acquisisce le quote di pensione di competenza delle forme interessate al cumulo.

Nel caso di liquidazione della pensione di vecchiaia in più quote, la cassa professionale, al successivo perfezionamento dei requisiti previsti dal rispettivo ordinamento, comunica all’Inps il relativo pro quota.

In base a quanto osservato, si intuisce che il rifiuto di numerose istanze da parte dell’Inps è comportata dal fatto che la domanda di pensione, in gran parte dei casi, deve essere presentata a una diversa gestione previdenziale.

Ad ogni modo, maggiori precisazioni e istruzioni più chiare saranno sicuramente rese note una volta ottenuto il via libera alle delibere delle varie casse professionali.

note

[1] Inps Circ. n. 140/2017.


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