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Lo sai che? Differenza tra stato di famiglia e nucleo familiare

Lo sai che? Pubblicato il 6 febbraio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 6 febbraio 2018

Lo stato di famiglia individua la famiglia anagrafica, a differenza del nucleo familiare, valido ai fini Isee. Cosa sono e a cosa servono?

Analoghi per molti, differenti nella realtà giuridica: stato di famiglia e nucleo familiare sono due cose ben distinte, con funzioni differenti ed utili a differenti scopi. Cerchiamo di capire bene quale sia la differenza tra stato di famiglia e nucleo familiare cercando anche di illustrare le situazioni più comuni nella prassi.

Stato di famiglia: cos’è?

Lo stato di famiglia è un certificato rilasciato dal Comune di residenza in cui sono indicati tutti i componenti della famiglia anagrafica. Lo stato di famiglia, in altre parole, individua quell’insieme di persone, conviventi, legate da un vincolo di matrimonio, di parentela, di affinità, di tutela o, semplicemente, affettivo. Non rilevano, invece, i rapporti occasionali.

Lo stato di famiglia indica quali sono le persone presenti nell’abitazione posta all’indirizzo di residenza, segnalando gli eventuali rapporti di parentela, di coniugio, di adozione, di affinità o di tutela. Non è detto che delle persone che vivono nella stessa abitazione diano sempre luogo a una sola famiglia anagrafica: ci possono essere nuclei familiari distinti in assenza di vincoli tra le persone.

Per famiglia si intende, dal punto di vista anagrafico, un insieme di persone che hanno dimora abituale nello stesso Comune, che coabitano e che sono legate da vincoli affettivi o da vincoli di matrimonio, di affinità, di parentela, di tutela o di adozione [1]. I figli che si sposano e che continuano a vivere insieme con i propri genitori non rappresentano una famiglia anagrafica a sé stante.

Quello che conta davvero nello stato di famiglia è che tutti vivano sotto lo stesso tetto, cioè nello stesso immobile e allo stesso indirizzo civico. Lo stato di famiglia può comprendere anche una singola persona, nel caso in cui questa viva da sola (perché single, divorziata oppure molto saggia).

Il certificato serve sia nei rapporti con la pubblica amministrazione sia tra privati e può essere richiesto per svariati motivi: solo per fare un esempio, ai fini dell’ammissione al patrocinio a spese dello Stato occorre fornire, tra le altre cose, anche il proprio stato di famiglia.

Per uscire dallo stato di famiglia è sufficiente cambiare la residenza e andare a vivere da soli o con altre persone.

È addirittura possibile avere più di uno stato di famiglia: è il caso di chi vive con una persona alla quale non è legata da alcun vincolo (ad esempio, due studenti). In questa circostanza, ciascun soggetto avrà il proprio certificato di stato di famiglia; entrambi però possono dichiarare la convivenza in Comune ed ottenere un secondo certificato.

Stato di famiglia: come richiederlo?

Il certificato di stato di famiglia deve essere richiesto all’ufficio anagrafe del Comune di residenza, presentando un documento d’identità. La validità del certificato è di sei mesi. Il costo è esiguo, a meno che non venga rilasciato su carta bollata: in questo caso v’è da pagare la marca, a carico del richiedente. È possibile, tuttavia, ottenere il certificato di stato di famiglia gratuitamente online utilizzando la carta dei servizi (cioè tessera sanitaria).

Nucleo familiare: cos’è?

A differenza dello stato di famiglia, il nucleo familiare non necessariamente coincide con la famiglia anagrafica. Mentre per far parte dello stesso stato di famiglia tutti devono vivere nella stessa abitazione, le persone che compongono un nucleo familiare possono anche abitare molto distanti tra loro, come ad esempio il figlio che si allontana per motivi di studio ma che ancora dipende economicamente dai genitori.

In soldoni, il nucleo familiare può comprendere la famiglia anagrafica ed i soggetti fiscalmente a carico anche se non conviventi. La convivenza nella stessa abitazione, quindi, non c’entra.

