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Lo sai che? Notifica cartella con raccomandata: è valida?

Lo sai che? Pubblicato il 8 febbraio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 8 febbraio 2018

Quando e come si perfeziona la notifica della cartella esattoriale tramite raccomandata e cosa deve produrre l’agente della riscossione per dimostrare la regolare avvenuta ricezione da parte del destinatario.

La cartella esattoriale può essere notificata a mani tramite messo notificatore, per posta tramite raccomandata a/r oppure tramite posta elettronica certificata, qualora il destinatario sia un’azienda o un professionista o un privato che abbia fatto richiesta di ricezione degli atti via pec.

In caso di utilizzo della raccomandata a/r, non è necessaria la relata di notifica essendo sufficiente l’avviso di ricevimento per la validità della notifica.

Una recente pronuncia della Cassazione [1] ha fatto chiarezza sul punto, precisando cosa deve produrre l’Agente di Riscossione per dimostrare l’avvenuta notifica della cartella spedita per posta.

Cartella notificata con raccomandata: requisiti

Secondo la giurisprudenza consolidata, la notificazione della cartella, emessa per la riscossione di imposte o sanzioni, può essere eseguita anche mediante invio, da parte dell’esattore, di raccomandata con avviso di ricevimento. In questo caso la notifica si ha per avvenuta alla data indicata nell’avviso di ricevimento sottoscritto dal ricevente o dal consegnatario, senza necessità di redigere un’apposita relata di notifica.

La legge prescrive infatti l’onere per l’esattore di conservare per cinque anni la matrice o la copia della cartella con l’avviso di ricevimento. In tale sistema è proprio l’ufficiale postale a garantire, nel menzionato avviso, l’esecuzione effettuata su istanza del soggetto legittimato e l’effettiva coincidenza tra destinatario e consegnatario della cartella.

Raccomandata: quando si perfeziona la notifica

E’ sufficiente, per il relativo perfezionamento della notifica, che la spedizione postale sia avvenuta con consegna del plico al domicilio del destinatario, senza altro adempimento ad opera dell’ufficiale postale se non quello di curare che la persona da lui individuata come legittimata alla ricezione apponga la sua firma sul registro di consegna della corrispondenza, oltre che sull’avviso di ricevimento da restituire al mittente. Persino se manchino nell’avviso di ricevimento le generalità della persona cui l’atto è stato consegnato e/o la relativa sottoscrizione sia inintelligibile, l’atto è comunque valido, poiché la relazione tra la persona cui esso è destinato e quella cui è stato consegnato costituisce oggetto di un preliminare accertamento di competenza dell’ufficiale postale. Tale accertamento fa piena prova fino a querela di falso.

Raccomandata: indicazione del numero dell’atto notificato

L’indicazione del numero della cartella sull’avviso di ricevimento, in quanto sottoscritto dal destinatario ha valore sul piano presuntivo e ai fini del giudizio sul riparto dell’onere della prova. Difatti, incombe solo sul destinatario l’onere di provare l’asserita non corrispondenza della dichiarazione ricevuta — perché la raccomandata non conteneva alcun atto o conteneva un atto diverso — rispetto a quella indicata dal mittente, non potendo il destinatario limitarsi ad una generica contestazione dell’invio della raccomandata.

In altri termini, se sull’avviso di ricevimento è riportato il numero dell’atto notificato (cartella, intimazione ecc.) si presume la corrispondenza con il contenuto del plico, salvo che il destinatario fornisca la prova contraria.

Raccomandata: se l’avviso di ricevimento è in fotocopia

Secondo la Cassazione, ai fini della validità della notifica non rileva la produzione dell’avviso di ricevimento mediante l’allegazione di fotocopia non autenticata, poiché la regola posta dal codice civile, – per la quale le copie fotografiche o fotostatiche hanno la stessa efficacia di quelle autentiche, non solo se la loro conformità all’originale è attestata dal pubblico ufficiale competente, ma anche qualora detta conformità non sia disconosciuta dalla controparte, con divieto per il giudice di sostituirsi nell’attività di disconoscimento alla parte interessata – trova applicazione generalizzata per tutti i documenti.

note

[1] Cass. ord. n. 2549 del 1.02.2018.


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