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Segnali stradali rotondi: cosa indicano?

10 febbraio 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 10 febbraio 2018



Segnali di prescrizione. Segnali di obbligo e di divieto: vediamo quali sono e cosa significano.

I segnali stradali riempiono le vie di tutta Italia; triangolari, rotondi, quadrati, rettangolari: ce n’è per tutti i gusti. Centinaia di cartelli, di ogni forma e colore, ci si parano davanti agli occhi ogni giorno andando a scuola, a lavoro o semplicemente al cinema.

Per chi guida da anni, i segnali stradali non sono più un problema: una volta fatta un po’ di pratica, rimangono impressi nella memoria, quasi come fossero il primo bacio o il primo calcio ad un pallone. Eppure, tutti all’inizio abbiamo faticato a riconoscerli. Con questo articolo cercheremo di capire cosa indicano i segnali stradali rotondi.

Segnali stradali: quali sono?

Poiché i segnali stradali sono numerosissimi, è bene fornire delle semplici linee guida che consentano di inquadrare, almeno per sommi capi, i principali. In modo sintetico ma efficace, i segnali stradali possono essere così suddivisi:

  • segnali verticali, ovvero quelli che sono posti su appositi sostegni. Possono essere segnali di pericolo, obbligo, divieto, precedenza e indicazione e si caratterizzano per il fatto di essere molto più visibili della segnaletica orizzontale;
  • segnali orizzontali: sono costituiti da tutte le strisce e le scritte poste sulla pavimentazione stradale. Esempi classici sono le strisce pedonali e il triangolo di precedenza disegnato sull’asfalto negli incroci non pericolosi. La segnaletica orizzontale è importante anche per un’altra ragione: essa consente agli automobilisti di avere una migliore percezione dei margini laterali e una visione a distanza del percorso in cui mantenere la direzione di marcia del proprio mezzo;
  • segnali luminosi: come non pensare alla lanterna semaforica (il semaforo) posta agli incroci stradali più delicati. Ma ve ne sono tanti altri: segnali luminosi di pericolo e di prescrizione, di indicazione, tabelloni luminosi rilevatori della velocità, lanterne semaforiche pedonali, lanterna semaforica gialla lampeggiante, segnali luminosi particolari (pannelli, colonnine luminose, delineatori di margine luminosi).
  • segnali manuali, solitamente compiuti dal vigile addetto alla circolazione e al traffico. Il significato di questa tipologia è facilmente intuibile: ad esempio, quando il vigile ha le braccia tese davanti all’automobilista corrisponde al rosso; quando ha il braccio alzato verticalmente corrisponde al giallo, mentre le braccia tese nella stessa direzione in cui si procede equivale al verde.

Segnali stradali: come riconoscerli?

I segnali stradali si distinguono tra di loro in base alla forma e ai colori. Ciò rende più facile la loro identificazione anche quando l’utente della strada non ricorda con precisione quale indicazione il cartello fornisca. Ricordare le categorie principali dei segnali stradali diventa, così, piuttosto semplice.

I segnali di forma triangolare indicano pericolo; quelli di forma circolare indicano un divieto o un obbligo, a seconda se abbiano il bordo rosso, lo sfondo bianco e il simbolo nero (segnali di divieto) oppure siano bianchi su sfondo blu (obbligo).

I segnali di precedenza sono normalmente triangolari, anche se non tutti: esempio emblematico è il segnale di stop, addirittura ottagonale.

I segnali di indicazione sono generalmente ampi e rettangolari: al loro interno vi sono informazioni utili per chi viaggia (ad esempio: uscite autostradali, zone turistiche, presidi ospedalieri). A questo proposito, si ricordi che la segnaletica delle autostrade è sempre verde, mentre quella per le altre strade è bianca oppure blu.

Il colore marrone contraddistingue le aree di interesse turistico, mentre il giallo riguarda i cartelli che segnalano lavori in corso o, comunque, momentanee modifiche del percorso: si parla, in questo caso, di segnaletica temporanea.

Segnali stradali rotondi: quali sono?

Abbiamo detto che i segnali stradali rotondi possono indicare un divieto oppure un obbligo, a seconda dei colori che li contraddistinguono. Entrambi rientrano nella più ampia categoria dei segnali di prescrizione, cioè dei segnali che impongono una condotta.

Secondo il codice della strada [1], i segnali di prescrizione rendono noti obblighi, divieti e limitazioni cui gli utenti della strada devono uniformarsi; si suddividono in:

  • segnali di precedenza;
  • segnali di divieto;
  • segnali di obbligo.

Vediamo quali sono i segnali stradali di obbligo e quali quelli di divieto.

Segnali stradali di obbligo: cosa sono?

Abbiamo detto che i segnali stradali di obbligo si caratterizzano per la forma circolare, lo sfondo blu e il simbolo bianco.

