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Lo sai che? Termini controricorso cassazione

Lo sai che? Pubblicato il 6 marzo 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 6 marzo 2018

Cos’è il controricorso per cassazione ed entro quali termini è possibile presentarlo? 

Hai ricevuto la notifica di un ricorso per cassazione in materia civile. Parlando con tuo amico al quale anni fa è capitata la stessa cosa, hai scoperto che per opporti al ricorso per cassazione devi fare un controricorso e rivolgerti ad un avvocato. Per cui ti stai chiedendo cos’è un controricorso e quanto tempo hai per difenderti? In quest’articolo risponderemo a queste domande e spiegheremo cosa sono il ricorso per cassazione e il controricorso ed entro quali termini è possibile presentarli.

Cos’è il ricorso per cassazione?

Il ricorso per cassazione [1] è un atto che si propone alla Corte di Cassazione per contrastare (tecnicamente «impugnare») una sentenza emessa da un giudice di diverso grado. In pratica la Corte di Cassazione è un giudice di terzo grado e ha sede a Roma. A questo giudice si può impugnare:

  • una sentenza emessa dal Tribunale (un giudice di primo grado), quando l’appello è escluso dalla legge (ad esempio le sentenze che hanno deciso una controversia individuale di lavoro avente ad oggetto un accertamento relativo al contenuto e alla validità dei contratti e degli accordi collettivi) o dalle parti (ad esempio nel caso in cui queste ultime decidano di ricorrere direttamente in cassazione);
  • una sentenza emessa dalla Corte d’Appello (giudice di secondo grado).

Chi propone il ricorso per cassazione? La parte che ha perso la causa civile nel grado precedente (tecnicamente «la parte soccombente»).

Il ricorso per cassazione non può essere scritto e depositato direttamente dalla parte, definita ricorrente, ma deve essere presentato attraverso un avvocato, munito di una apposita delega (tecnicamente procura speciale) e iscritto nell’ apposito albo dei difensori presso la Corte di cassazione.

Motivi del ricorso per cassazione

Quali sono i motivi del ricorso per cassazione? La parte soccombente può proporre ricorso per cassazione solo quando il giudice del grado precedente ha commesso i seguenti errori:

  • errori relativi alle norme che il giudice del grado precedente doveva applicare al caso e che, invece, non ha applicato (ad esempio quando la causa riguarda un tipo di contratto e il giudice, anziché applicare le norme che regolano quel contratto, ha applicato le norme relative ad altro contratto);
  • errori relativi alle norme che regolano lo svolgimento del processo, che il giudice del grado precedente doveva osservare e che invece non ha rispettato (ad esempio il giudice del grado precedente ha dimenticato di firmare la sentenza).

Contenuto del ricorso per cassazione

Il ricorso per cassazione deve contenere:

  • l’indicazione delle parti;
  • l’indicazione della sentenza o decisione impugnata;
  • l’esposizione dei fatti della causa;
  • i motivi di impugnazione;
  • l’indicazione della procura, se conferita con atto separato;
  • la specifica indicazione degli atti del processo, dei documenti sui quali il ricorso si fonda.

Termini per presentare il ricorso per cassazione

Il termine per presentare il ricorso per cassazione è di sessanta giorni. Tale termine decorre dal giorno in cui è stata comunicata (tecnicamente «notificata») la sentenza che si intende impugnare. Se non c’è stata notifica della sentenza, il termine è di sei mesi e decorre dalla data in cui la sentenza è stata pubblicata [2]. Entro questi termini, in pratica, il ricorso va notificato all’altra parte. Entro i venti giorni successivi alla notifica, il ricorso va depositato presso la segreteria (tecnicamente cancelleria) della Corte di cassazione con la procura e i documenti [3]. Ma cosa accade se non sono rispettati i predetti termini? Nel caso in cui non sia rispettato il termine di sessanta giorni, il ricorso per cassazione non potrà essere più proposto (in questa ipotesi si parla di ricorso inammissibile). Nel caso, invece, non si deposita il ricorso per cassazione notificato nei termini di venti giorni, il processo non potrà proseguire (in questi casi si parla di ricorso improcedibile).

Cos’è il controricorso per cassazione?

La parte che ha ricevuto un ricorso per cassazione (tecnicamente resistente) può opporsi, presentando un controricorso [4]. Ma cos’è il controricorso? Si tratta di un atto di difesa, con cui il resistente si limita a chiedere il rigetto del ricorso, indicandone i motivi. Il controricorso per cassazione deve contenere, in particolare:

  • l’indicazione delle parti;
  • l’indicazione della sentenza o decisione impugnata;
  • i fatti di causa;
  • i motivi a sostegno delle difese;
  • l’indicazione della procura, se conferita con atto separato.

Il controricorso per cassazione, come il ricorso, non può essere presentato direttamente dal resistente, ma deve essere presentato attraverso un avvocato munito di procura speciale e iscritto nell’apposito albo dei difensori presso la Corte di Cassazione.

