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A chi la notifica se l’amministratore agisce contro il condominio

7 febbraio 2018


A chi la notifica se l’amministratore agisce contro il condominio

> Diritto e Fisco Pubblicato il 7 febbraio 2018



Se l’amministratore agisce contro il condominio quando ancora è in carica a chi deve notificare l’atto di citazione o il decreto ingiuntivo?

Chi vuol far causa a un condominio notifica gli atti giudiziari al relativo amministratore, presso il suo studio. Ma se dovesse essere lo stesso amministratore, quando ancora in carica, ad agire in giudizio contro il condominio da lui gestito – magari per una richiesta di rimborsi o per il pagamento del proprio compenso – a chi deve notificare l’atto? Di certo, pensare che la notifica possa essere fatta a sé stesso potrebbe costituire non solo un conflitto di interessi, ma una forte limitazione per il diritto di difesa dei condomini, i quali potrebbero non sapere mai dell’azione nei loro riguardi (salvo sia lo stesso amministratore a informarli). A stabilire a chi l’amministratore deve notificare gli atti giudiziari contro il condominio è stata una recente sentenza del Tribunale di Milano [1]. Vediamo cosa è stato detto nel caso di specie.

L’amministratore di condominio può far causa al suo stesso condominio?

Per comprendere la questione immaginiamo il caso di un amministratore che, non avendo ottenuto dall’assemblea l’approvazione del bilancio e non potendo così procedere neanche al pagamento delle proprie competenze, decida di agire contro il condominio da lui stesso amministrato. Perciò chiede in tribunale un decreto ingiuntivo. La prima “stranezza” sta nel fatto che, nella richiesta del provvedimento giudiziale, dovendo indicare una persona in rappresentanza del condominio (il condominio infatti non ha personalità giuridica), indica il proprio stesso nome: quasi come se stesse facendo causa a se stesso. Egli infatti non ha mai rinunciato al proprio mandato e, quindi, risulta ancora formalmente in carica. Il giudice però gli concede il decreto.

Al momento della notifica dell’atto sorge il secondo problema. Non sapendo a chi notificarlo, lo spedisce all’indirizzo del proprio studio, ossia a sé stesso, così come del resto, fino a quel momento, è stato per tutti gli altri atti giudiziari e per la corrispondenza inviata da terzi. Tale è infatti il “domicilio” del condominio.

A questo punto, i condomini – informati dallo stesso amministratore di ciò nella successiva assemblea – decidono di impugnare il decreto per la nullità della notifica e per il conflitto di interessi. Chi ha ragione?

L’amministratore di condominio a chi deve notificare gli atti giudiziari?

Secondo il Tribunale di Milano la notifica è avvenuta nei confronti di un soggetto in palese conflitto di interessi e pertanto è inesistente. Difatti, la scelta di spedire il decreto ingiuntivo a se stesso non garantisce ai condomini la possibilità di averne immediata conoscenza e, quindi, di potersi difendere. Ma allora cosa dovrebbe fare l’amministratore di condominio, ancora in carica, per notificare gli atti allo stesso condominio da lui gestito? La risposta è nel codice civile [2]: l’amministratore pro tempore, se intende far valere le proprie ragioni di credito nei confronti del condomìnio amministrato, deve chiedere la nomina  di un curatore speciale del condominio [3]. La norma stabilisce testualmente che, «quando per qualsiasi causa manca il legale rappresentante dei condomini, chi intende iniziare o proseguire una lite contro i partecipanti a un condominio può richiedere la nomina di un curatore speciale ai sensi dell’articolo 80 del codice di procedura civile. Il curatore speciale deve senza indugio convocare l’assemblea dei condomini per avere istruzioni sulla condotta della lite».

In pratica, bisogna presentare un ricorso al Tribunale che decide in camera di consiglio. Una volta nominato il curatore speciale non può agire autonomamente ma deve convocare l’assemblea dei condòmini per avere istruzioni sul da farsi.