A loro volta, i segnali stradali di obbligo si dividono in:

  • segnali stradali di obbligo generico, con fondo blu e simbolo bianco;
  • segnali stradali di obbligo specifico, aventi fondo bianco, bordo rosso e simbolo nero.

Segnali stradali di obbligo generico: quali sono?

I segnali stradali di obbligo più diffusi sono senz’altro quelli di obbligo generico. Secondo la legge [2], si suddividono in:

  1. direzione obbligatoria;
  2. direzioni consentite;
  3. passaggio obbligatorio o passaggi consentiti;
  4. rotatoria;
  5. limite minimo di velocità;
  6. catene per neve obbligatorie;
  7. circolazione riservata a determinate categorie di utenti.

Segnali stradali di obbligo specifico: quali sono?

I segnali di obbligo specifico sono:

  • Alt – Dogana;
  • Alt – Polizia;
  • Alt – Stazione [3].

Segnali stradali di divieto: cosa sono?

I segnali di divieto sono rotondi e vietano agli utenti il transito o determinate direzioni di marcia, una particolare manovra, ovvero impongono limitazioni.

Anche i segnali di divieto si dividono in generici o specifici, a seconda che si riferiscano a tutti i veicoli o soltanto a particolari categorie di veicoli o di utenti [4].

Segnali stradali di divieto generici: quali sono?

I segnali stradali di divieto relativi alla circolazione di tutti i veicoli sono:

  • il segnale divieto di transito;
  • il segnale senso vietato;
  • il segnale divieto di sorpasso, che indica il divieto di sorpassare i veicoli a motore eccetto i ciclomotori e i motocicli anche se la manovra può compiersi entro la semicarreggiata con o senza la striscia continua;
  • il segnale distanziamento minimo obbligatorio, che indica il divieto di seguire il veicolo che precede ad una distanza inferiore a quella indicata in metri sul segnale;
  • il segnale limite massimo di velocità, che indica la velocità massima in chilometri orari alla quale i veicoli possono procedere sul tratto di strada interessato dal segnale, ferme restando le norme di comportamento indicate dal codice o degli eventuali limiti inferiori imposti a determinate categorie di veicoli;
  • il segnale divieto di segnalazioni acustiche, che indica che è proibito, salvo in caso di pericolo immediato, l’uso di avvisatori acustici [5].

Segnali stradali di divieto specifici: quali sono?

I segnali di divieto alla circolazione relativi a particolari categorie di veicoli sono:

  1. il segnale divieto di sorpasso per i veicoli di massa a pieno carico superiore a 3,5 t., così come indicata sulla carta di circolazione e non adibiti a trasporto di persone. Il sorpasso dei veicoli non a motore è consentito solo se la manovra può compiersi entro la semicarreggiata con o senza la striscia continua. La massa può essere diversamente definita dall’ente proprietario della strada e, in tale caso, il segnale deve essere dotato di pannello integrativo riportante il diverso valore;
  2. il segnale transito vietato ai veicoli a trazione animale;
  3. il segnale transito vietato ai pedoni;
  4. il segnale transito vietato alle biciclette, che indica il divieto di transito per i velocipedi;
  5. il segnale transito vietato ai motocicli;
  6. il segnale transito vietato ai veicoli a braccia;
  7. il segnale transito vietato a tutti gli autoveicoli, compresi i motoveicoli a tre ruote e i quadricicli a motore;
  8. il segnale transito vietato agli autobus;
  9. il segnale transito vietato ai veicoli di massa a pieno carico superiore a 3,5 t indicata dalla carta di circolazione non adibiti al trasporto di persone; mediante un’iscrizione in bianco dentro la sagoma del simbolo del veicolo, ovvero con pannello integrativo, si può prescrivere un diverso valore della suddetta massa consentita al transito;
  10. il segnale transito vietato a tutti i veicoli a motore trainanti un rimorchio. Eventuali deroghe per rimorchi che non superano una determinata massa possono essere indicate con pannello integrativo;
  11. il segnale transito vietato alle macchine agricole;
  12. il segnale transito vietato ai veicoli che trasportano merci pericolose;
  13. il segnale transito vietato ai veicoli che trasportano esplosivi o prodotti facilmente infiammabili e quello di transito vietato ai veicoli che trasportano prodotti suscettibili di contaminare l’acqua. Eventuali deroghe per il trasporto di piccole quantità possono essere indicate con pannello integrativo che ne indichi la quantità [6].

note

[1] Art. 39 codice della strada.

[2] Art. 122 d.p.r. n. 495/1992 del 16.12.1992 (Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada).

[3] Art. 123 d.p.r. n. 495/1992 del 16.12.1992 (Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada).

[4] Art. 115 Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada.

[5] Art. 116 Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada.

[6] Art. 117 Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada.

Autore immagine: Pixabay.com


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