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Lo sai che? Cosa significa bolletta di acconto

Lo sai che? Pubblicato il 6 marzo 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 6 marzo 2018

Pagare bollette e utenze significa anche saper distinguere fra i tipi di bollette che si ricevono e leggerle correttamente: cosa significa bolletta di acconto?

Tra le spese fisse che devono essere periodicamente sostenute dalle famiglie italiane rientrano come inevitabile anche quelle relativi ai consumi elettrici, di acqua e gas, che come ben noto incidono in maniera notevole sul bilancio mensile di tutti. Il pagamento delle bollette, che può essere anche domiciliato sul proprio conto corrente bancario o postale, è una spesa fissa, il cui importo è di volta in volta individuato e parametrato in relazione ai consumi dell’utente, elaborati sulla base delle verifiche dei contatori con i relativi dati di consumo. Le bollette che vengono recapitate ai consumatori, tuttavia, non sono di un’unica tipologia, in quanto possono essere di differente tipo ed essere relative a consumi presunti o effettivi: stiamo parlando della distinzione fra bollette di acconto e bollette di conguaglio. Ma cos’è una bolletta di acconto? Cosa si intende per bolletta di acconto e qual è la differenza fra la bolletta di acconto e la bolletta di conguaglio?

Cosa significa bolletta di acconto

Comprendere la differenza fra le bollette di acconto e le bollette di conguaglio, capire come si legge una bolletta e quindi in definitiva sapere di cosa si tratta e cosa viene concretamente richiesto dall’ente erogatore al momento dell’emissione ed invio della fatturazione al consumatore – utente è fondamentale, sia per essere certi di cosa si stia effettivamente pagando che per potersi eventualmente tutelare in caso di letture sbagliate del contatore o richieste di importi non dovuti negli ammontari indicati in bolletta.

Quando arriva una bolletta da pagare, il documento cartaceo a nostra disposizione può essere sostanzialmente, come abbiamo detto, di due tipi: bolletta di acconto e bolletta di conguaglio.

La bolletta di acconto è la bolletta che è stata calcolata sulla base di un consumo stimato dell’utenza cui si riferisce (energia, luce, acqua, gas), in quanto non sono ancora a disposizione letture effettive del contatore, che a loro volta possono essere rilevate anche da autoletture.

Bisogna tenere presente che, per quanto riguarda la bolletta di acconto, l’importo calcolato da pagare e la relativa stima dei consumi previsti è differente nel caso in cui si tratti della prima bolletta ricevuta, a seguito della sottoscrizione del contratto e dell’allaccio delle utenze. In questi casi, infatti, la stima dei consumi previsti (che ancora non possono essere preventivati, in quanto si tratta di un nuovo cliente) viene calcolata sul valore che viene dichiarato al momento del contratto, in quanto l’effettiva lettura del contatore avverrà in un momento successivo (generalmente un semestre), a partire dal quale si potranno avere stime calcolate sulle verifiche dei contatori. Per quanto riguarda poi i periodi successivi, dopo la bolletta di conguaglio, che chiude un’annualità, la successiva bolletta di acconto fatturerà i consumi presunti basandosi sui valori calcolati e ricavati dai consumi dell’anno precedente. Cos’è però la bolletta di conguaglio?

Differenza fra bolletta di acconto e bolletta di conguaglio

La bolletta di acconto va quindi distinta da quella che viene identificata quale bolletta di conguaglio, in quanto si tratta di due tipologie differenti di bolletta.

Con il termine bolletta di conguaglio si intende infatti quella bolletta che prevede i consumi effettivi, con inclusa una lettura del relativo contatore (acqua, luce), con numero delll’utenza e data di emissione della fattura; fra i dati presenti, inoltre, risultano anche la tipologia della fornitura, con annesso l’effettivo periodo della fornitura ricompreso fra l’ultima e la precedente lettura dei contatori, l’importo totale del consumo e l’anticipo del consumo stesso versato al momento della sottoscrizione del contratto di fornitura.

Nella bolletta di conguaglio è rinvenibile la differenza fra i consumi effettivi e quelli degli acconti già emessi, con eventuale rimborso di quanto versato a titolo di acconto fatturato previamente e conseguente ricalcolo dei consumi, in caso di discrepanza tra il valore dei consumi stimati e di quelli effettivi.

note

Autore immagine: Pixabay.


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