La norma in realtà nasce con lo scopo di tutelare coloro che, volendo fare causa a un condominio privo di amministratore, hanno necessità di individuare un soggetto processuale certo. In mancanza della nomina del curatore, l’unica alternativa possibile sarebbe quella di notificare l’atto a tutti i condomini del palazzo.

note

[1] Trib. Milano, sent. del 30.11.2017.

[2] Art. 65 disp. att. cod. civ.

[3] Cass. sent. n. 19149/2014; n. 20659/09, n. 8803/03.

Tribunale di Milano, sez. III Civile, sentenza 29 – 30 novembre 2017
Giudice Fiengo

Svolgimento del processo – Motivi della decisione

1. Il Condominio di via B. n. 6 ha proposto opposizione avverso il precetto con il quale, P.S.M.G., quale unico erede di P.F.M., ha chiesto il pagamento di Euro 52.411,80 sulla base del decreto ingiuntivo n. 11871/01 di questo Tribunale; decreto asseritamente notificato il 6/7 giugno 2001 ed emesso sulla base di due fatture emesse da P.F.M. per l’attività di amministratore svolta dal 1994 al 2000.
Il condominio ha dedotto: – di avere già proposto opposizione al precetto con il quale P.F.M., dante causa dell’odierno opposto, sulla base del medesimo decreto ingiuntivo n. 11871/01, aveva chiesto il pagamento di Euro 70.412,06; – di avere altresì promosso opposizione tardiva al decreto ingiuntivo n. 11871/01 (opposizione alla quale è stato assegnato R. G. numero 83301/13); – che P.S.M.G., prima di notificare il precetto qui opposto, aveva notificato ad alcuni condomini ulteriore atto di precetto che “era stato oggetto di due distinte opposizioni successivamente riunite.
L’opponente ha inoltre allegato: – di non aver mai avuto conoscenza del decreto ingiuntivo n. 11871/01 (in particolare, le fatture in base alle quali è stato emesso tale decreto non risultano nella documentazione consegnata – all’atto del passaggio di consegne – dal P. al nuovo amministratore); – che tale decreto deve ritenersi nullo, stante il palese conflitto di interessi desumibile dal fatto che il decreto è stato richiesto dal ricorrente quando ancora rivestiva la carica di amministratore del condominio ed è stato notificato dal P. a se stesso, quale amministratore del condominio; – che inesistente è la notifica del decreto ingiuntivo, essendo stata tale notifica eseguita dall’amministratore del condominio a se stesso (e non, invece, come sarebbe stato necessario avuto riguardo al conflitto di interessi, ad un curatore speciale del condominio nominato dal Tribunale) presso il proprio indirizzo di residenza; – che il credito del P. è in realtà inesistente, trovando lo stesso fondamento in due delibere dell’assemblea del condominio che sono state annullate con
sentenze del Tribunale e della Corte d’Appello di Milano; – che, in ogni caso, non sono dovuti gli interessi legali (per complessivi Euro 17.772,86) dalla emissione del titolo, stante la mancata notifica dello stesso.
P.S.M.G. ha chiesto il rigetto delle domande di controparte, eccependone l’inammissibilità atteso che tali domande attengono alla formazione del titolo giudiziale ed allegando che, in realtà, alcun annullamento delle delibere assembleari v’è mai stato con riferimento alla quantificazione del compenso spettante all’amministratore.