Il nucleo familiare viene richiesto ai fini della compilazione del modello Isee (indicatore situazione economica equivalente), come si vedrà di qui a breve.

Nucleo familiare: i coniugi ne fanno parte?

Ovviamente sì; anzi, i coniugi fanno sempre parte dello stesso nucleo familiare, anche quando non risultano nello stesso stato di famiglia o hanno residenze diverse. Ciò significa che, anche se marito e moglie si separano di fatto, il nucleo non si divide.

Se, invece, marito e moglie hanno residenze anagrafiche diverse (ad esempio, per motivi di lavoro), possono scegliere liberamente lo stato di famiglia di riferimento. In mancanza di accordo, la residenza familiare è l’ultima residenza comune o quella del coniuge di maggior durata.

Ci sono casi, tuttavia, in cui due soggetti, pur essendo sposati, appartengono a nuclei familiari diversi:

  • separazione legale;
  • domanda di nullità di matrimonio;
  • divorzio;
  • decadenza della potestà genitoriale;
  • provvedimento di allontanamento dalla residenza familiare;
  • conseguimento di diversa residenza a seguito di provvedimenti temporanei ed urgenti del giudice.

Nucleo familiare: i figli minori ne fanno parte?

I figli minori che vivono insieme a uno dei genitori fanno parte del nucleo del genitore con cui convivono, anche se risultano a carico dell’altro genitore (cioè, di quello con cui non convivono). Se i figli minori sono sposati, valgono le regole che abbiamo visto per i coniugi.

Nucleo familiare: i figli maggiorenni ne fanno parte?

Se il figlio maggiorenne non convive con i genitori ma è a loro carico, fa parte del nucleo familiare dei genitori. Se convive con uno solo dei genitori, fa parte del nucleo di quest’ultimo, anche se è a carico del genitore con cui non convive.

Altra ipotesi è quella del figlio maggiorenne, fiscalmente a carico dei genitori, sposato con figli: in tal caso, il nucleo familiare da considerare non sarà quello dei genitori ma quello composto da lui, il suo coniuge e/o eventuali figli.

Nucleo familiare: chi ne fa parte?

In buona sostanza, possiamo dire che un nucleo familiare è normalmente composto dai seguenti individui:

  • il dichiarante;
  • il coniuge, anche se non risulta nello stato di famiglia;
  • i figli minori, anche se a carico ai fini Irpef di altre persone, che risiedono con il proprio genitore;
  • i minori in affidamento preadottivo o temporaneo;
  • i figli maggiorenni che sono a carico ai fini Irpef;
  • tutte le persone presenti nello stato di famiglia anagrafico;
  • i figli minori del coniuge non residente con le persone presenti nello stato di famiglia, i maggiorenni a carico Irpef e i minori a lui affidati dal giudice;
  • le persone a carico ai fini Irpef anche se non presenti nello stato di famiglia del dichiarante;
  • i figli minori che convivono con le persone a carico ai fini Irpef non presenti nello stato di famiglia, se non affidati a terzi;
  • le persone che ricevono assegni alimentari, non risultanti da provvedimenti dell’autorità giudiziaria, dalla persona di cui sono a carico.
  • I genitori conviventi non sposati oppure genitori separati ma conviventi. Sono parte di un unico nucleo familiare, ma quello dichiarante dovrà indicare l’altro come «altra persona del nucleo»;
  • I genitori non sposati né conviventi. Non fanno parte della stessa famiglia anagrafica (non vivono insieme) ma uno dei due può risultare nel nucleo familiare dell’altro a meno che: risulti sposato; abbia dei figli con un’altra persona; debba versare un assegno di mantenimento ad un figlio; gli sia stata tolta la patria potestà; sia stato dichiarato estraneo al nucleo familiare per accertamenti dei servizi sociali o del tribunale;
  • i genitori sposati non conviventi. I coniugi fanno parte dello stesso nucleo familiare pur non essendo una stessa famiglia anagrafica (come ricordato sopra). Ai fini Isee, dovranno fare riferimento alla famiglia anagrafica di uno dei due o all’ultima residenza avuta in comune;
  • i coniugi separati e non conviventi: hanno due nuclei familiari diversi se separati legalmente;
  • i figli che vivono con i nonni o da soli. Se sono fiscalmente a carico dei genitori, rientrano nello stesso nucleo familiare. Se non sono a carico del padre e/o della madre e vivono con i nonni, fanno parte del nucleo familiare dei nonni. Se vivono da soli e sono economicamente autonomi (non dipendono da nessuno) hanno il proprio nucleo familiare.

