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Lo sai che? Regolamento condominiale: orari per lavori di ristrutturazione

Lo sai che? Pubblicato il 6 febbraio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 6 febbraio 2018

Come difendersi dagli operai del vicino di casa che usano il trapano, fanno rumore e sollevano la polvere durante tutta la giornata. 

Nel condominio in cui vivi, un vicino di casa ha iniziato dei lavori di ristrutturazione. Gli operai si presentano sin dal primo mattino e  proseguono fino alle 18, tutta la giornata, con una brevissima pausa per l’ora di pranzo. In questa situazione, tu che torni tardi la notte dal lavoro non hai la possibilità di dormire, né di riposare il pomeriggio: la tua consueta pennichella è definitivamente “saltata”. È un suono martellante quello del trapano, dei chiodi, del montaggio e smontaggio dei mobili, delle mattonelle che cadono e si rompono. Per non parlare della sporcizia che si è accumulata sul pianerottolo e che ti impone, non appena entri a casa, di toglierti le scarpe. Se mai dovessi aprire la porta del tuo appartamento, la polvere entrerebbe subito dentro e saresti costretto a chiamare una ditta delle pulizie. Insomma, vivere in queste condizioni è diventato impossibile. Sei tentato di chiedere il risarcimento dei danni per trasferirti in un hotel fino a quando i lavori di ristrutturazione del vicino non saranno terminati. Come devi comportarti in questi casi? Cosa prevede il regolamento condominiale in materia di orari per lavori di ristrutturazione? In questo articolo cercheremo di darti una soluzione concreta al tuo problema, spiegandoti cosa stabilisce la legge in materia.

Come difendersi dai rumori della ristrutturazione del vicino

C’è una brutta notizia per te: la legge non disciplina questa materia. Per cui, se ti aspettavi già di leggere una norma chiara e precisa, che contenesse l’indicazione di orari entro cui fare rumore e oltre il quale terminare i lavori, purtroppo rimarrai deluso. Questo però non vuol dire «totale libertà». Esistono dei confini per i rumori condominiali, anche se sono espressi in modo generico dal codice civile. Vediamo quali sono.

Orario rumori ristrutturazione: cosa dice il regolamento di condominio

Innanzitutto bisogna leggere il regolamento condominiale. È a quest’ultimo che è rimessa ogni determinazione in merito alle facoltà e ai doveri dei condomini. La legge lascia infatti all’autonomia del “palazzo” ampio margine, purché nei limiti del rispetto della proprietà individuale. Solo un regolamento approvato all’unanimità potrebbe dire cosa i condomini possono o non possono fare dentro casa propria. Quindi, non aspettarti di trovare dei divieti categorici e assoluti.

Puoi chiedere una copia del regolamento di condominio all’amministratore o, se sei in affitto, al padrone di casa.

Potrebbe succedere – anzi, è del tutto probabile – che il regolamento non stabilisca nulla a riguardo. Sono pochi i regolamenti che fissano orari entro cui i condomini possono svolgere attività rumorose e oltre i quali invece devono astenersi da qualsiasi condotta molesta. Ma se, per fortuna, dovesse essere così, potresti già ricorrere al giudice, in via d’urgenza – con un ricorso quindi che verrebbe deciso nel giro di poche settimane – affinché ordini al condomino di rispettare il regolamento. Lo so… in “poche settimane” forse i lavori saranno già terminati e tu probabilmente avrai le occhiaia e una nevrosi; ma se consideri i tempi di una causa ordinaria (che può durare anni) comprenderai che si tratta davvero di un’eccezione.

Orario rumori ristrutturazione: cosa dice la legge civile

Se il regolamento di condominio non prevede orari dei lavori di ristrutturazione, allora corre in soccorso una norma del codice civile, molto generica, ma che fa al caso tuo: essa stabilisce che le immissioni di fumo, calore e di rumori non possono superare la «normale tollerabilità». A questo punto il tuo problema si sposta su un altro piano: cosa si considera «normale tollerabilità»? Qui intervengono i giudici a interpretare concretamente, caso per caso, il significato di questa espressione. Di solito la normale tollerabilità è quella che viene valutata sulla scorta del rumore di fondo dell’ambiente circostante. Pertanto, nelle ore diurne, è più tollerabile ciò che non è nelle ore notturne, dove non c’è traffico o altri rumori esterni a coprire le molestie acustiche. Una cosa è sentire un trapano a mezzogiorno, un’altra a mezzanotte. Una cosa è un martello in un centro abitato, un’altra in una campagna dove è tutto silenzio attorno. Insomma, il luogo e l’orario in cui vengono compiuti i lavori è sicuramente un elemento determinante.

