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Lo sai che? Quali farmaci sono prescrivibili?

Lo sai che? Pubblicato il 4 febbraio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 4 febbraio 2018

La ricetta serve per qualunque tipo di farmaco? Quanti farmaci acquistare con la stessa ricetta e come fare se il medico di base si rifiuta di effettuare una prescrizione.

Orientarsi con le ricette mediche non è sempre facile. A meno di avere maturato con il tempo una certa esperienza in materia di malattie – cosa che non auguriamo a nessuno – è quasi sempre necessario il consulto con il proprio medico o con il farmacista per comprendere quali farmaci sono prescrivibili e quali invece non lo sono. Di fronte, infatti, al quesito se la ricetta è necessaria per qualunque tipo di farmaco la risposta è negativa: tutti sanno che per comprare un’aspirina, uno spray nasale o una medicina contro il mal di testa non c’è bisogno che sia il medico a prescriverla. Tuttavia, in altri casi, il farmacista è tenuto a vendere il farmaco solo a condizione che il cliente presenti la ricetta e se chiude un occhio commette un illecito. Ecco anche una delle ragioni per cui vendere farmaci su internet è illegale: oltre a non esserci controllo sulla confezione stessa, non è possibile verificare l’effettiva prescrizione del medico curante. In Inghilterra le cose vanno diversamente ed esistono molte farmacie online che forniscono esse stesse il parere del medico curante con la prescrizione medica. Ma l’Italia è un’altra cosa. Vediamo quindi quali farmaci sono prescrivibili e quando è necessaria la ricetta del medico di base.

Quanti tipi di ricette mediche esistono?

Non c’è bisogno di spiegare cos’è una ricetta medica: la ricetta rappresenta l’autorizzazione del medico a dispensare al cittadino un farmaco per cui la legge stabilisce la necessità di una prescrizione medica. Quella di colore rosso consente l’erogazione di farmaci a carico del servizio sanitario pagando il semplice ticket (il resto lo paga lo Stato). Esiste anche la ricetta bianca, che può essere rilasciata per i farmaci per i quali non è previsto il ticket e che sono a spese integrali del cittadino (è la cosiddetta ricetta libera o in carta intestata).

Come abbiamo anticipato non tutti i farmaci richiedono una ricetta medica: quelli per cui la legge prevede la libera vendita sono i farmaci di automedicazione, indicati da un bollino di riconoscimento: una croce rossa con un volto sorridente al centro circondata dalla scritta “Farmaco senza obbligo di ricetta”. Comunemente vengono anche chiamati «farmaci da bancone» perché si potrebbero trovare anche in supermercato.

Il medico può rifiutarsi di prescrivere una medicina o una visita specialistica?

Ogni medico si assume personalmente la responsabilità delle prescrizioni che redige. Egli pertanto non è obbligato a prescrivere un farmaco richiestogli dal cliente, anche se questi abbia già ottenuto consulto da un altro medico – sia che questi provenga da un ospedale pubblico o da strutture private – qualora non le condivida.

In ogni caso, se il medico di base si rifiuta di prescrivere una medicina o una visita il paziente potrà sempre ricorrere al medico specialista e farsela prescrivere da quest’ultimo (purché si tratti di un medico dipendente di strutture sanitarie pubbliche o convenzionati con il Servizio sanitario). Egli utilizzerà il proprio ricettario regionale per prescrivere tutti gli accertamenti ed esami ritenuti necessari, così come le terapie farmacologiche purché afferente alla propria branca di specializzazione. Quindi, in questi casi, il paziente non ha bisogno di andare dal Medico di base per far trascrivere le ricette bianche degli specialisti, perché lo specialista dipendente pubblico o accreditato al Ssn è tenuto a provvedere direttamente e personalmente (i ricettari sono personali).

I medici in regime di libera professione non possono prescrivere su ricettario regionale, ma solo su ricetta bianca. Il medico di famiglia può accogliere i suggerimenti dello specialista (redatti sul referto della visita), se li condivide, ma non è tenuto a copiare su ricettario regionale le prescrizioni fatte dallo specialista privato o pubblico.

Quanti farmaci può prescrivere una ricetta?

