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Lo sai che? Che fare se mi mancano contributi per la pensione?

Lo sai che? Pubblicato il 17 febbraio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 17 febbraio 2018

Ho maturato 30 anni di contributi Inps ma dovrei averne di più. Il Caf che ha fatto il conteggio sostiene che mancano alcuni mesi in svariati periodi degli anni lavorativi. C’è la possibilità di pagare i periodi dei contributi mancanti?

Innanzitutto va precisato che i contributi volontari INPS  sono dei versamenti che il contribuente effettua in periodi di cessazione o interruzione della propria attività lavorativa per raggiungere e/o incrementare il numero dei contributi versati e l’importo della pensione. Va anche detto che una volta concessa l’autorizzazione dall’INPS, a procedere al versamento dei contributi volontari, il beneficio non decade anche se tali versamenti vengono interrotti e poi ripresi in un secondo momento. Quindi in buona sostanza i contributi volontari consistono in dei versamenti che i lavoratori che hanno cessato o interrotto l’attività lavorativa, possono continuare a versare per i seguenti motivi:

1) perfezionare i requisiti di assicurazione e di contribuzione necessari per raggiungere il diritto alla pensione diretta come vecchiaia, anzianità, assegno ordinario di invalidità e inabilità e pensione indirette superstiti e reversibilità.

2) incrementare l’importo dell’assegno mensile della pensione.

Tuttavia è bene ricordare che la possibilità del lavoratore di effettuare versamenti volontari è subordinata al rilascio dell’autorizzazione da parte dell’INPS in presenza di determinati requisiti, ovvero:

– almeno cinque anni di contributi (260 contributi settimanali ovvero 60 contributi mensili) indipendentemente dall’anno in cui sono stati versati;

– almeno tre anni di contribuzione nei cinque anni precedenti alla presentazione della domanda di concessione autorizzazione INPS alla prosecuzione volontaria.

Tali requisiti, devono essere perfezionati con la contribuzione effettiva (obbligatoria e da riscatto), escludendo la contribuzione figurativa (cioè quella relativa ai contributi accreditati in automatico dall’INPS, e quindi senza specifica domanda da parte del lavoratore). Per perfezionare i requisiti richiesti al fine dell’accettazione della domanda di versamento volontario dei contributi sono importanti i contributi accreditati ottenuti con l’attività lavorativa svolta, nello specifico: lavoro dipendente, anche se non effettivamente versati ma dovuti nei limiti della prescrizione; lavoro autonomo come artigiani, commercianti, coltivatori diretti ecc.; riscatto, come per esempio anni di laurea, militare ecc.; ricongiunzione; cassa integrazione guadagni straordinaria e per assistenza antitubercolare, contributi ad integrazione volontaria dei contributi obbligatori agricoli.

La domanda relativa al versamento dei contributi volontari INPS deve essere presentata per via telematica direttamente se l’assicurato dispone del PIN INPS Online Dispositivo oppure tramite Ente di Patronato. Il modulo domanda contributi volontari da utilizzare è il Modulo 0.10 M domanda di autorizzazione alla prosecuzione volontaria, al quale vanno allegati i seguenti documenti:

– per i lavoratori dipendenti: il modello CU 2017 rilasciato dal datore di lavoro per la certificazione della contribuzione ricevuta nell’anno d’imposta precedente alla domanda + modello sostitutivo attestante le retribuzioni erogate nell’anno di presentazione della domanda;

– per i lavoratori autonomi: le attestazioni di versamento dei contributi relativi all’ultimo anno di iscrizione negli elenchi di categoria;

– per i lavoratori part-time: il contratto di lavoro vidimato dall’ispettorato del lavoro e la dichiarazione del datore di lavoro.

Generalmente, l’autorizzazione a versare la contribuzione volontaria decorre a partire dal primo sabato successivo alla data di presentazione della domanda mentre per gli artigiani e i commercianti la decorrenza è stabilita dal 1° giorno del mese di presentazione della domanda. Se la domanda viene presentata prima della cessazione dell’attività lavorativa dipendente o autonoma, la decorrenza parte dal mese successivo alla cessazione del rapporto di lavoro subordinato o alla cancellazione dagli elenchi dei lavoratori autonomi.