La verità è però che non puoi impedire al vicino di fare lavori e quindi un margine di tolleranza ci deve sempre essere, soprattutto nei condomini. Né il fatto che tu torni tardi la sera o che sei solito fare il riposino pomeridiano sono elementi sufficienti per stravolgere gli orari di una ditta di ristrutturazione. Quindi, il punto è: confrontarsi con la media delle persone “normali”. E non c’è che dire, in questo la maggioranza è fatta da persone che, nei giorni feriali, si sveglia tra le sette e le otto e manda i bambini piccoli a dormire alle 19, mentre dalle 13 alle 15 pranza, ma subito dopo riprende il lavoro.

Ma attenzione: normale tollerabilità del rumore non significa solo rispetto degli orari ma anche dell’intensità. Se un lavoro può essere svolto con un macchinario più silenzioso di un altro bisognerà preferirlo. Se gli operai schiamazzano e tengono alta la radio, non si tratta più di necessità. Insomma, tolleranza sì ma da ambo le parti.

A questo punto, vediamo cosa si può fare se non vengono rispettati gli orari  per i lavori di ristrutturazione. Esistono due tipi di tutele. La prima è civile e l’abbiamo vista sopra: hai la possibilità cioè di ricorrere in via d’urgenza al giudice per far cessare i lavori; poi, con una causa ordinaria, potrai anche chiedere il risarcimento del danno. La seconda è penale: puoi presentare una denuncia per disturbo della quiete pubblica, ma solo se i rumori vengono percepiti non solo da te ma da tutto il palazzo e magari anche da quello di fronte. In tal caso ti basterà andare dai carabinieri o dalla polizia ad esporre l’accaduto: saranno loro a fare tutte le successive indagini; e se ci sono profili di reato invieranno il rapporto alla Procura della Repubblica per l’avvio del procedimento penale.

Orario rumori ristrutturazione: la differenza tra tutela civile e penale

La differenza tra azione civile (volta essenzialmente alla cessazione dei rumori e alla richiesta del risarcimento del danno) e azione penale (volta a far punire il colpevole) non risiede – come comunemente si crede – nell’entità dei rumori: superata la soglia della “tollerabilità” essi sono sempre illeciti, sia da un punto di vista civile che penale. Risiede invece nel numero di persone disturbate: se ad essere molestato sei solo tu e qualche altro condomino, si rientra nel civile; se invece il disturbo è pubblico, ossia a un numero indeterminato di persone, allora siamo nell’ambito del penale.

Orario rumori ristrutturazione: cosa dice il regolamento di condominio

In ultima ipotesi, un valido consiglio è quello di verificare al Comune se esistono dei regolamenti comunali che stabiliscono gli orari per i lavori di ristrutturazione nei condomini. Può capitare – e succede soprattutto nelle grandi città – che vengano fissati, a livello amministrativo, delle sanzioni per chi non rispetta i turni del riposo. Ti faccio l’esempio di Milano: lì si possono fare i lavori di ristrutturazione dalle 6 alle 20 da novembre a marzo e dalle 7 di mattina fino alle 19 nei mesi da aprile ad ottobre. Potresti collegarti col sito del tuo Comune oppure recarti direttamente al Municipio.

Se dovessi riscontrare che i lavori di ristrutturazione del vicino di casa vanno oltre gli orari consentiti puoi fare una segnalazione alla Polizia Municipale che irrorerà una sanzione di tipo amministrativo (quelle che comunemente vengono chiamate “multe”).

Difendersi dalla polvere dei lavori di ristrutturazione

La legge [2] prevede che, durante i lavori di demolizione si deve provvedere a ridurre il sollevamento della polvere, irrorando con acqua le murature ed i materiali di risulta. In caso contrario, il titolare della ditta di costruzioni commette un vero e proprio reato, ossia una violazione di carattere penale per la quale è punito con l’arresto da 4 a 8 mesi o l’ammenda da 2.192,00 a 8.768,00 euro. Quindi, se il vicino solleva polvere ci si può difendere andando innanzitutto a sporgere querela contro la ditta di costruzioni che sta provvedendo ai lavori.

Se non vogliamo andare dai carabinieri, da un punto di vista civilistico il nostro codice attribuisce una «responsabilità oggettiva» al titolare dell’immobile che si sia valso, per proprie esigenze, dell’ausilio di ditte terze, stabilendo, peraltro, l’obbligo di risarcimento del danno per tutte le immissioni di rumori, polveri e fumi intollerabili [3]. Quindi, in questo caso, se il nostro vicino di casa solleva polvere, possiamo chiedergli i soldi che abbiamo dovuto spendere per pulire ogni giorno la nostra casa, eventualmente con una ditta di pulizie o ricorrendo all’aiuto di una collaboratrice domestica, nonché l’indennizzo per il disagio sopportato e per l’eventuale danno alla salute conseguente all’inalazione di sostanze nocive come, ad esempio, detriti di intonaco, calce, cemento, ecc. [4].

