Diritto e Fisco | Editoriale

Lesioni e percosse: qual è la differenza?

5 Marzo 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 5 Marzo 2018



Le lesioni personali causano una malattia; le percosse, invece, solo una sensazione di dolore. Cosa dice la giurisprudenza e qual è il giudice competente.

Nel linguaggio comune la diversità potrebbe non cogliersi, ma nel mondo giuridico c’è una grande differenza tra lesioni e percosse. Sebbene entrambi siano qualificati come delitti contro l’incolumità individuale, la legge prevede conseguenze diverse a seconda che l’autore abbia integrato, con la sua condotta, il reato di percosse o di lesioni personali.

Cerchiamo di chiarire in modo semplice e pratico qual è la differenza tra lesioni e percosse.

Lesioni e percosse: cosa dice la legge?

Secondo il codice penale, chiunque percuote una persona, se dal fatto non deriva una malattia, è punito, a querela della persona offesa, con la reclusione fino a sei mesi [1]; se, invece, dalla condotta criminosa deriva una lesione personale, dalla quale scaturisce una malattia nel corpo o nella mente, la pena è più elevata [2].

Qual è la differenza tra percosse e lesioni? Semplice: le prime non cagionano una malattia, per tale dovendosi intendere non soltanto la lesione anatomica (la ferita, in altre parole), ma anche la riduzione apprezzabile di funzionalità dell’organismo [3]. La percossa, in altre parole, consiste in una violenza che genera soltanto una sensazione fisica di dolore, senza postumi di alcun genere (uno schiaffo, un lieve pugno sulla spalla) [4].

Quindi, a seconda che l’aggressione abbia cagionato una malattia o una semplice sensazione di dolore, potrà essere qualificata come lesione o percossa. È chiaro, allora, perché la lesione venga sanzionata più gravemente rispetto alla semplice percossa: si pensi soltanto che la lesione personale grave e quella gravissima, cioè la lesione capace di mettere in pericolo la vita della vittima o di provocargli un danno permanente, è punita rispettivamente con la reclusione fino a sette e fino a dodici anni.

Lesioni e percosse: qual è la differenza in pratica?

Le percosse, dunque, si caratterizzano per l’assenza di postumi apprezzabili, pur cagionando una sensazione dolorosa. Per rendere ancora meglio l’idea, è il caso di fare qualche esempio pratico che spieghi qual è la differenza tra lesioni e percosse.

Per le lesioni è facile: ogni ferita provocata da arma da taglio o corpo contundente integra il delitto di lesione personale. Anche una contusione escoriata, comportando una lacerazione cutanea, costituisce lo stesso delitto. Per non parlare poi delle fratture o, peggio ancora, di ogni colpo che incide sugli organi di senso (vista, udito, ecc.).

Più lievi, invece, sono le percosse. La giurisprudenza ha ritenuto integrarsi il reato in oggetto nel caso di impatto prodotto da un violento getto d’acqua [5] o in quello degli “sculaccioni” [6]; in caso di schiaffo privo di conseguenze [7] o di un calcio [8]; ancora, nel caso di ripetuti colpi alla spalla al fine di spintonare una persona [9].

Sempre secondo la Suprema Corte, non tutte le percussioni dell’altrui corpo costituiscono percosse in senso giuridico, ma solo quelle che, con un contenuto di apprezzabile violenza, siano dirette a produrre una rilevante sensazione dolorifica, cioè a cagionare l’altrui male [10].

Lesioni e percosse: qual è la competenza?

La differenza tra lesioni e percosse si rispecchia anche sulla diversa competenza a decidere sul reato. Le percosse, infatti, sono devolute alla cognizione del giudice di pace: questo significa che chi è imputato per percosse non potrà mai andare in carcere, in quanto il giudice di pace non può condannare alla reclusione.

Le percosse, inoltre, sono sempre procedibili a querela di parte: questo significa che se non c’è la volontà manifesta della vittima di perseguire l’autore del reato, le autorità competenti non potranno indagare e, poi, processare il reo.

Del reato di lesioni è competente a giudicare, invece, il tribunale, salvo nel caso di lesioni lievissime, cioè di lesioni che provocano una malattia di durata non superiore ai venti giorni; in quest’ultimo caso, è competente il giudice di pace e il reato è procedibile a querela di parte, proprio come per le percosse.

note

[1] Art. 581 cod. pen.

[2] Art. 582 cod. pen.

[3] Cass., sent. n. 10643/1996 del 09.12.1996.

[4] Cass., sent. n. 4822/1980 del 15.04.1980.

[5] Cass., sent. n. 37/1981 del 06.01.1981.

[6] Cass., sent. n. 2269/1982 del 06.03.1982.

[7] Cass., sent. n. 12674/2011 del 28.03.2011.

[8] Cass., sent. n. 800/1984 del 31.01.1984.

[9] Cass., sent. n. 11638/2012 del 27.03.2012.

[10] Cass., sent. del 12.03.1971.

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1 Commento

  1. anche io nel mio condominio sono stato vittima di violenza fisica da parte di un condomino con un figlio solo per aver detto a terzi che la moglie di questo condomino mi dava fastidio e dovesse farsi i fatti suoi; tra l’altro non sono al primo episodio di percosse da parte di questo signore soprattutto del figlio che mi ha lanciato un’ altra volta uno schiaffone e un calcio violento oltre a parole ingiurioseche violavano la mia integrita’ morale ; la seconda volta che ho ricevuto percosse da padre e figlio insieme ho provveduto a chiamare la polizia e hio avuto anche l’intervwento del 118 perche’ ero in uno stato psicologico e fisico tale daa rimanere agitato al massimo e sono stato tre gironi sotto effetto di sedativo oltre ad avere avuto dopo dieci quindici giorni da parte di questa famiglia una rilevazione di domicilio, nella faTTISPECIE MI HANNO DENUNCIATO CON GLI ART 80, 62 E 660 DEL COD. DI P.P. : DELLA SERIE OLTRE IL DANNO PURE LA beffa; ho esposto querela al comando dei carabinieri indicando l’accaduto ho la testimonianaza di mio padre di mio fratello della moglie di mio padre e dell’amministratrice di condominio vedremo dopo cosa succedera’ anche se fortunatamente queste persone alla fine di dicembre 2017 hanno finalmente traslocato e sono andati via pur sapendo che soffro di stato ansioso depressivo in seguito alla morte di mia madre vedremo come si metteranno in seguito le coseperche’ questa gente era abituata a parlare con le mani e a fare minacce di denuncia solo per delle false dichiarazioni della moglie di questo condomino che poi ha coinvolto anche la famiglia della signora che non era presente agli schiafoni e alle percosse dietro la schiena; tengo a precisare che hio fatto allegare alla querela il referto del 118 che mi ha riscontrato forti pulsazioni al cuore e rischiavo che il cuore mi si spappolasse per la forte agitazione; se mi date una risposta anche in via amichevole ne sarei grato.Francesco pizzi e grazie

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