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Docente e artigiano: si può usare il congedo parentale?

9 febbraio 2018


Docente e artigiano: si può usare il congedo parentale?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 9 febbraio 2018



Sono un artigiano con partita IVA e recentemente mi sono iscritto nelle graduatorie a scuola. Ora mi hanno convocato per una cattedra a tempo determinato. Se il posto dovesse toccare a me, vorrei prendere servizio previo nullaosta della dirigente scolastica a proseguire la mia attività professionale, poi vorrei fruire del congedo parentale dal quindicesimo giorno dopo la presa di servizio, dopodiché rientrerei in servizio. Domanda: durante il congedo parentale potrei proseguire la mia attività lavorativa da artigiano?

Nel rispondere al quesito si deve innanzitutto dire che la normativa attualmente vigente (e cioèl’articolo 53 del decreto legislativo n. 165 del 2001 e l’articolo 60 del Testo unico n. 3 del 1957 ingenerale per il settore del pubblico impiego e l’articolo 508, comma 10, del decreto legislativo n. 297del 1994 per quel che concerne più nello specifico il personale docente delle scuole di ogni ordine e grado) vieta al docente di esercitare attività commerciale, industriale e professionale e di assumere omantenere impieghi alle dipendenze di privati o accettare cariche in società costituite a fine di lucro,tranne che si tratti di cariche in società od enti per i quali la nomina è riservata allo Stato e sia intervenuta l’autorizzazione del Ministero della pubblica istruzione.

La normativa aggiunge che:

– il personale che contravvenga ai divieti stabiliti nel comma 10 dell’articolo 508 (la norma, cioè, appena illustrata e che stabilisce le incompatibilità per il personale docente) viene diffidato dal direttore generale o capo del servizio centrale competente o dal provveditore agli studi a cessare dalla situazione di incompatibilità ( così stabilisce l’articolo508, comma 12, del decreto legislativo n. 297 del 1994);

– che anche se il docente ottempera alla diffida (cioè se fa cessare la situazione di incompatibilità) comunque è soggetto a procedimento disciplinare (articolo 508, comma 13, del decreto legislativo n. 297 del 1994);

– se decorsi quindici giorni dall’invio della diffida la situazione di incompatibilità del docente non è cessata, viene disposta la decadenza dall’impiego del docente (articolo 508, comma 14, del decreto legislativo n. 297 del 1994).

La stessa norma (articolo 508, comma 15, del decreto n. 297 del 1994) consente al docente, previa autorizzazione del direttore didattico o del preside, di esercitare libere professioni che non siano di pregiudizio all’assolvimento di tutte le attività inerenti alla funzione docente e siano compatibili con l’orario di insegnamento e di servizio (se l’autorizzazione è negata è possibile fare ricorso al provveditore agli studi che decide in via definitiva).

Questo è ciò che stabilisce la legge.

Nel caso specifico, cioè di svolgimento di attività di artigiano, vi è da dire che quando la legge vieta al docente di svolgere attività industriale gli vieta anche l’attività artigianale esercitata in modo continuativo, professionale e lucrativo.

In casi simili a quello in esame, infatti, esistono precedenti (sentenze del Consiglio di Stato n. 297 del16.05.1989 e n. 629 del 24.09.1993 e del Tribunale amministrativo regionale per la Puglia, sez. Lecce,n. 530 del 26 agosto 1991) che hanno chiaramente stabilito che l’attività artigianale svolta con continuità e professionalità è incompatibile con qualsiasi impiego pubblico e comporta la decadenza da esso se non viene fatta cessare (e l’attivazione di partita Iva è un chiaro segnale dello svolgimento professionale e continuativo, cioè non occasionale, dell’attività).

Pertanto, essendo questo il quadro normativo ed essendoci anche delle sentenze negative su casi simili a quello in esame, la risposta al quesito è nel senso che l’attività artigianale del lettore è incompatibile con quella di docente con la conseguenza che dovrà essere fatta una scelta (a meno che non voglia rischiare l’invio di una diffida e un procedimento disciplinare che comunque toccherebbe al lettore di subire anche se ottemperasse alla diffida facendo cessare la sua attività artigianale entro i quindici giorni dall’arrivo della diffida stessa).

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte

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