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Lo sai che? Tutor: multa valida senza riduzione del 5%?

Lo sai che? Pubblicato il 10 febbraio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 10 febbraio 2018

Mi è stato inviato un verbale per violazione della velocità tramite TUTOR (recapitato all’azienda di cui sono dipendente). L’azienda ha pagato la multa con riduzione, ma il conducente sono io e possibilmente vorrei fare ricorso anche se l’azienda ha pagato con riduzione appellandomi al fatto che mi è stata ridotta la velocità solo del 5% e da come ho visto sul vostro sito c’è un incongruenza in questo.

Attualmente, il lettore non può presentare ricorso contro il verbale di accertamento al quale ha fatto cenno nella sua richiesta.

Fatta questa necessaria premessa, può dirsi che a seguito della sentenza della Corte Costituzionale n.471 del 2005 e della sentenza della Corte di Cassazione n. 3.948 del 2008 è stato chiarito che:

– se il proprietario ha già pagato la sanzione, il conducente del mezzo (cioè l’effettivo trasgressore) può proporre ricorso, ma solamente per chiedere che non gli siano sottratti i punti della patente che la legge decurta nel caso della violazione oggetto di contestazione: ciò vuol dire che se e quando il lettore vorrà proporre ricorso, lo potrà fare soltanto per evitare la sottrazione di punti della patente, ma non potrà più chiedere al giudice (ed ottenere) il rimborso, per sé o per il suo datore di lavoro, di quanto è stato già pagato.

Occorre anche aggiungere che in un’altra sentenza (la n. 4.605 del 2012) la Corte di Cassazione ha chiarito che:

– quando l’effettivo trasgressore non è stato immediatamente identificato, lo stesso trasgressore (il lettore nel caso di specie) non può proporre ricorso fino a quando non gli verrà personalmente notificato il verbale di accertamento: questo vuol dire che attualmente il lettore non può proporre ricorso contro il verbale Tutor e potrà invece presentarlo solo se e quandogli verrà notificato personalmente il verbale.

Chiaramente il comando che ha accertato l’infrazione potrà notificareal lettore il verbale solo quando il suo datore di lavoro (o anche il lettore personalmente) avrà comunicato i dati della patente di chi guidava ilmezzo nel momento in cui è stata accertata l’infrazione.

Quindi solo a seguito della comunicazione dei dati della patente del conducente (cioè dei dati del lettore) ilcomando accertatore potrà inviargli il verbale (l’invio deve avvenire entro novanta giorni dallacomunicazione) e il lettore, di conseguenza, potrà presentare ricorso al giudice di pace (entro trenta giornidal ricevimento del verbale) ma, come si diceva sopra, potrà eventualmente presentare ricorsosolamente per evitare la decurtazione dei punti e non per poter avere diritto a recuperare la somma già pagata dal suo datore.

Al momento attuale, quindi, il lettore può solo attendere la notificazione del verbale da parte del comando accertatore, tenendo conto che:

– il verbale dovrà essergli inviato entro novanta giorni dal momento in cui al comando verranno eventualmente comunicati i dati della patente del conducente (cioè i suoi dati);

– che potrebbe anche accadere che il verbale non gli venga mai inviato (per disattenzione delcomando che dimentichi di notificarglielo);

– che il lettore potrà proporre ricorso solo se e quando il verbale glisarà notificato personalmente, oppure solo dopo che questi si sarà presentato spontaneamente al comando accertatore sottoscrivendo un documento nel quale dichiari di aver preso visione del verbale e di essere egli stesso il conducente del mezzo nelle circostanze di tempo e luogo indicate nel verbale.

Infine, ovviamente, se il lettore vorrà, potrà proporre ricorso al giudice di pace entro trenta giorni da quando gli verrà eventualmente notificato il verbale (oppure entro trenta giorni da quando avrà sottoscritto, presso il comando accertatore, un documento nel quale avrà dichiarato di aver preso visione del verbale e di essere il conducente del mezzo nelle circostanze di tempo e luogo indicate nel verbale medesimo), ribadendo che questo eventuale ricorso gli potrà servire solo ad evitare la decurtazione dei punti, ma non a recuperare quanto già pagato dal suo datore di lavoro.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte


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