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Tirocini uffici giudiziari: quali tutele contro il precariato

8 febbraio 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 8 febbraio 2018



Tirocini ufficio del processo: stabilizzazione dopo anni di proroghe? Come tutelarsi per ottenere le differenze retributive.

Sopperire alle carenze di organico nei tribunali italiani e dare una possibilità di formazione/esperienza lavorativa a persone disoccupate, inoccupate, in mobilità o in cassa integrazione. Era questa la finalità dei tirocini presso gli uffici giudiziari previsti nel 2011 per impegnare stagisti di tutte le età in lavori socialmente utili, affiancando il personale nell’attività di cancelleria (protocollo atti, archiviazione fascicoli, invio fax, fotocopie ecc.). Ma cosa è successo davvero?

Tirocinanti uffici giudiziari precari: chi sono, cosa fanno e quanto “guadagnano”

I tirocini, frutto di convenzioni nel stipulate nel 2011-2012 dalle Amministrazioni giudiziarie con Province e Regioni, sarebbero dovuti durare 12 mesi, ma sono stati prorogati fino alla fine del 2014 e poi fino al 2015. Successivamente i precari furono inseriti, sempre come tirocinanti, all’interno del nuovo ufficio per il processo, con ulteriore proroga del tirocinio per un anno (fino al 31 dicembre 2017).

Di fatto, dunque, l’Amministrazione ha prorogato per ben sette anni la presenza di migliaia di tirocinanti presso le cancellerie dei tribunali italiani, senza fornire loro alcuna tutela, non solo in termini di stabilizzazione e accesso al lavoro, ma anche e soprattutto in termini di diritti propri di un lavoratore regolarmente assunto (tutela delle condizioni di lavoro, della salute, tutela previdenziale e assistenziale ecc.). Questi lavoratori non hanno, infatti, maturato contributi previdenziali, non hanno avuto permessi, ferie ecc. e prima ancora, non hanno avuto un contratto né una retribuzione.

I tirocinanti, per sette anni, hanno lavorato al pari di operatori giudiziari, dietro convenzione, con una borsa di studio dell’importo irrisorio di 400 euro mensili, neppure sufficienti a pagare l’affitto per tutti coloro che si sono dovuti trasferire nella città in cui aveva sede l’ufficio assegnato.

Tirocini uffici giudiziari: profili di illegittimità

I tirocini presso gli uffici giudiziari, prorogati di anno in anno per sopperire alle carenze di organico dell’apparato Giustizia, presentato diversi profili di illegittimità,tenuto conto della normativa italiana ed europea in materia di lotta al precariato:

  1.  il primo riguarda la stessa natura e funzione del tirocinio, introdotto come tirocinio “formativo” ma di fatto utilizzato come “rimedio” per sostituire o coadiuvare il personale di cancelleria in attività materiali, per il cui apprendimento non sarebbero stati necessari 7 anni di proroga.  Ebbene, per legge, il tirocinio formativo – volto ad arricchire il bagaglio di conoscenze e ad acquisire competenze professionali – non può essere utilizzato per tipologie di attività lavorative per le quali non sia necessario un periodo formativo;
  2. il secondo profilo attiene alla proroga dei tirocini formativi che, per legge, possono avere durata massima di 12 mesi;
  3. il terzo profilo riguarda la mancanza di tutele dei tirocinanti: è pur vero che con la sottoscrizione della convenzione di tirocinio non si instaura un rapporto di lavoro, ma è anche vero che la totale equiparazione del tirocinante, per anni, ad un lavoratore dipendente fa sorgere il diritto ad alcune prestazioni essenziali: retribuzione, previdenza e tutela della salute.

Fra l’altro, in materia di illegittimo rinnovo dei contratti a termine, si è già espressa la Cassazione [1]. La pubblica amministrazione non può “risparmiare” ai danni dei lavoratori utilizzando uno strumento contrattuale per scopi diversi da quelli previsti dalla legge. Pertanto, tutti coloro che, negli ultimi cinque anni, sono stati assunti dalla Pubblica Amministrazione con contratto a tempo determinato e hanno lavorato per almeno 36 mesi da precari possono avere un risarcimento dallo Stato. Si tratta di una indennità forfettaria che va da un minimo di 2,5 mensilità percepite fino a un massimo di 12 mensilità.

Non dimentichiamo che sul nostro Paese pesa la condanna della Corte di Giustizia Europea [2] secondo cui la pubblica amministrazione non può assumere dipendenti con contratto a tempo determinato e poi rinnovare a oltranza tale tipo di rapporto, condannandoli a una vita di precariato: una situazione del genere viola i principi della normativa comunitaria.

L’uso, da parte della Pa, del contratto di lavoro a termine si giustifica solo quando vi sono esigenze eccezionali e momentanee cui far fronte. Insomma, il contratto a tempo determinato può fungere solo da occasionale “tappabuchi”. Per cui, un ricorso reiterato e ripetuto nel tempo di tale rapporto con lo stesso soggetto non fa altro che evidenziare un suo utilizzo strumentale e fraudolento, solo per garantire al datore di lavoro (l’amministrazione) un vantaggio indebito.

Ricorso tirocinanti uffici giudiziari precari: quali tutele

Coloro che hanno svolto tirocini negli uffici giudiziari, entrando come lavoratori disoccupati, inoccupati, in mobilità o in cassa integrazione, definiti spesso“precari della giustizia”, non possono tuttavia pretendere l’assunzione immediata. La proroga reiterata del tirocinio non comporta, infatti, l’automatica instaurazione di un rapporto di lavoro a tempo determinato o indeterminato. L’accesso all’impiego nella Pubblica Amministrazione richiede, infatti, il rispetto delle procedure concorsuali e delle regole di selezione pubblica.

I tirocinanti precari potrebbero tuttavia avvalersi delle procedure di selezione pubblica mediante le liste di collocamento dei Centri per l’impiego, prevista per l’assunzione degli operatori giudiziari. Il Ministro Orlando ha infatti formalizzato, con una nota inviata al Dipartimento della Funzione Pubblica, la richiesta per procedere all’assunzione nel 2018 di 300 operatori giudiziari. Il numero di posti purtroppo è esiguo rispetto al numero di precari che, dopo anni di esperienza sul campo, avrebbero le giuste competenze e conoscenze per lavorare negli uffici giudiziari.

In ogni caso, in attesa di novità sulle procedure di reclutamento degli operatori giudiziari e a prescindere dalla stabilizzazione del rapporto di lavoro, i precari della giustizia possono tutelarsi dinanzi al giudice, chiedendo che il tirocinio “formativo” svolto sia dichiarato illegittimo per i profili sopra evidenziati e che vengano riconosciute le prerogative costituzionali proprie di un lavoratore, in primis le retribuzioni per l’attività lavorativa prestata a favore del Ministero della giustizia.

note

[1] Cass. sent. n. 25117/17, del 24.10.2017.

[2] C. Giust. UE sent. n. C-16/15.

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1 Commento

  1. Buongiorno, credo che sia legittimo che il tirocinante abbia il diritto di partecipare alla procedura concorsuale di stabilizaazione previste dalla legge Maida.
    Gradita risposta.

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