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Lo sai che? Agevolazioni e contributi per assistenza familiari anziani e disabili

Lo sai che? Pubblicato il 1 marzo 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 1 marzo 2018

Quali sono i benefici e le agevolazioni per chi assiste un familiare bisognoso di cure?

I costi di una badante rappresentano una voce di spesa piuttosto importante, nelle famiglie italiane, ancora di più se il familiare assistito necessita di un’assistenza specifica e di particolari terapie. Esistono, però, agevolazioni e contributi per l’assistenza di familiari anziani e disabili, che alleggeriscono, seppure in piccola parte, il peso nel bilancio familiare dei costi per l’assistenza. Vediamo quali sono.

Detrazione delle spese di assistenza per i non autosufficienti

La detrazione delle spese di assistenza per i non autosufficienti consiste nella possibilità di detrarre i costi sostenuti per l’assistenza dalle imposte (sia da parte dell’interessato, che dei familiari che lo hanno a carico), sino a 2.100 euro l’anno, se il reddito non supera 40mila euro. La detrazione è pari al 19% dei costi e deve essere indicata nel modello 730 o Redditi.

La non autosufficienza non va confusa con l’handicap o con l’invalidità: è considerata non autosufficiente, infatti, una persona non in grado di compiere autonomamente gli atti quotidiani della vita o non in grado di camminare senza l’aiuto di un accompagnatore.

Inoltre, ai fini dell’agevolazione fiscale può essere considerata non autosufficiente anche una persona che necessita di sorveglianza continuativa; lo stato di non autosufficienza, per ottenere il beneficio fiscale, deve risultare da un’apposita certificazione medica.

L’agevolazione non compete per le spese di assistenza sostenute a beneficio di soggetti come, ad esempio, i bambini quando la non autosufficienza non si ricollega all’esistenza di patologie.

L’agevolazione spetta anche se le prestazioni di assistenza sono rese da:

  • una casa di cura o di riposo;
  • una cooperativa di servizi;
  • un’agenzia interinale.

La detrazione non spetta, invece, relativamente ai costi sostenuti per retribuire i lavoratori domestici (colf) che hanno un inquadramento contrattuale diverso dagli addetti all’assistenza personale (badanti).

Per fruire della detrazione, le spese devono risultare da specifici documenti. Può essere utile anche una ricevuta firmata, rilasciata da chi presta l’assistenza, purché il documento contenga:

  • gli estremi anagrafici;
  • il codice fiscale di chi effettua il pagamento;
  • il codice fiscale di chi che presta l’assistenza.

Se la spesa è sostenuta in favore di un familiare, nella ricevuta devono essere indicati anche gli estremi anagrafici e il codice fiscale di quest’ultimo. Inoltre, se le prestazioni di assistenza sono effettuate da:

  • una casa di cura o di riposo, devono essere certificati a parte i corrispettivi riferiti all’assistenza, rispetto a quelli riferibili ad altre prestazioni fornite dall’istituto;
  • una cooperativa di servizi, il documento deve specificare la natura del servizio reso;
  • un’agenzia interinale, la documentazione deve specificare la qualifica contrattuale del lavoratore.

Deduzione dei contributi colf e badanti

I contributi previdenziali versati all’Inps per la badante, così come quelli versati per la colf, sono  deducibili dal reddito. In particolare, è deducibile solo la quota rimasta a carico del datore di lavoro,  fino ad un importo massimo di 1.549,37 euro, al netto della quota contributiva a carico del collaboratore familiare. La deduzione è applicata ai contributi pagati nell’anno, senza tener conto della competenza (in quanto nel mese di gennaio si paga l’ultimo trimestre dell’anno precedente).

