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Massima di una sentenza: cosa significa?

7 marzo 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 7 marzo 2018



Ogni anno vengono pubblicate migliaia di sentenze civili e penali, spesso articolate e lunghe. Per avere l’immediata idea di cosa abbiano deciso, basta leggerne le massime.

Se vi è mai capitato di leggere una sentenza, per intero, sapete benissimo che non sempre sono agevoli, brevi o sintetiche. A seconda della quesione che la corte interessata è stata chiamata a risolvere, infatti, nonchè della ricostruzione dei fatti di causa e dei vari – eventuali – gradi del procedimento che si sono susseguiti nel corso del tempo, le sentenze possono essere molto lunghe e complicate, con numerosi precedenti giuridici (cioè casi già risolti dalla giurisprudenza su questioni simili), termini non sempre conosciuti o poco chiari, e naturalmente tantissime disposizioni di legge citate nel testo. Può pertanto essere complicato arrivare al punto della questione, sia sotto il profilo della concreta situazione di fatto che, specialmente, per quanto riguarda la decisione e la posizione che effettivamente ha assunto la corte. Oltre alla nota divisione del testo della sentenza fra lo svolgimento del processo e i motivi della decisione, esistono però anche le massime delle sentenze, che aiutano proprio a individuare la soluzione al caso che i giudici hanno analizzato. Cosa significa massima di una sentenza, e a cosa servono le massime delle sentenze?

Cosa significa massima di una sentenza

Per evitare di leggere un’intera sentenza è possibile ricorrere ad uno strumento molto utile, che di fatto sintetizza i punti fondamentali della pronuncia stessa sancendo quello che, in gergo tecnico, viene chiamato principio di diritto, cioè la questione di diritto che si è risolta nel caso concreto, oggetto del giudizio. Questa sintesi efficace e immediata, che evita di leggere l’intera sentenza (anche perchè a volte si può trattare di decine di pagine, fra ricostruzione del fatto e gradi di giudizio precedenti) si chiama massima.

Per massima di una sentenza si intende il riassunto del principio di diritto che la sentenza stessa, e quindi in pratica i giudici che l’hanno decisa e redatta, ha elaborato per quella specifica controversia. Si tratta quindi in definitiva di un breve riassunto, in genere non più lungo di qualche frase, che permette di illustrare con sinteticità e immediatezza la decisione che è stata presa, e in concreto i principi di diritto che sono stati illustrati dal giudice o dalla corte nella pronuncia. Molto spesso il principio di diritto è contenuto, tra virgolette, nel testo stesso della sentenza, e pertanto la massima si limita a riprendere e riportare le stesse parole utilizzate dai giudici.

A loro volta, le massime possono essere sintetizzate ulteriormente in una sola frase, in modo da avere un estratto della massima stessa, nei casi in cui il percorso argomentativo giuridico seguito sia riassumibile in pochissime parole, magari perchè si tratta di una questione non particolarmente controversa o perchè già risolta in altre pronunce precedenti.

Nel nostro sistema giuridico, peraltro, il compito di massimare le sentenze (la parola massima, infatti, viene utilizzata anche come forma verbale) non è lasciato al caso. Si tratta infatti di un’attività che richiede un attento studio dell’intera sentenza da massimare, con l’analisi delle questioni trattate e l’individuazione del principio di diritto che la sentenza ha effettivamente pronunciato in relazione al caso concreto sottoposto all’attenzione dei giudici. Esistono dunque appositi uffici che si dedicano all’attività di massimazione delle sentenze, fra cui l’ufficio del massimario della Corte di cassazione e quelli istituiti presso il Consiglio di stato e la Corte di conti.

Massime di legittimità e massime di merito

Quando si fa riferimento alla massima di una sentenza, bisogna anche tenere presente che la categoria delle massime si uniforma al tipo di pronuncia che viene di volta in volta massimata, in quanto nel nostro ordinamento esistono differenti tipologie di gradi di giudizio.

A loro volta, infatti, le massime possono essere differenziate a seconda del tipo di corte che è stata chiamata a pronunciare la sentenza massimata: si distingue quindi di conseguenza fra le massime di legittimità, che sono quelle nelle quali viene sintetizzata una decisione della Corte di cassazione, e massime di merito, chiamate a riassumere i principi di diritto contenuti nelle sentenze emanate dai giudici di merito (tribunale ordinario, corte d’appello).

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Autore immagine: Pixabay.

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