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Andare in pensione subito versando i contributi in anticipo

7 febbraio 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 7 febbraio 2018



È possibile versare in un’unica soluzione gli anni di contributi mancanti alla pensione anticipata e ottenere una rendita subito?

Pensionarsi immediatamente versando tutti assieme gli anni di contributi mancanti alla pensione anticipata: un’idea che è venuta a molti, considerando che questo trattamento non prevede un requisito minimo di età, ma si ottiene con un totale di 42 anni e 10 mesi, per gli uomini, di 41 anni e 10 mesi per le donne e di 41 anni per i lavoratori precoci (coloro che possiedono almeno 12 mesi di contributi da effettivo lavoro versati prima del 19° anno di età).

Ottenere in via immediata la pensione anticipata, però, è possibile solo se gli anni mancanti al perfezionamento del requisito contributivo possono essere riscattati: devono cioè essere presenti periodi pregressi da coprire volontariamente pagando un onere per il riscatto, come i periodi del corso di laurea. Non è invece possibile coprire anticipatamente, in un’unica soluzione, periodi futuri, nemmeno versando i contributi volontari.

Ma procediamo per ordine e facciamo il punto della situazione, in merito alla possibilità di andare in pensione subito versando i contributi in anticipo.

Andare in pensione anticipata subito col riscatto

Se gli anni che mancano al perfezionamento del requisito contributivo richiesto per la pensione anticipata sono tutti riscattabili, una volta pagato l’onere è possibile andare in pensione subito. Ma quali sono i periodi che possono essere riscattati?

Per la generalità dei lavoratori dipendenti possono essere riscattati i seguenti periodi:

  • gli anni del corso di laurea (esclusi gli anni fuori corso, e solo se ottenuto il titolo di studio e se non coincidenti con periodi già coperti);
  • i periodi scoperti da contributi collocati tra un rapporto di lavoro a tempo determinato, o stagionale, e il rapporto successivo, se successivi al 31 dicembre 1996; lo stesso vale per i periodi non lavorati, in caso di impiego part time;
  • i periodi di lavoro per i quali il datore non ha versato i contributi, se dimostrabili con documentazione scritta;
  • i periodi lavorati all’estero, presso un Paese privo di convenzioni previdenziali con l’Italia;
  • i periodi in cui il rapporto di lavoro è interrotto con diritto alla conservazione del posto, se successivi al 31 dicembre 1996;
  • i periodi di aspettativa non retribuita per gravi motivi familiari;
  • i periodi di maternità facoltativa al di fuori del rapporto di lavoro;
  • se successivi al 31 dicembre 1996, i periodi di formazione professionale, di studio e di ricerca, finalizzati ad ottenere titoli, attestati o competenze professionali richieste per l’assunzione o per la progressione in carriera;
  • i periodi di servizio civile volontario reso dal 1° gennaio 2009.

Andare in pensione anticipata con i contributi volontari

Come abbiamo detto, non è invece possibile ottenere subito la pensione anticipata versando i contributi che mancano al perfezionamento del requisito in un’unica soluzione.

I contributi volontari, difatti, a differenza dei contributi da riscatto, non consentono l’accredito della contribuzione per i periodi pregressi eventualmente scoperti, salvo il periodo di 6 mesi precedenti alla domanda di autorizzazione all’Inps, ma consentono l’accredito dei contributi di trimestre in trimestre, se non si è coperti da altra contribuzione, o se si ha un contratto di lavoro part time che comporta la scopertura di alcuni periodi.

Ad esempio se un lavoratore, ad oggi, ha 35 anni di contributi, non può decidere di pagare, a titolo di contributi volontari, gli anni mancanti al raggiungimento del requisito di 42 anni e 10 mesi e andare in pensione subito, a meno che non possieda 7 anni e 10 mesi da riscattare (in riferimento a periodi precedenti), ma può decidere di pagare, trimestre per trimestre, i contributi volontari, sino alla data di maturazione del requisito contributivo.

Bisogna a questo proposito considerare che il requisito contributivo per la pensione anticipata ordinaria aumenterà, probabilmente, in base alle tabelle relative agli incrementi alla speranza di vita previsti, come segue:

  • 43 anni e 3 mesi (42 anni e 3 mesi per le donne) di contributi per il biennio 2019-2020;
  • 43 anni e 6 mesi di contributi per il biennio 2021-2022;
  • 43 anni e 9 mesi di contributi per il biennio 2023-2024;
  • 44 anni per il biennio 2025-2026;
  • 44 anni e 3 mesi di contributi per il biennio 2027-2028;
  • 44 anni e 6 mesi di contributi per il biennio 2029-2030.

Continuando regolarmente nel versamento della contribuzione, e ipotizzando che l’interessato abbia maturato i 35 anni di contributi al dicembre 2017, otterrebbe la pensione anticipata con 44 anni di contributi nel dicembre 2026. Se maturati a gennaio 2018, maturerebbe il requisito nell’aprile 2027, per effetto dell’incremento pari a 3 mesi che dovrebbe scattare ogni biennio.


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