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Agricoltore: come cessare l’attività

10 Febbraio 2018
Agricoltore: come cessare l’attività

Sono un agricoltore di 80 anni che vuole cessare l’attività, ma mi è stato detto che ciò è possibile solo se vendo o affitto i terreni di mia proprietà. È corretto?

I coltivatori diretti, gli imprenditori agricoli professionali e i lavoratori agricoli associati possono cessare l’attività secondo le normali modalità previste dal Registro Imprese territorialmente competente, in forma telematica attraverso la presentazione di un apposito modello e presentando richiesta di cessazione di partita iva all’agenzia delle entrate di riferimento. Si precisa che è altresì possibile cessare l’attività al Registro Imprese e lasciare aperta la partita iva solo qualora sia necessaria, per la determinazione del reddito, la ricezione di eventuali fatture di acquisto. A parere dello scrivente, le limitazioni indicate dal lettore, ovvero la cessazione a mezzo vendita o affitto dei terreni di sua proprietà oggetto dell’attività, potrebbero essere eventualmente previste per un determinato arco di tempo in presenza di finanziamenti erogati per l’esercizio dell’attività da enti di natura ministeriale, regionale o europea.

Il consiglio pratico che si offre al lettore è il seguente:

– l’attività agricola può essere cessata, senza dare in affitto o in vendita i propri terreni, mediante l’apposita procedura prevista dal Registro Imprese territorialmente competente.

– Eventuali limitazioni alla cessazione potrebbero essere inserite nei regolamenti dei procedimenti di finanziamento ottenuti a vario titolo.

La giurisprudenza conferma quanto detto. “L’art. 2135 c.c., nel testo vigente, ha delimitato la nozione di attività connesse a quelle agricole individuandone l’autore solo nel “medesimo imprenditore agricolo”.” Trib. Genova Sez. lavoro, 03/02/2017. “La nozione di imprenditore agricolo si concretizza nella cura e sviluppo del ciclo biologico o di una sua parte necessaria e prescinde dall’utilizzo concreto del fondo. Può considerarsi tale chi (come la ricorrente nella fattispecie) svolga attività di itticoltura, sì da doversi ritenere titolare di impresa agricola, atteso che l’attività si caratterizza per la cura di un ciclo biologico animale (allevamento) e si conclude con la vendita del prodotto giunto a maturazione. Deve riconoscersi, dunque, carattere strumentale al fabbricato cui vengano custoditi attrezzi, mangimi e viene preparato il prodotto destinato alla vendita. A tale fabbricato, pertanto, ai fini fiscali si deve riconoscere carattere di ruralità.” Commiss. Trib. Prov. Sardegna Cagliari Sez. IV, 04/07/2016.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Rossella Blaiotta



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