2. La domanda proposta dal condominio deve essere qualificata come opposizione all’esecuzione tanto nella parte in cui essa trova fondamento nella pretesa estinzione del credito del P., quanto nella parte in cui la stessa è fondata sulla inesistenza della notifica del decreto ingiuntivo. A tale ultimo riguardo deve infatti richiamarsi la condivisa giurisprudenza di legittimità secondo la quale “se è, in generale, vero che il processo esecutivo, iniziato senza essere preceduto dalla notificazione o dalla valida notificazione del titolo esecutivo e/o dell’atto di precetto, è viziato da una mera invalidità formale, che può essere fatta valere con il rimedio dell’opposizione agli atti esecutivi, da proporsi, ai sensi dell’art. 617 cod. proc. civ., nel termine, oggi, di venti giorni, decorrente dal primo atto del processo esecutivo del quale si sia avuta legale conoscenza (cfr. Cass. civ. 31 ottobre 2013, n. 24662; Cass. civ. 6 marzo 2007, n. 5111), così non è allorquando l’esecuzione sia stata intrapresa in forza di un decreto ingiuntivo, perché in tal caso l’ingiunto dovrà alternativamente proporre opposizione all’esecuzione forzata ex art. 615 cod. proc. civ., o opposizione tardiva, ex art. 650 cod. proc. civ., a seconda che il vizio della notificazione fatto valere ne importi o meno l’inesistenza” (Cass. 17308/15).
Tanto premesso, sulla base di una scelta processuale in contrasto con il condiviso orientamento giurisprudenziale da ultimo citato, il condominio (che nel presente giudizio ha dedotto l’inesistenza della notifica del decreto ingiuntivo) ha, innanzi a questo Tribunale, proposto opposizione tardiva avverso il decreto ingiuntivo. Tale opposizione è stata definita con la sentenza n. 11100/2016 la quale ha dichiarato inammissibile l’opposizione proposta ai sensi dell’art. 650 c.p.c. e rigettato la domanda di revocazione del decreto.
Ebbene, la natura meramente processuale (con conseguente mancata possibilità di ravvisare in proposito un giudicato e, pertanto, con conseguente mancata operatività del principio del ne bis in idem) della sentenza da ultimo citata con riferimento all’opposizione ex art. 650 c.p.c. consente di esaminare nel presente giudizio la questione (riproposta) dell’inesistenza della notifica del decreto ingiuntivo; questione che, peraltro, così come affermato dalla condivisa decisione di legittimità sopra citata, ha proprio nel giudizio di opposizione all’esecuzione la propria “naturale” sede di esame.
A riguardo, premesso che, secondo quanto è pacifico tra le parti, il decreto ingiuntivo in base al quale è stato notificato il qui opposto precetto risulta notificato dall’avv. P.F.M. allo stesso P., quale amministratore del condominio, non può non rilevarsi che la notifica è avvenuta ad un soggetto in palese conflitto di interessi, essendo in realtà necessaria (al fine della ricezione del decreto ingiuntivo) la nomina di un curatore speciale del condominio (argg. ex Cass. 19149/14, Cass. 20659/09, Cass. 8803/03).
La notifica del decreto ingiuntivo allo stesso ricorrente deve pertanto ritenersi inesistente in quanto effettuata a persona in palese conflitto di interessi ed in luogo che (con riferimento alla specifica notificazione che viene qui in rilievo) non è in alcun modo riconducibile al destinatario dell’atto.
L’accertamento dell’inesistenza della notifica del decreto ingiuntivo consente di non esaminare le questioni ulteriori alla base della proposta opposizione.
3. Le spese di lite seguono la soccombenza e sono liquidate come da dispositivo alla luce dei valori medi previsti dal D.M. n. 55 del 2014 per i giudizi di cognizione innanzi al Tribunale di valore sino ad Euro 52.000,00

P.Q.M.

il Tribunale, definitivamente pronunciando, ogni contraria o diversa istanza e deduzione disattesa, così provvede:
1) in accoglimento della proposta opposizione all’esecuzione, accerta l’inesistenza della notifica del decreto ingiuntivo in base al quale è stato notificato il qui opposto precetto;
2) condanna P.S.M.G. al pagamento, in favore del condominio di M., via B. n. 6, in persona dell’amministratore p. t., delle spese del presente giudizio che liquida in Euro 7.254,00, oltre 15% ex art. 2, co. 2, D.M. n. 55 del 2014, C. A. ed I. V. A. come per legge.


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