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Fattura elettronica, la stampa non è obbligatoria

14 Aprile 2017 | Autore:
Fattura elettronica, la stampa non è obbligatoria

La stampa del documento fiscale per eccellenza non è obbligatoria. Lo chiarisce l’Amministrazione finanziaria, specificando anche i formati da utilizzare.

Arrivano nuovi chiarimenti [1] da parte dell’Agenzia delle Entrate in materia di conservazione elettronica dei documenti, tra cui la fattura elettronica.

Conservazione dei documenti in formato digitale

Con un’istanza di interpello, un contribuente chiedeva la corretta procedura da seguire in merito alla conservazione sostitutiva dei documenti analogici.

Con l’intento di evitare la stampa dei documenti, quali per esempio fatture e bolle doganali ricevute in formato digitale (esempio Pdf), il contribuente si soffermava in particolar modo su quei documenti per i quali la normativa richiede particolari obblighi ai fini dell’imposta sul valore aggiunto attraverso l’integrazione del documento; per esempio le fatture per acquisti intracomunitari e per altri acquisti in regime di reverse charge.

Per questi ultimi la procedura adottata dall’istante prevede la predisposizione di un altro documento, da allegare all’immagine della fattura in questione, contenente sia i dati necessari per l’integrazione sia gli estremi della stessa.

Una volta completata la procedura di conservazione sostitutiva, secondo quanto previsto dalla normativa [2], il contribuente prevedeva di cestinare i documenti in formato cartaceo.

Le indicazione dell’Agenzia delle Entrate

Secondo il parere dell’Agenzia delle Entrate, la procedura adottata dal contribuente è corretta.

Non è obbligatorio procedere alla stampa della fattura, sia che si tratti di fattura elettronica o fattura ricevuta con strumenti informatici (per esempio via email), purchè sia assicurata l’ordinata rilevazione del documento di acquisto e l’univocità dell’annotazione nei registri contabili.

A tale scopo, occorre attribuire al documento di acquisto un numero di protocollo di corrispondenza all’atto della ricezione e un numero progressivo Iva all’atto della registrazione.

È comunque fondamentale che, tramite la consultazione dell’archivio informatico, sia possibile trovare qualsiasi documento contraddistinto dal protocollo di arrivo.


note

[1] Risoluzione n. 46/E/2017 del 10 aprile 2017

[2] D.M. del 17 giugno 2014


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