Con una ricetta si possono acquistare non più di due confezioni del farmaco prescritto dal medico (sia questi, quello di base o lo specialista). È prevista un’eccezione per i pazienti con esenzioni per patologie croniche: poiché in questi casi è verosimile l’utilizzo prolungato e ripetuto dello stesso farmaco, per evitare loro di recarsi ogni volta in farmacia, gli è consentito di acquistare fino a 6 confezioni per ricetta, fino a coprire un massimo di 180 giorni di terapia, solo quando il farmaco sia già utilizzato dal paziente da almeno 6 mesi. Chiaramente si deve trattare di medicine relative alla specifica patologia cronica, non altre.

Gli antibiotici in confezione monodose, le soluzioni di medicinali somministrate per fleboclisi e gli interferoni a favore di soggetti affetti da epatite cronica possono essere prescritti fino a un massimo di 6 confezioni per ricetta.

Per i medicinali stupefacenti, il limite è di un numero di confezioni sufficienti a coprire una terapia massima di 30 giorni.

Nel caso di prima prescrizione di un farmaco o di modifica della terapia, è consentita al medico la prescrizione di un solo pezzo per ricetta e non possono essere rilasciate allo stesso paziente più ricette con prescrizione dello stesso farmaco, nello stesso giorno, salvo i casi in cui ciò si renda necessario per il completamento di un ciclo terapeutico entro 7 giorni.

La ricetta serve per qualsiasi tipo di farmaco?

Torniamo al problema di partenza: quali sono le medicine per le quali c’è bisogno di ricetta medica?

Così come non tutti i farmaci richiedono ricetta medica, non tutti i farmaci possono essere prescritti a carico del Servizio sanitario. La ricetta medica, infatti, non serve tanto per ottenere la medicina a carico del Ssn, ma solo l’autorizzazione a consegnarlo al paziente. Quindi ben può esserci una ricetta con farmaco a carico del paziente. Ad esempio la ricetta rossa del ricettario regionale o la sua versione elettronica non determinano la dispensabilità a carico del Servizio sanitario se il farmaco indicato non è tra quelli di fascia A.

I farmaci sono infatti classificati a seconda della loro dispensabilità a carico del Servizio sanitario.

La legge classifica i farmaci in classi o fasce:

  • farmaci di fascia A: farmaci dispensabili dal Servizio Sanitario Nazionale, quando prescritti su ricetta rossa cartacea o elettronica; si acquistano in farmacia dietro il pagamento del ticket;
  • farmaci di classe H: sono quei farmaci di utilizzo ospedaliero;
  • farmaci di classe C: sono i farmaci completamente a carico del paziente che, pertanto, non ha diritto al ticket ma dovrà sobbarcarsi l’intero costo del prodotto. Restano esclusi gli invalidi di guerra, assistiti affetti da malattia rara (se il medicinale è presente nel Piano terapeutico predisposto da uno specialista di struttura di riferimento della Rete per le malattie rare), cittadini trapiantati d’organo. Tra le medicine di classe C vi sono quelle che si possono acquistare senza ricetta e i farmaci denominati di «classe C con ricetta» dispensabili dietro ricetta bianca del medico.

I farmaci di classe C sono quindi quelli liberi e si distinguono in:

  • Sop (“Senza obbligo di prescrizione”)
  • Otc (“Over the counter”, cioè farmaci da banco).

Sia gli Otc che i Sop si vendono sia in farmacia che nelle parafarmacie e negli ipermercati in presenza di un farmacista; l’unica differenza tra Sop e Otc sta nel fatto che solo per gli Otc è consentita la pubblicità.


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1 Commento

  1. Buongiorno, l’articolo contiene varie inesattezze.
    Le più importanti a mio avviso sono due;
    .1. i farmaci da banco (OTC) NON si possono vendere al supermercato. Per la loro vendita occorre trovarsi in un esercizio farmaceutico dove lavori un farmacista (parafarmacia, farmacia, corner GDO). Ogni altra situazione costituisce illecito. (correggete per favore “farmaci da bancone”, non siamo al bar!);
    .2. nella casistica dei vari esempi di ricette, non avete considerato la RR: per molti farmaci è consentita la “ricetta ripetibile”, ovvero una ricetta che consente al paziente di ritirare più confezioni di farmaco, con limiti di confezioni e temporali ben normati, e le confezioni possono essere ritirate presso la stessa o presso differenti farmacie, fino alla scadenza della prescrizione o al raggiunto limite massimo di confezioni spedibili.

    Segnalo inoltre che il termine “ricetta rossa” è ampiamente superato dalla esistenza delle ricette dematerializzate, validate online e stampate su carta comune (bianca).

    Daniele.

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