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Quando denunciare il marito

5 febbraio 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 5 febbraio 2018



Denunciare il proprio marito è possibile ed alcune volte necessario se compie azioni perseguibili penalmente.

Tuo marito ti fa sentire in uno stato di sudditanza, ti comanda e ti controlla, ti umilia e ti minaccia? Sappi che, anche se spesso è difficile ammetterlo a sé stessi ed agli altri, sei vittima di reati penali e puoi denunciare i fatti all’autorità giudiziaria. Ma vediamo insieme quando denunciare il marito.

La violenza domestica.

La cronaca, purtroppo, ci insegna che diversi sono i casi in cui le donne sono vittime dei mariti; il fenomeno della violenza domestica è, infatti, diffuso in tutti i paesi ed in tutte le fasce sociali. Spesso per paura di reagire o perchè abituate a sopportare, le donne non denunciano i maltrattamenti e gli eventi orribili che subiscono. E’ importante, invece, riconoscere le condotte che configurano reato e chiedere aiuto. Cerchiamo allora di capire quando denunciare il marito, quali sono i fatti illeciti e quali invece soltanto estrinsecazioni caratteriali che (benchè non condivise e forse immorali) non rappresentano reato.

Tuo marito controlla tutto ciò che fai, ogni tuo movimento, le tue telefonate, distrugge gli oggetti a cui tieni in modo particolare, ti minaccia e ti umilia pubblicamente? Siamo dinanzi a reati penali; ma quando denunciare il marito? Analizziamo nel dettaglio i reati.

Maltrattamenti in famiglia

Alcune volte ci si immagina il maltrattamento come qualcosa di terribile e lo si identifica con le donne con il volto tumefatto di cui spesso si sente parlare alla televisione. Questo induce alcune donne a pensare che, in fondo, se nessuno le picchia in quel modo, sono quasi fortunate e perché allora denunciare il marito? Allo stesso modo capita che una donna sia picchiata perché il marito è troppo geloso, magari solo per una gonna troppo corta o una maglietta troppo scollata; ed, infine, c’è chi subisce violenza fisica o umiliazioni verbali anche senza aver fatto proprio nulla, veramente nulla. Ebbene, in tutti questi casi è possibile denunciare il colpevole, anche se è il marito. Il delitto di maltrattamenti [1] è disciplinato dal nostro ordinamento e prevede che chiunque (nel nostro caso immaginiamo il marito) maltratta una persona della famiglia o un convivente è punito con la reclusione da due a sei anni. Ma che significa maltrattare? Affinché si possa ritenere configurato il reato di maltrattamenti, è  necessario che:

  • la vittima viva uno stato di soggezione e di inferiorità rispetto al marito;
  • la condotta sia abituale, ovvero realizzata con più atti successivi che determinano nella vittima una sofferenza fisica e morale (un singolo episodio di lesione o minaccia, per esempio, non configura il reato di maltrattamenti, benchè rappresenti un reato autonomo).

Dunque, quando denunciare il marito? Nel caso che abbiamo appena ipotizzato, puoi denunciare tuo marito per maltrattamenti in famiglia, quando i fatti di cui sei vittima sono numerosi, reiterati nel tempo e creano in te uno stato di soggezione ed inferiorità psicologica oltre che una sofferenza  fisica. Se tuo marito ti picchia ogni giorno o ti offende continuamente e tu ti senti annientata, fragile e come se non ci fosse più nulla di bello per cui vivere, allora devi denunciarlo in modo da liberarti! Se, invece, questo accade ma non in maniera così frequente da poter parlare di maltrattamenti (per come la legge li intende), non demordere; puoi comunque denunciare tuo marito, ma per i singoli reati, per esempio, di minaccia o percosse.

Il reato di violenza privata

Tuo marito potrebbe, per esempio, costringerti, con violenza o minaccia, a tollerare od omettere qualcosa; anche in questo caso commetterebbe un reato perseguibile penalmente ovvero quello di violenza privata [2]; ed anche in questo caso andrebbe punito per la soggezione psicologica che ti crea e che ti impedisce di essere libera. Si tratta di una violenza non fisica, ma forse ancora più grave perché limitativa della tua libertà psichica di autodeterminarti.

Se questa violenza si spingesse fino a chiuderti dentro casa senza consentirti di uscire, sarebbe addirittura punibile per il più grave reato di sequestro di persona. Puoi allora denunciare tuo marito se, usando violenza o minaccia, non ti lascia libera di essere ciò che sei e fare ciò vuoi.

Il reato di minaccia

Puoi denunciare tuo marito anche se ti minaccia! Se hai voglia di uscire e lui ti intimorisce minacciando di non darti più i soldi per fare la spesa o di toglierti tuo figlio con una scusa assurda, in maniera tanto oppressiva e convincente da limitare la tua libertà psichica, potrai denunciarlo per minaccia [3]. Sappi che la minaccia viene valutata in funzione delle circostanze in cui viene fatta, delle condizioni di chi la fa e dell’effetto che ha sulla vittima; non sono minacce le semplici imprecazioni o gli insulti.

Si deve trattare di qualcosa che ti turbi seriamente in quanto il male che ti viene minacciato di fare sia possibile e realizzabile. Questo significa che se tuo marito, in un litigio, ti minaccia di ucciderti con una bomba atomica, non sarà punibile penalmente in quanto è evidente che la minaccia non è credibile e che non potrebbe mai crearti timore.

Attenzione, questi elencati sono soltanto alcuni esempi di quando denunciare il marito.

note

[1] Art. 572 cod. pen.

[2] Art. 610 cod. pen.

[3] Art. 612 cod. pen.


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