Riassumendo, l’autorizzazione alla prosecuzione volontaria viene concessa dal primo sabato successivo alla data di presentazione della domanda per la generalità dei lavoratori dipendenti, oppure, dal primo giorno del mese in cui è stata presentata la domanda, nel caso di lavoratori autonomi (artigiani e commercianti).

Si precisa, anche, che i contributi volontari INPS 2018 si verseranno nelle seguenti modalità:

– Bollettino MAV pagabile presso tutte le banche e senza commissioni il quale può essere stampato e modificato dal sito ufficiale INPS Portale Pagamenti e pagato anche online con carta di credito;

– telefonando al numero 803164 gratuito da rete fissa o al numero 06164164 da rete mobile a pagamento secondo la tariffa del proprio gestore telefonico, utilizzando la carta di credito.

È possibile, poi, effettuare una copertura contributiva per periodi inferiori al trimestre versando un importo ridotto. La data di versamento contributi volontari INPS dipende dal tipo di contributi da pagare, ossia, se si tratta di contributi arretrati o correnti.

– Se si tratta di versamento volontario contributi arretrati, compresi tra la data di decorrenza dell’autorizzazione e il trimestre immediatamente antecedente a quello relativo al primo bollettino Mav prestampato, il pagamento va effettuato entro i 3 mesi successivi alla data del provvedimento di accoglimento della domanda.

– Se i contributi volontari sono correnti, ossia, pagamento per i 4 trimestri di ogni anno, la scadenza è la seguente: 1° trimestre gennaio-febbraio-marzo scadenza 30 giugno 2018; 2° trimestre aprile maggio giugno pagamento entro il 30 settembre; 3° trimestre luglio agosto settembre entro il 31 dicembre; 4° trimestre ottobre novembre dicembre versamento entro il 31 marzo 2019.

– I contributi volontari a copertura dei periodi scoperti di contribuzione che si collocano nel semestre antecedente la data di decorrenza dell’autorizzazione devono essere versati con le stesse modalità previste per il versamento degli arretrati ed unitamente agli stessi.

– I versamenti effettuati oltre i previsti termini di scadenza sono nulli e rimborsabili.

Per calcolare i contributi volontari si seguono, poi, le seguenti regole: per i lavoratori dipendenti l’importo del contributo dovuto è settimanale e viene calcolato sulla base delle ultime 52 settimane di contribuzione obbligatoria anche se non collocate temporalmente nell’anno immediatamente precedente la data di presentazione della domanda. Per i lavoratori autonomi (artigiani e commercianti) l’importo del contributo dovuto è mensile e viene determinato sulla media dei redditi da impresa denunciati ai fini Irpef negli ultimi 36 mesi di contribuzione precedenti la data della domanda. Per i coltivatori diretti l’importo del contributo è settimanale e viene determinato sulla base della media dei redditi degli ultimi tre anni di lavoro.

Nel caso specifico pertanto la soluzione è la seguente: il lettore potrà integrare la contribuzione coprendo i periodi in cui risulta mancante se ricorrono i presupposti anzidetti, appunto, presentando idonea domanda all’INPS direttamente online oppure tramite Ente di Patronato nelle modalità sopra indicate, provvedendo, una volta che l’istanza gli venga accettata, al versamento dei contributi nei termini e nei modi descritti.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Giuliana Degl’Innocenti


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1 Commento

  1. Buongiorno questo è un paese gestito da politici in modo strano : si daLa possibilità a una persona di pagare i contributi mancanti quando non hai un lavoro , e no quando hai i soldi ,in caso contrario ci guadagnerebbe anche L inps incassando soldi certo che se per fare queste politiche abbiamo bisogno di professori Bocconi anni avallati dai sindacati ,beh forse un bambino delle media saprebbe fare meglio , spendere soldi per mandare lettere dove si IPOTIZZA che io dipendente privato possa avere un aumento medio di5000 euro In tre anni sono cose che non ci sono parole …magari fossi i gestiti dai tedeschi altro che lamentarsi di loro…

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