Nucleo familiare: chi non ne fa parte?

Ricapitolando, non fanno quindi parte del nucleo familiare:

  • le persone a carico, ai fini Irpef, di soggetti non presenti nel medesimo stato di famiglia;
  • il coniuge con residenza diversa quando: è separato con provvedimento del giudice (separazione giudiziale, omologazione della separazione consensuale, separazione ordinata dal giudice in attesa della nullità del matrimonio, ecc.); la diversa residenza è stata ordinata dal giudice con provvedimenti temporanei ed urgenti; uno dei coniugi è stato escluso dalla potestà sui figli o è stato adottato il provvedimento di allontanamento dalla residenza familiare per condotta pregiudizievole al figlio; è stata proposta domanda di scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio; sussiste l’abbandono del coniuge accertato in sede giurisdizionale o amministrativa;
  • i minori affidati a terzi con provvedimento del giudice.

Nucleo familiare e assegni familiari

Come abbiamo visto, ai fini legali c’è una bella differenza tra stato di famiglia (o famiglia anagrafica) e nucleo familiare. Quest’ultimo, in particolare, è utile ai fini della compilazione dell’Isee, cioè dell’indicatore della situazione economica equivalente, necessario per dimostrare la propria condizione economica al fine della concessione di determinati benefici.

Esiste tuttavia anche un terzo tipo di situazione familiare, utile per chi intende usufruire degli assegni familiari. In sostanza, in questo caso il nucleo si ritiene composto dal lavoratore che chiede gli assegni, dal coniuge non separato (anche di fatto), dai figli minorenni oppure maggiorenni inabili, studenti o apprendisti minori di ventuno anni, se la famiglia ha più di quattro figli sotto i ventisei anni. In casi particolari possono entrare nel nucleo fratelli, sorelle e nipoti del richiedente.

Infine, se due genitori convivono ma non sono sposati, il convivente del lavoratore che chiede gli assegni non è considerato parte del nucleo, a differenza di ciò che succede per la dichiarazione Isee.

note

[1] Art. 4, D.p.R. (Decreto del Presidente della Repubblica) n. 223/1989 del 30.05.1989.


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5 Commenti

  1. Ma se i coniugi hanno residenze anagrafiche in 2 comuni confinanti (8 km. Dividono le 2 abitazioni) ma convivono di fatto nelle abitazioni a disposizione del nucleo famigliare. Posso definirsi famigliari conviventi ai fini fiscali per detrazioni spese di ri strutturazione?

  2. Non riesco a comprendere se, mio fratello e la moglie, che abitano con me e figurano sul mio stato di famiglia, fanno parte del mio nucleo familiare.

  3. “Lo stato di famiglia può comprendere anche una singola persona, nel caso in cui questa viva da sola (perché single, divorziata oppure molto saggia).” AhAhAh :))

  4. Quindi, un figlio maggiorenne, che dimora e risiede con i propri genitori, di cui però NON è fiscalmente a carico, ai fini Isee, entreranno nel calcolo i redditi/patrimoni dei genitori oppure no? Grazie

  5. Chiarimento in merito al ‘terzo tipo di situazione familiare x richiesta assegni familiari’: il partner convivente (senza rapporti di parentela nè con l’intestatario dello stato di famiglia nè con i figli) deve essere incluso?

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