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Lo sai che? Legge terapia dolore

Lo sai che? Pubblicato il 6 marzo 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 6 marzo 2018

La legge italiana riconosce il diritto a non soffrire per chi è afflitto da malattie incurabili. Cosa sono le cure palliative e gli hospice.

Non tutti sanno che il legislatore italiano ha previsto un provvedimento ad hoc per i malati che, purtroppo, non hanno possibilità di guarigione. Per queste persone la legge dispone uno speciale trattamento fatto di cure palliative, cioè di terapie volte a combattere il dolore, non a curare la patologia (che si presume inguaribile).

Si tratta della legge sulla terapia del dolore [1], la quale detta, più nel dettaglio, le disposizioni per garantire l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore. Vediamo di cosa si tratta.

Terapia del dolore: cosa dice la legge?

La legge sulla terapia del dolore tutela e garantisce l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore da parte del malato. Secondo questo provvedimento, le strutture sanitarie che erogano cure palliative e terapia del dolore assicurano un programma di cura individuale per il malato e per la sua famiglia, nel rispetto dei seguenti princìpi fondamentali:

  1.  tutela della dignità e dell’autonomia del malato, senza alcuna discriminazione;
  2.  tutela e promozione della qualità della vita fino al suo termine;
  3.  adeguato sostegno sanitario e socio-assistenziale della persona malata e della famiglia.

La legge, in poche parole, prevede un vero e proprio diritto a non soffrire a favore di chi è afflitto da un male incurabile o che, comunque, è causa di dolore insostenibile. Chiaramente, siamo ben lontani dall’eutanasia.

Terapia del dolore: cos’è?

Sempre secondo la legge, per terapia del dolore si intende «l’insieme degli interventi diagnostici e terapeutici volti a individuare e applicare alle forme morbose croniche idonee e appropriate terapie farmacologiche, chirurgiche, strumentali, psicologiche e riabilitative, tra loro variamente integrate, allo scopo di elaborare idonei percorsi diagnostico-terapeutici per la soppressione e il controllo del dolore».

In parole più comprensibili, la terapia del dolore si applica a quelle persone affette da una patologia ad andamento cronico ed evolutivo, per la quale non esistono terapie o, se esistono, sono inadeguate o risultano inefficaci ai fini di un prolungamento significativo della vita.

La terapia del dolore, inoltre, si rivolge a quelle persone colpite da una patologia dolorosa cronica che infligge al paziente dolori molto forti.

In sintesi, quindi, la legge sulla terapia del dolore si applica:

  • ai malati che soffrono di patologie il cui decorso è inarrestabile;
  • ai malati che soffrono di patologie che, seppur non conducono ad un esito infausto, sono causa di forti dolori.

Terapia del dolore: quali sono le cure?

Chiarito il significato di terapia del dolore, soffermiamoci su quello di cura palliativa, cioè sul trattamento che la terapia del dolore somministra al malato.

Secondo la legge, le cure palliative consistono nell’insieme degli interventi terapeutici, diagnostici e assistenziali, rivolti sia alla persona malata sia al suo nucleo familiare, finalizzati alla cura attiva e totale dei pazienti la cui malattia di base, caratterizzata da un’inarrestabile evoluzione e da una prognosi infausta, non risponde più a trattamenti specifici.

In soldoni, la cura palliativa è quella che assicura un sollievo dal dolore, pur non essendo capace di fermare il progredire inarrestabile della malattia.

L’attenzione posta dalla legge alla lotta al dolore è tale che è stata apportata una modifica perfino al testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope [2] (cosiddetto testo unico sulla droga). La modifica consente di inserire i farmaci contro il dolore nella speciale lista che elenca le sostanze che, in deroga ai limiti fissati dalla legge per quanto riguarda il contenuto psicotropo delle sostanze medicinali, sono considerate legali.

Terapia del dolore: cosa sono gli hospice?

Le strutture sanitarie che erogano la terapia del dolore sono, oltre ai comune ospedali che siano dotati di specifico reparto, quelle specificamente individuate dalla legge per la somministrazione delle cure palliative.

Si tratta dei centri residenziali di cure palliative, comunemente definiti hospice: sono strutture che permettono un ricovero temporaneo o permanente per le persone malate che non possono essere più assistite in un programma di assistenza domiciliare specialistica, o per le quali il ricovero in un ospedale non è più adeguato.

La maggior parte di essi sono convenzionati, quindi sono posti a carico del Servizio sanitario nazionale. La nascita di questi particolari centri è stata favorita dalla riduzione dell’ospedalizzazione dei pazienti terminali (per un approfondimento sul tema si rinvia alla lettura di questo articolo).

Gli hospice, quindi, non curano ma alleviano. Il loro personale è composto da medici e infermieri specializzati nel trattamento del dolore, mediante l’utilizzo di farmaci destinati all’attenuazione delle sofferenze.

note

[1] Legge n. 38/2010 del 15.03.2010.

[2] D.p.r.n. 309/90.

Autore immagine: Pixabay.com


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1 Commento

  1. Non è vero che “Gli hospice, quindi, non curano ma alleviano”.
    Curano, certo che curano. Non guariscono forse. Ma curare, curano. Le “cure palliative” sono “cure”.
    Quindi forse la confusione è nei termini: cura e guarigione. La sanità deve curare anche chi è destinato a non guarire. Un malato inguaribile è sempre curabile.

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