Deduzione delle spese mediche e di assistenza specifica

Chi assiste un familiare può anche usufruire della deduzione dal reddito delle spese mediche e di assistenza specifica, anche nel caso in cui il parente non risulti fiscalmente a suo carico. Possono infatti beneficiare della deduzione coloro che assistono [1]:

  • un disabile che abbia ottenuto il riconoscimento dell’handicap (anche non grave) dalla Commissione medica Legge 104 (gli invalidi di guerra ed equiparati si considerano portatori di handicap grave);
  • una persona dichiarata invalida da altre commissioni mediche pubbliche incaricate ai fini del riconoscimento dell’invalidità civile, di lavoro, di guerra; per gli invalidi civili, occorre accertare la grave e permanente invalidità o menomazione; tale tipologia di invalidità si considera comunque accertata se la riduzione della capacità lavorativa è pari al 100% o se è stata attribuita l’indennità di accompagnamento.

Le spese di assistenza specifica che possono essere dedotte dal reddito sono:

  • l’assistenza infermieristica e riabilitativa resa da personale paramedico in possesso di una qualifica professionale specialistica;
  • le prestazioni rese dal personale in possesso della qualifica professionale di addetto all’assistenza di base o di operatore tecnico assistenziale, se dedicato esclusivamente all’assistenza diretta della persona;
  • le prestazioni fornite dal personale di coordinamento delle attività assistenziali di nucleo, dal personale con la qualifica di educatore professionale, dal personale qualificato addetto ad attività di animazione e di terapia occupazionale.

Le spese mediche generiche e di assistenza specifica sono deducibili dal reddito complessivo senza limiti.

Se il disabile, però, è ricoverato in un istituto di assistenza e degenza, non si può dedurre l’intera retta pagata, ma solo la parte che riguarda le spese mediche e di assistenza specifica, anche se sono state determinate sulla base di un’eventuale percentuale forfettaria stabilita da una delibera regionale.

A tal fine, è necessario che le spese mediche e di assistenza specifica risultino indicate distintamente nella documentazione rilasciata dall’istituto di assistenza.

Le spese mediche e di assistenza specifica possono essere dedotte non solo dal disabile, ma anche dai suoi familiari, se le hanno sostenute. A tal fine, non è necessario che il disabile risulti fiscalmente a carico del familiare.

Se il documento di spesa è intestato solo alla persona disabile, il familiare che ha sostenuto il costo, per beneficiare della deduzione, deve integrarlo annotando l’importo da lui pagato; il familiare è poi tenuto a fornire i documenti comprovanti la spesa in sede di eventuale controllo della dichiarazione dei redditi.

Contributi Inps per chi assiste un familiare non autosufficiente

Agevolazioni e contributi per l’assistenza di familiari anziani e disabili sono fornite anche dall’Inps, attraverso il progetto Home Care Premium (Hcp): questo progetto si rivolge ai dipendenti e ai pensionati pubblici, ai i loro coniugi, parenti o affini di primo grado non autosufficienti.

Il progetto Home Care Premium, nel dettaglio, prevede due tipologie di prestazioni da parte dell’Inps, con il coinvolgimento di enti pubblici e ambiti territoriali sociali:

  • un contributo economico mensile, sino a un massimo di 1.050 euro, denominato prestazione prevalente, da utilizzare per rimborsare le spese sostenute per l’assunzione di un assistente familiare;
  • un servizio di assistenza alla persona, la cosiddetta prestazione integrativa, erogata attraverso la collaborazione degli ambiti territoriali sociali (Ats), oppure da enti pubblici convenzionati che abbiano competenza a rendere i servizi di assistenza alla persona.

Attualmente è operativo il progetto Home Care Premium 2017, che ha una durata diciotto mesi, a decorrere dal 1° luglio 2017 fino al 31 dicembre 2018. Per accedere al progetto di assistenza domiciliare le domande dovevano essere presentate entro il 30 marzo 2017; è comunque ancora possibile presentare domanda per essere inseriti nelle graduatorie, attraverso i servizi online dell’Inps (per chi possiede le credenziali di accesso), accedendo alla sezione Servizi, e successivamente alla prestazione Gestione dipendenti pubblici: domanda Assistenza Domiciliare (Progetto Home Care Premium).

note

[1] L.68/1999.


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