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Multa notificata senza deposito al Comune: è valida?

17 febbraio 2018


Multa notificata senza deposito al Comune: è valida?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 17 febbraio 2018



Tre anni fa sono stata multato con autovelox per eccesso di velocità. La multa è stata notificata solo via raccomandata a/r senza successivo deposito presso il Comune. Questa mancanza ha causato un’ulteriore multa poichè non è stato dichiarato il conducente, anche in questo caso la polizia municipale ha proceduto allo stesso modo. Ad oggi vengono richiesti oltre 1500 euro, scoperti perchè notificati regolarmente alla mia nuova residenza. È possibile ricorrere per entrambe le contravvenzioni poichè notificate in maniera incompleta?

In primo luogo, con riguardo alla circostanza che la multa è stata notificata esclusivamente via raccomandata AR “senza successivo deposito presso il Comune”, si segnala che il deposito presso la casa comunale non è richiesto nel caso di specie, in quanto la notifica è stata effettuata a mezzo servizio postale.

In tali situazioni, infatti, la legge prevede che, in caso di irreperibilità del destinatario, la raccomandata venga depositata presso l’ufficio postale e che di tale deposito si dia notizia al destinatario; come risulta sia stato fatto nel caso specifico.

Così facendo, la notifica si ritiene perfezionata decorsi 10 giorni da tale comunicazione.

Per comodità e completezza, si riporta di seguito il testo della norma in questione (articolo 8 legge 890/1982):“Se le persone abilitate a ricevere il piego, in luogo del destinatario, rifiutano di riceverlo, ovvero se l’agente postale non può recapitarlo per temporanea assenza del destinatario o per mancanza, inidoneità o assenza delle persone sopra menzionate, il piego è depositato lo stesso giorno presso l’ufficio postale preposto alla consegna o presso una sua dipendenza. Del tentativo di notifica del piego e del suo deposito presso l’ufficio postale o una sua dipendenza è data notizia al destinatario, a cura dell’agente postale preposto alla consegna, mediante avviso in busta chiusa amezzo lettera raccomandata con avviso di ricevimento che, in caso di assenza del destinatario, deve essere affisso alla porta d’ingresso oppure immesso nella cassetta della corrispondenza dell’abitazione, dell’ufficio o dell’azienda. L’avviso deve contenere l’indicazione del soggetto che ha richiesto la notifica e del suo eventuale difensore, dell’ufficiale giudiziario al quale la notifica è stata richiesta e del numero di registro cronologico corrispondente, della data di deposito e dell’indirizzo dell’ufficio postale o della sua dipendenza presso cui il deposito è stato effettuato,nonché l’espresso invito al destinatario a provvedere al ricevimento del piego a lui destinato mediante ritiro dello stesso entro il termine massimo di sei mesi, con l’avvertimento che la notificazione si ha comunque per eseguita trascorsi dieci giorni dalla data del deposito e che, decorso inutilmente anche il predetto termine di sei mesi, l’atto sarà restituito al mittente.

Trascorsi dieci giorni dalla data di spedizione della lettera raccomandata (…) senza che il destinatario o un suo incaricato ne abbia curato il ritiro, l’avviso di ricevimento è immediatamente restituito al mittente in raccomandazione con annotazione in calce, sottoscritta dall’agente postale,della data dell’avvenuto deposito e dei motivi che l’hanno determinato, dell’indicazione «atto nonritirato entro il termine di dieci giorni» e della data di restituzione. Trascorsi sei mesi dalla data in cui il piego è stato depositato nell’ufficio postale o in una sua dipendenza senza che il destinatario o un suo incaricato ne abbia curato il ritiro, il piego stesso è restituito al mittente inraccomandazione con annotazione in calce, sottoscritta dall’agente postale, della data dell’avvenuto deposito e dei motivi che l’hanno determinato dell’indicazione «non ritirato entro iltermine di centottanta giorni» e della data di restituzione.

La notificazione si ha per eseguita decorsi dieci giorni dalla data di spedizione della lettera raccomandata di cui al secondo comma ovvero dalla data del ritiro del piego, se anteriore”.

Come si può notare, il deposito presso la casa comunale non è previsto dalla norma, ragione per cui non sarà possibile sostenere, come richiesto dal lettore, l’incompletezza della notifica.

Per quanto riguarda la comunicazione del cambio di residenza ai fini dell’aggiornamento dei dati della patente, è l’Anagrafe comunale che comunica direttamente alla direzione generale della Motorizzazione civile i nominativi dei titolari di patente e carta di circolazione che hanno cambiato residenza o indirizzo.

L’articolo 116 del codice della strade prevede infatti che “l’annotazione del trasferimento diresidenza da uno ad un altro Comune o il cambiamento di abitazione nell’ambito dello stesso comune, viene effettuata dal competente ufficio centrale del Dipartimento per i trasporti, la navigazione e i sistemi informativi e statistici che aggiorna il dato nell’anagrafe nazionale degliabilitati alla guida. A tale fine, i comuni trasmettono al suddetto ufficio, per via telematica o susupporto magnetico secondo i tracciati record prescritti dal Dipartimento per i trasporti, la navigazione e i sistemi informativi e statistici, notizia dell’avvenuto trasferimento di residenza, nel termine di un mese decorrente dalla data di registrazione della variazione anagrafica”.

A tal proposito la giurisprudenza ha precisato che il ritardo nell’aggiornamento dei dati da parte delle amministrazioni competenti non può pregiudicare il cittadino. Infatti “qualora l’interessato abbia provveduto alla tempestiva comunicazione della variazione anagrafica e l’amministrazione non abbia proceduto all’aggiornamento dei relativi archivi, la notifica effettuata al precedente indirizzo del contravventore risultante dagli archivi non aggiornati non può ritenersi correttamente eseguita (ove il destinatario, come nella specie, fosse risultato assente e il plico, notificato a mezzo posta, restituito al mittente per compiuta giacenza), non potendo il ritardo dell’amministrazione nell’aggiornare i propri archivi produrre effetti negativi nella sfera giuridica del cittadino non inadempiente” (Cass. civ. Sez. II, 21/11/2006, n. 24673).

Da ultimo, quanto alla possibilità di contestare in via giudiziaria le ingiunzioni di pagamento, queste portano il protocollo del 27/07/2017 (non risultano allegate le date delle relate di notifica).

In ragione di ciò, si segnala al lettore che, a seconda di quando sono state notificate e tenuto conto del termine di sospensione feriale dal 1 al 31 agosto, il termine di 30 giorni potrebbe essere prossimo alla scadenza.

 

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Ambrogio Dal Bianco


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