Termini per presentare il controricorso per cassazione

Il termine per presentare il controricorso per cassazione è di venti giorni. In pratica, il controricorso va notificato al ricorrente entro il suddetto termine, che decorre dal giorno in cui scade il termine per il deposito del ricorso del ricorrente (tecnicamente ricorso principale). Il controricorso, entro i successivi venti giorni alla sua notifica, va depositato con i documenti e la procura speciale presso la cancelleria della Corte di Cassazione. Ma cosa succede se non si notifica il controricorso entro il termine di venti giorni? In questo caso, il resistente non potrà più presentare alcun altro atto a sua difesa e avrà solo il diritto a partecipare all’udienza.

Controricorso per cassazione ricorso incidentale

Se la sentenza impugnata dal ricorrente, contiene delle parti sfavorevoli anche al resistente, il resistente cosa dovrebbe fare? Dovrebbe proporre un altro ricorso per cassazione? Si pensi, ad esempio, al caso in cui il resistente si sia rivolto ad un giudice per far accertare il suo diritto ad utilizzare un bene gratuitamente e il giudice (sia di primo grado che di secondo grado) gli abbia riconosciuto tale diritto. Fin qui tutto bene, la sentenza è favorevole al resistente. Pensiamo, però, all’ipotesi in cui, malgrado questo riconoscimento il giudice ha cambiato la domanda del resistente: anziché riconoscergli il diritto di utilizzo gratuito del bene, gli abbia riconosciuto il diritto di utilizzo del bene a pagamento. In quest’esempio, il giudice, cambiando la domanda, ha commesso un errore perché non ha rispettato la norma che regola il processo, secondo cui il giudice deve decidere solo su quello che è richiesto dalle parti di causa e non deve cambiare le domande di queste [5]. Quest’errore del giudice ha portato ad una sentenza non del tutto favorevole al resistente e quindi quest’ultimo vorrebbe impugnarla. Ma se la sentenza è stata già impugnata con un ricorso per cassazione dal ricorrente per altri motivi, cosa può fare il resistente? Può presentare un altro ricorso per cassazione? La risposta è no. Ma non è tutto perduto. Infatti, il resistente può presentare un atto denominato ricorso incidentale [6] diretto sia ad opporsi al ricorso per cassazione che ad impugnare in maniera specifica quelle parti della sentenza non favorevoli al resistente stesso. Il ricorso incidentale potrà essere proposto separatamente dal controricorso o potrà essere inserito nel controricorso stesso.

Termini per presentare il ricorso incidentale

termini per presentare il ricorso incidentale sono gli stessi previsti per il controricorso. E quindi entro venti giorni dal termine di scadenza per il deposito del ricorso principale, il ricorso incidentale deve essere notificato al ricorrente. Entro i venti giorni successivi alla sua notifica, il ricorso incidentale deve essere depositato presso la cancelleria della Corte di Cassazione.

Controricorso e ricorso incidentale condizionato

Nel ricorso incidentale, il resistente può chiedere che il ricorso incidentale venga esaminato dalla Corte di Cassazione dopo che sia stato accolto il ricorso principale. In questi casi si parla di ricorso incidentale condizionato. Il ricorso incidentale condizionato può essere proposto con atto separato dal controricorso o può essere inserito nel controricorso stesso.

Termini per presentare il ricorso incidentale condizionato

I termini per presentare il ricorso incidentale condizionato sono gli stessi previsti per il controricorso. E quindi entro venti giorni dal termine di scadenza per il deposito del ricorso principale, il ricorso incidentale condizionato deve essere notificato al ricorrente. Entro i venti giorni successivi alla sua notifica, il ricorso incidentale condizionato deve essere depositato presso la cancelleria della Corte di Cassazione.

Controricorso del ricorrente 

Cosa può fare il ricorrente che è destinatario di un ricorso incidentale? In questi casi, il ricorrente può replicare con un atto che ha gli stessi requisiti del controricorso. Il termine per presentare il controricorso del ricorrente è di venti giorni. In pratica, il controricorso del ricorrente va notificato al resistente entro venti giorni dal termine di scadenza fissato per il deposito del ricorso incidentale. Il controricorso del ricorrente, entro venti giorni successivi alla sua notifica, va depositato presso la cancelleria della Corte di Cassazione.

Termini per presentare ricorso e controricorso per cassazione: schema riepilogativo

Qui di seguito si riporta uno schema riepilogativo dei termini per presentare il ricorso e il controricorso per cassazione:

Ricorso per cassazione: 

Notifica entro 60 giorni dalla notifica della sentenza o entro 6 mesi dalla pubblicazione della sentenza; Deposito entro 20 giorni dalla notifica.

Controricorso/Ricorso incidentale/Ricorso incidentale condizionato:

Notifica entro 20 giorni dalla scadenza per il deposito del ricorso del ricorrente;

Deposito entro 20 giorni dalla notifica.

Controricorso del ricorrente:

Notifica entro 20 giorni dalla scadenza per il deposito del ricorso incidentale;

Deposito entro 20 giorni dalla notifica.

note

[1] Art. 360 cod. procedura civile. 

[2] Art. 111, comma 7, Costituzione. 

[3] Art. 325 cod. procedura civile. 

[4] Art. 369 cod. procedura civile. 

[5] Art. 370 cod. procedura civile. 

[6] Art. 112 cod. procedura civile; Art. 161 cod. procedura civile. 

[7] Art. 371 cod. procedura civile. 


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