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Energia elettrica e gas, come confrontare le proposte

11 Aprile 2017
Energia elettrica e gas, come confrontare le proposte

Molte famiglie italiane, per quanto riguarda la fornitura di energia, restano sotto il regime di maggior tutela e se scelgono il libero mercato sbagliano.

Gli italiani, nonostante si lamentino spesso del proprio fornitore di energia elettrica e gas per i motivi più vari, rimangono un popolo piuttosto restio al cambiamento, anche in questo settore. Lo dimostrano molto chiaramente le statistiche, secondo cui, a un anno dalla liberalizzazione del mercato, ben 1.8 milioni di famiglie avevano scelto di passare al mercato libero, ma di queste solo il 30% aveva cambiato fornitore: la maggior parte, infatti, erano passate da “Enel Servizio Elettrico” (società che svolge il duplice ruolo di distributore e di fornitore di energia sul mercato vincolato “a maggior tutela”) a “Enel  Energia”, la società – diversa dalla precedente – con cui Enel vende l’energia sul mercato libero.

Da quel 1° luglio 2007 dove il mercato dell’energia è completamente liberalizzato e le famiglie possono scegliere liberamente da quale fornitore – e a quali condizioni o acquistare l’elettricità (o il gas) ancora non hanno avuto dei cambi notevoli. Certamente, Enel ha potuto sfruttare la sua posizione “dominante”, ma le ragioni che portano a non cambiare sono anche altre: nel mondo di oggi il tempo è poco, si è pigri, è difficile il confronto, non ci si fida dei nomi nuovi, non si sa come cambiare il fornitore.

Il mercato rimane fortemente concentrato a favore dell’operatore dominante, Enel. Confermando un dato già emerso nel precedente monitoraggio, la spesa sostenuta dalle famiglie sul mercato libero appare poi superiore rispetto a quella, a parità di condizioni, in maggior tutela. La causa principale alla bassa partecipazione al mercato libero, secondo dei risultati sull’attività di monitoraggio dei mercati al dettaglio dell’energia elettrica e del gas da parte l’Autorità dell’energia (Aeegsi) nel biennio 2014-215, è dovuta agli elevati costi, reali o percepiti, sia nella ricerca delle informazioni sia nel passaggio a un nuovo contratto.

Una tendenza comune a molti paesi

I dati rilevano una tendenza alla scarsa partecipazione al mercato dell’energia da parte delle famiglie, si ritrova in tutti i paesi europei. Nel mercato inglese, che ha fatto da apripista alle politiche di liberalizzazione dell’energia, la Competition and Market Authority (Cma) ha realizzato di recente uno studio approfondito che segnala i significativi vantaggi disponibili per chi decidesse di passare al mercato libero e che tuttavia non vengono colti. Tra gli elementi di preoccupazione individuati dallo studio inglese, tassi di switching bassi, tendenza alla crescita dei prezzi, tariffe poco trasparenti e discriminazione di prezzo tra aree differenti.

Confrontare le varie proposte

Sempre in Italia, per paradosso, il numero degli operatori che offrono la fornitura elettrica è in costante aumento. L’Autorità negli ultimi due anni ha favorito una maggiore trasparenza delle bollette, che agevoli la comparabilità delle offerte, e prevede in futuro la definizione di contratti standardizzati che ogni operatore sul mercato libero deve proporre nel pacchetto delle proprie offerte. Inoltre Il sito web dell’AEEG offre ai consumatori la possibilità di trovare e confrontare le diverse offerte sull’elettricità tramite un motore di ricerca. In questo modo si verrebbe a definire, attraverso una concorrenza per il mercato, una offerta per alcune categorie di consumatori domestici, le quali manterrebbero ovviamente la possibilità di optare per altre offerte disponibili sul mercato libero.


note

Autore immagini: Pixabay.com


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