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Come denunciare una persona che ti perseguita

8 febbraio 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 8 febbraio 2018



Se ti senti perseguitata da qualcuno, sempre che ricorrano precisi requisiti, puoi denunciarlo.

Qualcuno ti chiama senza sosta, ti minaccia, ti segue, te lo ritrovi in ufficio, in palestra, a casa, ti invia decine di messaggi ed e-mail al giorno al punto da provocarti ansia e non farti più uscire? Ti chiedi se tutto ciò è reato e come denunciare una persona che ti perseguita? Analizziamo insieme tutti gli aspetti di questo reato fino ad arrivare a chiarire come denunciare una persona che ti perseguita.

Cos’è il reato di stalking?

In Italia, spesso, si verifica il paradosso per cui chi subisce una minima molestia telefonica grida allo stalking e chi, invece, effettivamente è vittima di stalking non se ne rende neanche conto, o non ha il coraggio di denunciarlo, o semplicemente non sa come si fa a denunciare una persona che ti perseguita. È vero ciò che a volte si sente dire, e cioè che l’introduzione del reato di stalking nel nostro codice penale [1] ha consentito a tante donne di approfittare della legge per vendicarsi di ex mariti, ex compagni o ex amanti; ma, purtroppo, il più delle volte, ciò che accade ai danni del sesso debole è davvero allarmante. Lo stalking si può configurare indiscriminatamente sia ai danni di uomini che di donne: statisticamente è stato acclarato che i casi di molestie alle donne sono di gran lunga superiori ed è per questo (e solo per questo) che ci esprimiamo al femminile.

Lo stalking è un reato introdotto nel nostro ordinamento per punire la condotta di chi:

  • con minacce o molestie reiterate (e, quindi, continuative o, comunque, ripetute nel tempo);
  • procura a chi la subisce un perdurante e grave stato di ansia e di paura o un fondato timore per l’incolumità propria, di un prossimo congiunto o di una persona legata a sè da una relazione affettiva;
  • tutto ciò inducendo la vittima a modificare le proprie abitudini di vita.

Il delitto di stalking è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni; la pena è, però, aumentata se il fatto è commesso dal coniuge (anche separato o divorziato) o da persona che è stata legata da relazione affettiva alla persona offesa ovvero se il fatto è commesso attraverso strumenti informatici o telematici. La pena è aumentata fino alla metà se il fatto è commesso a danno di minori, donne in stato di gravidanza o di una persona con disabilità, ovvero con armi o da persona travisata.

Dunque, se mi sento perseguitata, ho ansia e timore per la mia incolumità posso denunciare il molestatore che sarà sottoposto a processo e potrà essere condannato a scontare una delle pene sopra elencate. La denuncia, di regola, deve avere la forma della querela perché lo stalking (eccetto che nei casi in cui vi sia stato l’ammonimento attraverso la polizia) è un reato procedibile a querela di parte. Vediamo ora come denunciare una persona che ti perseguita.

 L’ammonimento e la denuncia

Se la sensazione di ansia che ti deriva dall’essere perseguitata, seguita, tartassata di telefonate è troppa per attendere i tempi tecnici della giustizia, prima di presentare la querela, recati presso la questura più vicina ed esponi ciò che ti sta succedendo e chi ritieni che sia il colpevole. Sulla base delle informazioni che fornirai, la polizia svolgerà le sue indagini e, se riterrà fondata la tua segnalazione, provvederà immediatamente ad ammonire il tuo stalker. Il questore, dopo aver assunto (se necessario) informazioni dagli organi investigativi ed aver sentito le persone informate dei fatti, se riterrà fondata l’istanza, ammonirà oralmente il soggetto nei cui confronti è stato richiesto il provvedimento, invitandolo a tenere una condotta conforme alla legge [2]. Se, invece, consideri la situazione che stai vivendo troppo pericolosa (e sempre che vi siano i presupposti sin qui descritti) puoi denunciare lo stalker recandoti presso i carabinieri, la polizia oppure presso la procura della repubblica a te più vicina.

È importante che tu sappia che la richiesta di ammonimento non può essere fatta se hai già sporto una querela (mentre, invece, puoi sporgere querela dopo aver richiesto l’ammonimento presso la questura, se nulla cambia e continui ad essere perseguitata).

La verità è che l’ammonimento consente un contatto immediato da parte delle forze dell’ordine con la persona che ti dà fastidio; per cui è possibile che, contattato dalla polizia, il tuo stalker smetterà di importunarti, anche solo per paura che possa succedergli qualcosa (diciamo che, nel caso in cui si scelga l’ammonimento, lo si fa con la speranza che il colpevole impari da solo e si fermi per paura).

Qualora, però, dovessi capire che la situazione sta davvero per precipitare e temi che il tuo persecutore possa davvero farti del male, l’ammonimento non è sufficiente: devi recarti alla procura della repubblica e, alla fine dell’atto di querela, devi chiedere che il pubblico ministero ti interroghi (affinché tu possa essere più preciso e raccontare anche ciò che non sei riuscito a scrivere) e che, nel frattempo, blocchi in qualche modo il tuo stalker.

Dopo la tua denuncia il pubblico ministero, se riterrà esistente un pericolo imminente, potrà chiedere al giudice per le indagini preliminari (gip) di sottoporlo agli arresti domiciliari, di applicargli il divieto di avvicinarsi a te e ai luoghi che tu frequenti abitualmente o, nei casi più gravi ed apparentemente irrecuperabili, di metterlo in prigione.

Stalking: procedibilità

Come sopra anticipato, il delitto di stalking è punibile a querela della persona offesa da sporgere nel termine di sei mesi dalla commissione del fatto oppure, se commesso nei confronti di minori o di persone con disabilità ovvero se connesso con altro delitto per il quale si deve procedere d’ufficio ovvero quando il fatto è commesso da soggetto ammonito dal questore, d’ufficio ed in questo caso non vi sono termini per la presentazione della denuncia (bisogna comunque tenere presente che il reato è soggetto a prescrizione, dunque la denuncia non può essere troppo tardiva).

note

[1] Art. 612 bis cod. pen.

[2] Art. 8 L. n. 38 del 2009

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