Bollette telefono a 30 giorni ma con aumenti: come difendersi

5 febbraio 2018


Bollette telefono a 30 giorni ma con aumenti: come difendersi

> Diritto e Fisco Pubblicato il 5 febbraio 2018



Le compagnie del telefono stanno provvedendo alla fatturazione a 30 anziché 28 giorni per evitare il rischio del risarcimento del danno. Ma alcune hanno già aumentato l’aumento tariffario.

Fatturazione a 28 giorni illegale: le compagnie del telefono non possono emettere bollette con una periodicità inferiore al mese solare. È questo l’intervento che, nel decreto fiscale del 4 dicembre 2017 [1], il Governo ha adottato in favore dei consumatori. In caso di mancato adeguamento alla nuova disciplina entro il 4 aprile 2018, sono dovuti 50 euro di risarcimento in favore di ciascun cliente, maggiorato di 1 euro per ogni giorno successivo di ritardo. Ma ora, l’effetto della nuova legge sembra neutralizzato dai rincari tariffari che, quasi come sfida, le società hanno, in alcuni casi, già varato e comunicato ai propri clienti. Insomma, avremo sì la bolletta del telefono a 30 giorni, ma con aumenti. Ecco allora come difendersi.

L’anno scorso, gli utenti vittime di un vero e proprio “cartello” con il quale le società di telefonia – per una “strana coincidenza”, tutte contemporaneamente – avevano cambiato il sistema di fatturazione, non più ogni mese ma ogni 4 settimane. Con il risultato di garantirsi una “tredicesima” mensilità.

Il comportamento delle compagnie è stato bacchettato dall’Autorità Garante delle Comunicazioni nel marzo del 2017 che ha adottato, nei loro confronti, una sanzione [2]. La delibera è stata impugnata davanti al Tar. Sull’esito di tale giudizio pende la possibilità, per gli utenti, di chiedere il risarcimento per i mesi anteriori al decreto fiscale ossia per il periodo che va da giugno 2017 ad aprile 2018, mentre per il prosieguo resterà ferma – sempre in caso di mancata ottemperanza – la misura del risarcimento indicata dalla legge.

All’indomani della riforma, i più cinici avevano profetizzato: il risultato sarà solo un aumento delle tariffe. E non sono andati così lontani dalla realtà. Alcune compagnie, tra cui Vodafone e Tim, hanno già comunicato agli utenti l’aumento delle tariffe. In buona sostanza, il risultato non cambia: se anche si paga ogni 30 giorni anziché ogni 28, il prezzo complessivo annuo resta sempre lo stesso. Bollette mensili, ma più salate.

Come difendersi dagli aumenti tariffari delle bollette a 30 giorni? Innanzitutto, le decisioni delle compagnie telefoniche sono già state impugnate dal Codacons innanzi all’Antitrust, con un esposto. Ma nel frattempo che l’Autorità Garante decida, gli utenti si chiedono se un comportamento del genere sia legittimo: se cioè è consentito prendersi gioco così apertamente della legge. Vediamo cosa la stessa legge prevede.

Agli operatori è sempre consentito procedere a una modifica unilaterale delle proprie condizioni contrattuali, anche nel corso di un rapporto già in essere con il proprio cliente. Il Codice delle comunicazioni elettroniche [3] impone però agli operatori l’obbligo di comunicare le modifiche intervenute con preavviso di almeno 30 giorni rispetto alla loro entrata in vigore. E di informare contestualmente l’utente della possibilità di recedere dal contratto, o passare ad altro operatore, senza penali né costi di disattivazione. In quest’ultimo caso, l’utente – entro 30 giorni dall’avviso ricevuto – dovrà comunicare la volontà di non aderire alle modifiche proposte, utilizzando le forme previste nel contratto per la comunicazione del recesso.

L’utente quindi ha sempre l’ultima scelta: quella della disdetta. Il punto, però, è che la scelta non è più tale se tutte le società dovessero muoversi di nuovo all’unisono, con un cartello. Ma almeno sui prezzi, abbiamo visto, la concorrenza tra loro è rimasta molto accesa. Non è ancora detta l’ultima parola.

note

[1] Dl. n. 172/17 del 4.12.2017.

[2] Agcom delibera n. 121/17/Cons.

[3] Art. 70, comma 4, del Codice delle comunicazioni elettroniche (Dlgs 259/2003).


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4 Commenti

  1. il governo e gli antitrast si sono fatti prendere in giro, per i fondelli, potete fare tutti i ricorsi che si vogliono non vincerete mai, visto che la legge, ora si può dire fasulla, permette a questi scalmanati di fare i loro comodi, prendendosi la libertà di dire che se si è scontenti si può cambiare gestore, come se l’altro gestore è più buono di un’altro, l’importante avvisare l’utenza almeno un mese prima, che bella presa per il…………..,il governo permette ancora che questi ladruncoli stiano ancora a fottere l’utenza

  2. L’ Italia, Definito una volta, Bel paese, ormai, è un Paese in Mano, ai Cialtroni della Casta Politica, alle Lobby Economiche/ Bancarie, e assicurative, e da Ultimo, il Cartello Dell’ Arroganza, Della Telefonia e Comunicazione, e i Poveri Cittadini, vengono sistematicamente Vessati !!!!!

  3. Siamo in mano a politici pilotati da interessi di compagnie telefoniche elettriche e gas. Se ne fregano dei cittadini in modo spudorato. È veramente disarmante. E poi fanno finta di lamentarsi del perché la gente non va più a votare.

  4. Cosa dire?? Siamo proprio l’ultima ruota del carro! D’altronde sappiamo benissimo che buona parte delle nostre leggi possono essere raggirate. La stessa cosa vale per gli aumenti di luce e gas. Vero, dipendiamo dal petrolio però non mi risulta che quando questo era ai minimi storici gli importi sulle nostre bollette siano diminuiti. !

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