Difendersi dall’uso dell’ascensore per le ristrutturazioni del vicino

Ultimo terreno di scontro è l’ascensore, spesso usato dalla ditta di costruzioni o di trasloco come montacarichi. La prima cosa che si deve fare per difendersi è leggere il regolamento di condominio il quale potrebbe prevedere il divieto di utilizzo dell’ascensore come strumento per portare oggetti particolarmente pesanti; il regolamento può anche prevedere sanzioni a carico di chi non rispetti tale obbligo (leggi: Si può punire chi viola il regolamento di condominio?).

Fuori da questa ipotesi ciascun condomino è libero di utilizzare le parti comuni dell’edificio, ivi compreso l’ascensore, purché non lo danneggi, non lo sporchi e non impedisca agli altri condomini di fare pari uso. Il che significa non solo evitare di danneggiarlo (diversamente bisognerà provvedere alla riparazione a proprie spese), ma anche provvedere a ripulirlo e non tenerlo bloccato per molto tempo senza intervallare il proprio con l’altrui uso.

note

[1] Art. 844 cod. civ.

[2] Art. 153 co. 5 e 159, co.2 lett. c) d.lgs. 81/2008.

[3] Art. 844 cod. civ.

[4] Cass. sent. n. 10005/17.


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14 Commenti

  1. Se chiami una Ditta per eseguire un lavoro di alcuni giorni a casa tua e il regolamento vieta di lavorare ad es. dalle 13 alle 15, chi paga quelle ore in cui gli operai stanno fermi? Loro hanno orari che proprio non vanno d’accordo con le ns. esigenze condominiali. Morale: considerato che i lavori da eseguire possono toccare oggi a me e domani a te e non succede tutti i giorni, proprio perchè si vive in condominio, bisogna anche imparare a sopportare. Il martello silenzioso o la smerigliatrice silenziosa non li hanno ancora inventati.

    1. egregio sig. francesco, certo che li hanno inventati la strumentazione pneumatica o elettrica silenziata, è che gli artigiani vanno avanti finché possono con quella in dotazione e finché nessuno si lamenta.
      saluti

      1. io ho tutto silenziato ma cambia qualche db …. lei mi sembra cattivo ……il giusto pensiero è quello con dovuto rispetto da ambo le parti oggi tocca a mè domani a te’ e vi assicuro che chi si impegna a rompere le scatole prima o poi tocca a lui e poi son cazzi amari!!!!!

    2. Ha ragione Francesco!!!!
      vivi e lascia vivere…oggi a te domani e me….
      io ho fatto diverse ristrutturazioni…. rispettando orari e regolamenti…ma un rumore lo fai sempre! OVVIO!

      e chi e’ che “scass semp o caxx” x il rumore ???? mica la gente che lavora…quelli ha i suoi cavoli da penzzzare 😉
      Quelli che scassn o c…. sono i soliti vecchietti che ncianno ncaxx da fa…a parte vedere la tv 24/24
      Che rompi 00 ! 🙂
      olivieroantonio@yahoo.com di Roma.
      🙂

      1. complimenti…..perche’ pensi che la gente che lavora non ha diritto di starsene in pace?bello mio gli operai quando usano certi strumenti usano le cuffie per non sentire i rumori…..e gli altri devono subire e stare zitti?mi congratulo con te per il rispetto che hai per gli altri

  2. Bravo Francesco, a mio avviso bisogna solo assicurarsi che i lavori non siano “abusivi” dopodiché la Tolleranza e l’Educazione (reciproca) sono il miglior modo di affrontare la situazione

  3. Quante cavolate in questo articolo disturbi da rumore. Intanto quiete pubblica è anche una sola persona la quale non è diversa dagli altri se in quel luogo c’è solamente lui. Altra cosa ogni cantiere deve essere autorizzato in deroga dal comune per eventuali superamento dei valori limiti e degli orari. Il codice penale articolo 690 è per tutti i cittadini, non ci sono cittadini di serie A o B o C il comma 1 di tale articolo è sempre applicabile in qualsiasi tipo di disturbo . Al fine di arrivare ad una verifica da parte degli organi competenti si può fare un esposto alla PROCURA DELLA REPUBBLICA

  4. anche se si devono usare martelli , smerigliatrici o bombe a mano,sarebbe opportuno farlo dalle 8.00 in poi e dalle 15.30-16.00 in poi.

  5. sono un artigiano tecnico sono daccordo con francesco faccio presente quando fanno i lavori stradali pubblici con ruspe demolitori disaggi polvere incominciano alle ore 00.7 finiscono dopo le ore 17 con pausa a mezzogiorno lavori vanno avanti anche per mesi per tutta la giornata perche i condomini di quelle zone non ho mai visto e sentito reclami nessuno reclama perche……….

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